Da Protti a Mamma Franca, sul lungomare il nuovo blitz artistico di #io_manifesto: "Riprendiamoci gli spazi abbandonati"

Cinque artisti livornesi hanno dato seguito alla mostra a cielo aperto di piazza Magenta occupando, con carta e colla, la baracchina dell'ex Tiburòn: "Un atto di denuncia ma anche un regalo alla città"

Quando l'arte ha qualcosa di importante da dire non chiede permesso. E nella notte tra giovedì e venerdì 12 giugno, sul lungomare di Livorno, la baracchina ex Tiburòn, locale chiuso da oltre dieci anni, si è trasformata da struttura decadente in vetrina artistica, grazie all'intervento del collettivo che si cela dietro l'hastagh #io_manifesto. Dopo l'esordio di successo della mostra a cielo aperto allestita in piazza Magenta, gli street artist sono tornati e hanno fatto una nuova incursione al buio.

Michael Rotondi: "Vogliamo riempire gli spazi vuoti con l'arte visiva"

"Già da un po' volevamo dare un seguito all'azione di piazza Magenta, che era una mostra collettiva all'aperto con cui volevamo far arrivare il messaggio che l'arte non si ferma, sfruttando il vuoto assordante delle bacheche, senza spettacoli da promuovere - racconta Michael Rotondi, uno dei protagonisti della manifestazione -. Da quell'azione sono nate diverse scuole di pensiero e in cinque (Valentina Restivo, Libertà, Filippo BocciniGiulia Oblò e lo stesso Michael Rotondi, ndr) ci siamo concentrati sugli spazi vuoti che potrebbero essere invece animati e riportati in vita dagli artisti. Livorno è piena di luoghi dimenticati, chiusi per i motivi più diversi, la baracchina del Tiburòn, ad esempio, è inutilizzata da anni ed è scandaloso perché è di proprietà del comune e se fosse stata data a un collettivo di artisti avrebbe avuto nuova vita, invece è un biglietto da visita tremendo per chi arriva sul lungomare e viene accolto da una piazzetta desolata".

#iomanifesto, la storia di Livorno da Protti a Mamma Franca

Dieci manifesti per raccontare Livorno, cos'è e cosa potrebbe essere

Ecco quindi, alle prime luci dell'alba, i dieci manifesti. Un chiaro richiamo alla storia di Livorno, con l'amore per il calcio e i suoi profeti amaranto Igor Protti e Cristiano Lucarelli, con le sue donne forti rappresentate dall'iconica Mamma Franca, l'anima verace e popolare, la Madonna di Montenero che protegge i livornesi guardandoli materna dall'alto, il mare, compagno immancabile. Una mostra, un racconto, una storia scritta a dieci mani per raccontare un città, quello che è e quello che potrebbe essere. Un atto di denuncia, certo, ma anche un grande regalo alla città. "In questo momento la street art assume un valore ancora più forte perché è un'arte popolare, fruibile da tutti e il fatto stesso di fare "incursioni artistiche" in luoghi non deputati fa parte del messaggio ed è un modo per far avvicinare all'arte anche chi non l'ha mai fatto. L'arte visiva è considerata un bene di lusso e noi la rendiamo accessibile. "La speranza è quella di accendere i riflettori sui tanti spazi abbandonati e far sì che vengano affidati agli artisti che così non dovranno più appropriarsene nottetempo ma ne potranno usufruire alla luce del sole."

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#iomanifesto, la storia di Livorno da Protti a Mamma Franca

Una manifestazione, quella degli artisti di #io_manifesto, piaciuta anche all'assessore alla cultura Simone Lenzi che pur condannando l'affisione abusiva ne ha comunque apprezzato il valore artistico. "Il dialogo con l'assessore sta andando avanti e sul tavolo c'è anche l'ipotesi di una mostra collettiva con artisti importanti - continua Rotondi - ma non è quello che chiediamo adesso. Questo è il momento di far rivivere gli spazi abbandonati". Un percorso cominciato perché un gruppo di artisti ci ha creduto così tanto da correre un grande rischio, un percorso che proseguirà ancora donando vita nuova ad altri angoli della città.

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