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Raffineria Eni, riconversione green per tutelare salute, ambiente e lavoro: il Consiglio vota un atto congiunto, si astiene il centrodestra

Su proposta del M5S, maggioranza e opposizioni di sinistra votano l'atto che impegna le istituzioni a seguire la volontà dei territori e chiedere al governo di cancellare definitivamente l'ipotesi del gassificatore contenuta nel dpcm. Critiche all'astensione di Lega e FdI: "Persa una grande occasione"

Tutela dell'ambiente, e quindi della salute, e salvaguarda dei posti di lavoro. Partendo da questi principi, su proposta del Movimento 5 Stelle, i gruppi consiliari del Comune di Livorno sono arrivati alla stesura di un documento congiunto per la richiesta di un impegno istituzionale a favore della riconversione green della raffineria Eni di Stagno. Una mozione firmata da tutte le forze di maggioranza (Pd, Futuro!, Casa Livorno), dai Cinquestelle e dalle opposizioni di sinistra (Buongiorno Livorno e Potere al Popolo) che è stata approvata nel consiglio comunale di ieri 28 gennaio con l'astensione del centrodestra che ha invece preferito presentare ua propria mozione poi bocciata.

Una scelta fortemente criticata dal resto dell'aula e dal sindaco di Livorno Luca Salvetti, secondo cui "per pregiudiziali politiche e interessi elettorali la destra ha perso un'occasione importante per sottoscrivere un bellissimo atto congiunto che ci avrebbe consentito di presentarci ai tavoli con maggiore forza". "Non possiamo fidarci di questo Pd regionale e di Giani - la replica del centrodestra - che prima vogliono fare l'inceneritore con i carri aramati, come scritto negli atti, e poi sembrano cambiare idea solo a parole". 

Richiesta di impegno istituzionale a favore della riconversione Eni di Stagno: la mozione

In apertura di seduta è stato il capogruppo del Partito democratico, Paolo Fenzi, a leggere l'atto secondo cui "si rende necessario aprire un tavolo di confronto tra istituzioni locali, regionali, il governo, Eni, i sindacati e le associazioni ambientaliste per la conferma degli investimenti e per la presentazione di un progetto di riconversione ambientale e industriale che deve avere come obiettivo il consolidamento dei livelli occupazionali e miglioramento delle condizioni ambientali"

Bioraffineria Eni, in commissione le indicazioni al governo: "Il progetto tuteli occupazione e ambiente"

"Il consiglio comunale - si legge nel documento - impegna il sindaco e la giunta ad attuare tutte le azioni politiche ed amministrative possibili per favorire, in un'ottica di transizione green, la riconversione del sito, l'ammodernamento degli impianti con l'abbattimento dei rischi di inquinamento, la ricerca delle soluzioni per mantenere i livelli occupazionali e la realizzazione di una vera opera di economia circolare. E ancora di attivarsi, insieme al Comune di Collesalvetti, affinché sia superata la questione relativa al progetto di Waste to Methanol (gassificatore), ovvero  che non  sia presente nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, e che venga quindi annullata definitivamente l'ipotesi di investimento previsto per l'area di Livorno per la costruzione di un impianto WTM".

Riconversione Eni, il dibattito in Consiglio e il voto

Una mozione approvata con 23 voti favorevoli, zero contrari e 5 astenuti, ovvero quelli dei 4 consiglieri del centrodestra presenti oltre a quello di prassi del presidente del Consiglio Pietro Caruso. Astensione che ha mosso critiche da tutte le forze politiche in aula e che Fratelli d'Italia e Lega hanno invece difeso per questioni politiche più che di merito. "Contano gli atti e non le parole - ha detto Andrea Romiti -. Siamo tutti per la tutela dell'ambiente, della salute e del lavoro, ma ad oggi gli atti contengono ancora il gassificatore. Non possiamo fidarci di questo Pd, se hanno cambiato idea lo dimostrino con gli atti". "Fa piacere che Giani sia passato dai carri armati ad ascoltare i cittadini - ha aggiunto Costanza Vaccaro -. Però se l'atto di redenzione era sincero era opportuno che alle parole seguissero i fatti".

"Posizioni strumentali", secondo Cinzia Simoni (Casa Livorno), quando invece, come sottolineato da Francesca Pritoni (Pd) "i sindacati ci avevano chiesto di non fare propaganda elettorale sulla pelle dei lavoratori". Soddisfatti per il documento unitario, con l'augurio che lo spirito collaborativo prosegua oltre, le consigliere di Potere al Popolo e Buongiorno Livorno, Aurora Trotta e Valentina Barale, così come la capogruppo M5S Stella Sorgente: "Siamo riusciti a ottenere un atto condiviso - ha detto -. Sono soddisfatta perché si è perseguito un interesse comune lasciando da parte quello dei partiti. È un grande passo avanti per la situazione del territorio e adesso dobbiamo andare avanti con questo impegno che, più di altri, deve essere collegiale. Si potevano inserire nell'atto anche alcune osservazioni della mozione FdI-Lega, ma non hanno voluto firmare quello congiunto per seguire cosa dicono Salvini e Ceccardi".

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