Raffineria Eni, Persico: "Bene il passaggio in bioraffineria, ma vogliamo garanzie"

Il segretario generale Filctem-Cgil della provincia di Livorno ha chiesto un incontro con i vertici Eni: "Serve chiarezza sugli obiettivi e sulle ricadute occupazionali"

È pronta a rinnovarsi la raffineria Eni di Livorno. Come annunciato dal presidente della Regione Enrico Rossi lo scorso 5 luglio, una parte dell'impianto verrà riconvertita in bioraffineria per la produzione di biometanolo alimentato con scarti da trattamento di rifiuti solidi urbani. Un progetto reso possibile grazie ad un accordo con Alia e per la cui realizzazione sono previsti circa tre anni, con un costo totale attorno ai 250 milioni di euro.

Persico: "Bene il progetto, ma chiediamo garanzie su occupazione, sicurezza e ambiente"

La notizia è stata valutata positivamente dal segretario generale Filctem-Cgil della provincia di Livorno Gianluca Persico, il quale però ha chiesto un incontro urgente con i vertici dell'Eni per approfondire meglio alcune tematiche, legate soprattutto a questioni di sicurezza. “Apprendiamo di buon grado l'interesse di Eni per un progetto di sviluppo della raffineria nel campo dell'economia circolare – ha esordito Persico -, erano infatti decenni che a Livorno non venivano ipotizzati investimenti nella struttura di Stagno. Non dimentichiamoci che Eni nel 2009 e nel 2014 non riteneva più strategico il sito livornese e voleva cedere la raffineria a terzi. Da quel momento abbiamo sempre chiesto ai tavoli ufficiali che venisse fornita una prospettiva futura alla raffineria, ben consapevoli che altrimenti il futuro sarebbe stato segnato. Adesso, come organizzazioni sindacali e lavoratori, vorremmo essere maggiormente coinvolti da parte dell'azienda per conoscere i dettagli di questa operazione. Questa notizia – ha proseguito –rappresenta per noi un cambio di passo fondamentale per il consolidamento futuro dell'azienda, tuttavia vogliamo vederci chiaro. Chiediamo dunque un maggior coinvolgimento per comprendere attentamente tutti gli impatti che la realizzazione e l'avvio di questo impianto avrà dal punto di vista tecnico e ambientale, senza tralasciare ovviamente l'aspetto della sicurezza. Salute e sicurezza non sono mai stati barattabili”.

Ecco quindi la richiesta: “Come organizzazioni territoriali ed rsu, abbiamo chiesto un incontro urgente ai vertici Eni. Auspichiamo in parallelo l'apertura di un tavolo di lavoro in cui le organizzazioni sindacali, insieme a Eni, Regione, Comuni di Collesalvetti e Livorno e gli altri enti preposti, possano seguire tutti i dettagli progettuali e realizzativi di questo impianto. Serve chiarezza sugli obiettivi e sulle ricadute occupazionali - ha sottolineato Persico-. Fondamentale poi che il saldo ambientale sia positivo. Non facciamoci illusioni: l'alternativa all'attuale raffineria può essere solo una raffineria sempre più integrata e ambientalmente sostenibile gestita da una multinazione come quella attuale che non lesina importanti investimenti per la riduzione dell'impatto ambientale. Quell'area- ha infine concluso il segretario - non tornerà mai ad essere un campo di margherite: di questo, purtroppo, ne abbiamo certezza, visto anche che gli ultimi siti dismessi dopo la frettolosa fuga delle multinazionali, come ad esempio Trw, Trinseo, Ceramiche Industriali, sono ancora lì in attesa di bonifica e di riconversione".

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