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Cronaca

Rapine, furti, lesioni e un cane per minacciare le proprie vittime: ora è un sorvegliato speciale

Il provvedimento per un uomo condannato 16 volte e denunciato 53. Il capo della polizia ha chiesto ed ottenuto che gli fosse tolto anche l'animale con il quale era solito intimorire le persone

Spostamenti e frequentazioni limitate, obbligo a rimanere a casa nelle ore notturne e divieto di tenere, o anche solo portare a spasso, cani di qualsiasi razza. Perché, quello che aveva, di grossa taglia e aggressivo, lo utilizzava per intimorire e minacciare le proprie vittime. È questo uno dei provvedimenti del regime di sorveglianza speciale che il questore di Livorno, Roberto Massucci, ha chiesto per un pluripregiudicato della provincia il quale, fin da piccolo, ha collezionato qualcosa come 53 denunce e 16 condanne. Reati quali furti, rapine, danneggiamenti, lesioni personali, minacce, spaccio di sostanze stupefacenti, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale: un elenco di comportamenti violenti ed aggressivi, talvolta con l'aggravante della discriminazione razziale e spesso sotto l'effetto di alcol e droghe, che hanno suscitato un clima di paura nella collettività con conseguente necessità di intervenire per tutelare la sicurezza urbana di un piccolo centro cittadino.

Per questo l'autorità giudiziaria ha accolto la proposta del questore che comporta, per il soggetto, una limitazione agli spostamenti e alle frequentazioni, da adesso regolati in modo rigido (gli sarà proibito di frequentare esercizi pubblici o locali di pubblico intrattenimento, dovrà restare in casa nelle ore notturne e non prendere parte a riunioni in luogo pubblico), nonché appunto il divieto di detenere o portare cani di qualsiasi razza e tipologia. "La richiesta del questore - fanno sapere dalla polizia - è scaturita dal curriculum criminale del soggetto, che ha registrato un crescendo ed una pervicacia nel non voler cambiare condotta di vita. Il lungo elenco di denunce penali e di polizia, i suoi comportamenti violenti ed aggressivi hanno indotto il tribunale ad emettere la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per due anni due che si va a sommare, quale ulteriore strumento di controllo e deterrenza, all'esecuzione dei provvedimenti giudiziari".

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