Fase 2, riaperture Livorno | Le palestre riabbracciano i clienti: "Regole precise e attrezzature all'aperto, ecco come ripartiamo"

Le strutture hanno deciso di comune accordo di vietare l'uso delle docce e degli impianti di condizionamento dell'aria. E poi ingresso su prenotazione, mascherine obbligatorie negli spazi comuni e sanificazione continua di sale e macchinari

Il ritorno alla normalità, che nella Fase 2 si sta cercando di ricostruire pezzo dopo pezzo, passa anche dalla ripresa dell'attività fisica e degli allenamenti in palestra. Un settore delicatissimo quello del fitness, perché fondato proprio sulla socialità e sulla condivisione anche degli spazi comuni, che da oggi - lunedì 25 maggio - potrà ripartire, con le dovute precauzioni: obbligo di distanziamento di almeno 2 metri tra un atleta e l'altro, mascherina da utilizzare negli spazi comuni e in ogni momento tranne che durante l'esecuzione degli esercizi, divieto di accesso alle docce e di utilizzare impianti di condizionamento - misure questa stabilita in accordo da tutte le palestre della città - e obbligo di utilizzare scarpe pulite nelle sale della palestra. E poi numero chiuso per le lezioni di gruppo e prenotazione per evitare assembramenti. Protocolli rigidi che, però, almeno a Livorno sembrano non aver scoraggiato i numerosi utenti che già nelle prime ore di apertura hanno ripreso a frequentare sale pesi e corsi di fitness.

Accademia dello Sport: "All'apertura abbiamo trovato persone in fila"

Due mesi di chiusura vissuti con disagio, tristezza e frustrazione perché lavorare a stretto contatto con gli altri e trovarsi, di colpo, in uno stato di isolamento è un duro colpo. "Non pensavamo di poter ripartire così presto, lo speravamo ma non eravamo molto ottimisti - racconta Damiano Bani, titolare dell'Accademia dello Sport -. Il nostro sembrava all'inizio il settore più difficile da gestire, invece grazie anche all'intervento delle associazioni di categoria siamo riusciti a riprenderci il nostro spazio, seguendo le regole e operando numerosi cambiamenti nelle strutture e nella logistica, ma i clienti sono rispettosi delle regole". Protocolli rigidi e organizzazione capillare, quindi, alla base della riapertura delle palestre, diminuzione del numero di attrezzi e macchinari, a vantaggio dello spazio riservato agli atleti, e igienizzazione continua degli ambienti.

"All'ingresso misuriamo la temperatura, facciamo igienizzare mani e scarpe, anche se comunque per entrare in sala è necessario utilizzarne un altro paio, e la mascherina è obbligatorio in ogni momento tranne che durante l'esecuzione degli esercizi. Ho dovuto ripensare le sale, ho tolto circa 20 macchinari ma per fortuna gli spazi ci permettono di lavorare in sicurezza. Per adesso sta andando molto bene, all'apertura stamattina c'erano già cinque persone in attesa e, in maniera ordinata, c'è stata continua affluenza durante la giornata". Una situazione che fa ben sperare per il futuro. "È paradossale ma si respira un clima davvero ordinato, completamente diverso dal disordine che invece sembra regnare fuori - racconta ancora Bani -. Sarà perché gli atleti hanno un forte senso della disciplina".

Eos Holimpo: "Abbiamo attrezzato un'area all'aperto per andare incontro a chi ha ancora qualche timore di tornare in mezzo alla gente"

La cosa importante è che le persone tornino ad allenarsi e a prendersi cura di sé e della propria salute. Ne è convinto Lorenzo Duranti della palestra Eos - Holimpo. "La nostra mission è quella di portare le persone a vivere bene e in salute - racconta - per questo, oltre ad aver riorganizzato completamente le sale interne della palestra, assicurando distanziamento e pulizia regolare, abbiamo attrezzato anche una zona pesi e una zona corsi all'aperto. Così anche chi ancora ha qualche timore può sentirsi più tranquillo allenandosi all'aria aperta". Un'accortezza che va nella direzione di far sentire i clienti a proprio agio e accompagnarli verso un graduale ritorno alla normalità, senza abbassare la guardia. "All'ingresso abbiamo predisposto un desk per la pulizia di mani e scarpe e la misurazione della temperatura - continua Duranti -. In più abbiamo richiesto un'autocertificazione con cui gli atleti confermano di non essere entrati in contatto col virus né con persone positive nelle settimane precedenti e di essere in perfetto stato di salute".

E poi un percorsi disegnati sul pavimento, cartelli esplicativi dappertutto e gel detergenti disseminati in ogni angolo della struttura. "Abbiamo scelto di rimanere ben al di sotto delle potenzialità dei nostri spazi - conclude - e ogni ora e mezza, tanto dura la prenotazione, accogliamo venti persone ma la nostra sala potrebbe tranquillamente ospitarne il doppio mantenendo il distanziamento. Una scelta fatta per rendere più sicuro il ritorno in palestra e permetterci di gestire ogni spostamento nel minimo dettaglio". Inoltre, per chi rimanesse fuori dalle prenotazioni o avesse ancora qualche timore, rimane attiva l'alternativa virtuale. Le lezioni saranno infatti riprese in diretta e chi è a casa potrà collegarsi con Zoom e allenarsi dal proprio salotto. 

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Evo One Club: "Un avvio un po' cauto e con qualche timore, ma era importante riaprire e ricominciare a fare sport"

Giacomo Santerini, titolare della palestra Evo One, riparte frenando gli entusiasmi e mantenendo invece un atteggiamento cauto. "Sono tante le variabili da prendere in considerazione in questa fase - dichiara -, ci troviamo di fronte a una situazione totalmente nuova e non abbiamo ancora ben chiare le conseguenze. Siamo consapevoli però dell'importanza dello sport nella vita delle persone ed è per questo che non abbiamo avuto alcun dubbio sulla riapertura". Le rigide regole e i protocolli hanno inevitabilmente portato, come per gli altri club, ad un ripensamento degli spazi e a un calo fisiologico del flusso.

"Stiamo lavorando per poter organizzare la nostra attività anche utilizzando spazi all'aperto - continua Santerini -. Per il momento, potendo lavorare soltanto al chiuso, abbiamo organizzato la sala spostando i macchinari a distanza, organizzando i corsi con meno persone e, per evitare assembramenti, prendiamo le prenotazioni attraverso una piattaforma online o al telefono per chi non avesse accesso alla piattaforma". Ogni operazione è studiata nel minimo dettaglio e i clienti, nonostante qualche giustificato timore, stanno rispondendo bene.

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Numero Uno Fitness: "La voglia di tornare ad allenarsi vince su tutte le restrizioni"

Una partenza progressiva, invece, per la palestra Numero Uno. "Per evitare assembramenti e organizzarci al meglio abbiamo dato priorità alla sala attrezzi facendo ripartire, per il momento, soltanto le attività individuali - racconta il titolare Leonardo Bertini -, i corsi collettivi invece sono ancora sospesi e continuano online. Anche l'orario è ridotto, dalle 7 alle 21, perché almeno all'inizio abbiamo la necessità di avere tutto lo staff sempre presente per fare assistenza ai clienti". Grande attenzione alla sanificazione di ambienti e attrezzature e obbligo di presentare autocertificazione e certificato medico in corso di validità. "La situazione che ci troviamo ad affrontare è nuova per tutti e un po' di timore iniziale è normale, ma la voglia di tornare ad allenarsi e fare sport va oltre. I nostri atleti si stanno dimostrando, già dalle prime ore, molto comprensivi verso le restrizioni e i protocolli".

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