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Cronaca Piombino

Rigassificatore a Piombino, Ferrari chiede le dimissioni di Giani da commissario: "Decida il nuovo governo sul progetto Snam"

Il sindaco di Piombino ha inviato una lettera al governatore alla luce della caduta del governo Draghi e vista la conseguente instabilità politica del paese. "Ma il Pd non l'ha firmata"

"Ho chiesto le dimissioni di Eugenio Giani da commissario per fermare il procedimento del rigassificatore". Così il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, ha fatto sapere nella giornata di venerdì 5 agosto di aver inviato una lettera al governatore per fermare il procedimento relativo alla realizzazione del rigassificatore a Piombino. Una nota scritta dal sindaco alla luce della caduta del governo Draghi e vista la conseguente instabilità politica del paese. "Viste le ormai imminenti elezioni - ha aggiunto -, ritengo giusto che la decisione sul futuro di questo progetto così dannoso per la città sia rimesso nelle mani della futura guida politica del Paese nella sua piena capacità e le dimissioni del commissario sono indubbiamente un valido strumento per interrompere il procedimento amministrativo fino alla formazione del nuovo esecutivo".

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Una lettera che il sindaco avrebbe voluto fosse firmata da tutti i gruppi consiliari, "a testimonianza dell'unità che le liste civiche e i partiti hanno dimostrato sul tema". "A tal fine - ha proseguito - ho chiesto al presidente del Consiglio comunale di convocare una conferenza dei capigruppo così da discutere e, se necessario, integrare la bozza presentata: a questa convocazione il Pd ha risposto annunciando la propria assenza in quanto non disponibile a firmare il documento perché, secondo i capigruppo Pd e Anna per Piombino, 'le dichiarazioni rilasciate dal presidente Giani sono al momento garanzia per tutti'. Mi chiedo quale garanzia possa dare un commissario che è stato uno dei principali protagonisti della scelta di Piombino come sede del rigassificatore. Quel che, invece, non mi chiedo più perché ormai appare chiaro - ha concluso -, è da che parte sta il Pd: da quella del partito e non dei cittadini".

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