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Ristoratori Toscana, rinvio senza data per le aperture serali. Il ministero della Salute: "Adesso serve maggiore rigidità"

Dopo 10 giorni e gli incontri con la politica, si interrompe il presidio. Sanna: "La lotta proseguirà comunque, molte aziende rischiano di chiudere. Ora servono i ristori".

Dopo dieci giorni si è interrotto il presidio a Roma degli aderenti a Ristoratori Toscana-Tni. L'ultimo incontro, quello col sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, è stato decisivo per quanto non risolutivo. I ristoratori, seguendo lo striscione "Sanremo sì, Horeca no. La Speranza è finita", avevano spostato il presidio in piazza Castellani, proprio sotto al dicastero guidato da Roberto Speranza per chiedere spiegazioni riguardo all'ultimo Dpcm che prevede il prolungamento della chiusura serale per i ristoranti mentre permette l'apertura a cinema e teatri. E alla fine una risposta è arrivata, ma non certo quella che i ristoratori volevano sentire: "Rivediamoci tra due settimane da oggi per fare un upgrade della situazione e vedere come vanno le cose - ha affermato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri che, insieme al sottosegretario Andrea Costa, ha incontrato i Ristoratori Toscani-Tni al presidio -. L'impegno c'è, ma se mi chiedete una data purtroppo non posso darvela. Ora serve una maggiore rigidità".

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Il ministero della Salute rimanda le aperture in zona gialla: "Possibile tra qualche settimana"

La chiusura serale dei ristoranti è quindi confermata ed è dovuta alla questione sanitaria ancora irrisolta, come ha spiegato Sileri: "Nelle ultime settimane sono arrivate alcune varianti del virus, e parallelamente la vaccinazione è ancora in corso - ha detto il sottosegretario -. Con il progredire della somministrazione del vaccino diminuiranno i ricoveri, come accaduto in Inghilterra. In questo periodo sarà possibile aprire a cena nelle aree dove non circolano varianti in forma aggressiva e non ci sono troppi ricoveri, ovvero in zona bianca, e questo accade in Sardegna. Per il resto dell'Italia ci vuole ancora qualche settimana, tra l'altro con l'arrivo della stagione più calda il virus potrebbe fare un passo indietro" ha concluso Sileri.

Delusi, ma decisi a proseguire nel rivendicare i propri diritti, i ristoratori toscani, con la delegazione livornese guidata dal proprietario della Cantina senese, Fabio Sanna. "Ora dobbiamo avere dei ristori che ci permettano di far sopravvivere tante attività che rischiano di chiudere - ha detto Sanna -. Torniamo a casa, ma sicuramente non smetteremo di lottare".

L'incontro al ministero del Lavoro: le richieste di Tni-Ristoratori Toscana

La protesta dei ristoratori a Roma era iniziata lunedì 22 febbraio, quando Tni e Ristoratori Toscana avevano deciso di presidiare i palazzi istituzionali a Roma. Nei dieci giorni trascorsi, gli aderenti alle associazioni hanno continuato a dialogare con vari politici e ministeri. Ieri, 3 marzo, una delegazione è stata ricevuta al ministero del Lavoro e ha presentato le iniziative essenziali per salvare le imprese del mondo Horeca. Le richieste prioritarie sono tre: equi indennizzi a fondo perduto proporzionali alle perdite, mese su mese, del 2020 sul 2019, con accesso al fondo perduto per le start up nate nel biennio 2019-2020; modifica del sistema dei colori, con riapertura a cena dei ristoranti in zona gialla; strumenti normativi straordinari per la negoziazione di canoni di locazione. I ristoratori chiedono inoltre la cancellazione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva), la riduzione del cuneo fiscale, la reintroduzione dello strumento del voucher per la sostituzione di lavoratori che mancano da lavoro per malattia Covid o in caso di dimissioni volontarie, il riconoscimento della malattia Covid anche per le partite Iva e i soci lavoratori, l'introduzione di una Web Tax. Dopo le dichiarazioni di Sileri, che pongono la questione sanitaria come prioritaria, per i ristoratori diventa quindi ancora più cruciale la partita al ministero del Lavoro.

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