Cronaca

Ristoranti, ripartenza a metà con i tavoli all'aperto. "Speriamo nel meteo, vicini a chi non ha gli spazi"

Dalla Venezia al Pontino, dal viale Italia all'Ardenza, i gestori che hanno potuto si sono organizzati per accogliere i clienti: "Limitati anche dal coprifuoco, ma peggio di noi stanno i locali che non possono lavorare"

La tanto attesa zona gialla da ieri, lunedì 26 aprile, è diventata realtà. Ad attendere un cambio di colore sospirato da settimane soprattutto i titolari dei ristoranti che hanno potuto accogliere i clienti - più a pranzo che a cena considerato il maltempo della serata - ma solo con posti all'aperto. È questa la regola imposta dal decreto firmato da Draghi, una disposizione che ha consentito alle attività di tirare su la saracinesca ma che, allo stesso tempo, ha lasciato anche un po' di amaro in bocca. Soprattutto tra coloro che di spazio all'aperto idoneo per sistemare i tavoli ne hanno ben poco. Una condizione imprescindibile per sfruttare a pieno la possibilità concessa dal decreto.

"Riapriamo, proviamo e speriamo che le condizioni meteo siano dalla nostra parte - dicono i ristoratori -. Ci dispiace molto, però, per i tanti colleghi che non hanno lo spazio adatto per riaprire". Con qualche nube sullo sfondo, metereologica e non, e molte espressioni di solidarietà nei confronti di gestori che non hanno le condizioni idonee, ieri dunque le attività di ristorazione della città che si sono potute organizzare sono ripartite.

Toscana zona gialla, cosa si può fare dal 26 aprile: tutte le novità 

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Osteria della Venezia: "Sono soddisfatto, vediamo come vanno le cose"

"Finalmente possiamo riaprire con il servizio al tavolo - spiega Mauro Ciucci, titolare dell'Osteria della Venezia -. Siamo contenti e speriamo che il tempo possa darci una mano in questi giorni. Siamo un po' limitati nell'orario serale perché il coprifuoco alle 22 è un orario che purtroppo condiziona tantissimo il servizio normale al tavolo. O le persone abitano nei paraggi del ristorante, oppure il fatto di doversi spostare per dover tornare a casa entro le 22 è molto limitante, e qualcuno lo può vedere anche come un sacrificio. Penso - ha concluso - che molti  aspetteranno che il coprifuoco venga spostato per venire a cena".

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Porto di mare: "Il servizio al tavolo è il nostro vero lavoro"

"Riapriamo solo con i tavoli all'aperto come dice il Dpcm - le parole di Giacomo Cardosi, titolare del ristorante Porto di Mare -. Fortunatamente noi abbiamo un ampio giardino sul retro oltre ai tavoli lungo la strada, sfrutteremo tutto. In questi mesi abbiamo lavorato con il servizio a domicilio grazie ai nostri clienti, però il nostro vero lavoro è questo, quello di servire le persone al tavolo, non aspettavamo altro. Speriamo nella bella stagione". 

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L'Andana degli Anelli: "Delusi e arrabbiati da queste decisioni"

"Siamo arrabbiati e delusi, ci sentiamo ingannati - commentano dal ristorante L'Andana degli Anelli -. Apriamo perchè abbiamo la fortuna di avere il posto in esterna, ma siamo vicini a tutti i ristoratori che non lo hanno a disposizione e che quindi non possono aprire. Il tempo è quello che è, speriamo che possa reggere. Noi proponiamo orario continuato fino alle 21.30, però il coprifuoco alle 22 è assurdo".

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Osteria L'Isolotto: "Contenti per la riapetura, ma dispiaciuti per chi non ha lo spazio esterno"

"Non posso che essere contenta di questa possibilità - dice Mary dell'osteria L'Isolotto -, però allo stesso tempo mi dispiace di questo cambiamento rispetto al precedente Dpcm, perché penso a quei colleghi che non hanno lo spazio fuori. Io - aggiunge - sono fortunata e ho il posto in esterna, ma altri colleghi non lo hanno. Prima si poteva mangiare all'interno rispettando determinate regole e tutti ci siamo adeguati, ora invece si può mangiare solo in esterno, così ci mettono in difficoltà. Un altro problema - conclude - è quello dei servizi igienici, nessuno ci ha detto se la clientela ne può usufruire, e per noi è un problema".

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Trattoria La Scarpetta: "Così non possiamo andare avanti"

"Sono delusa e amareggiata perché non abbiamo aiuti di nessun genere e mi sento discriminata - confida Erika, della Trattoria La Scarpetta -. Noi non abbiamo la possibilità di avere lo spazio esterno a causa di un divieto di sosta in via Mastacchi e quindi il Comune non ci concede il suolo pubblico. Però i mezzi in sosta ci sono, nessuno viene mai a controllare e la via nonostante le auto in sosta è ampia. Andare avanti così - conclude - è difficile, e con le solite pizze da asporto non è possibile ".

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