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Ristoratori Toscana-Tni, esposto contro il governo: "I danni economici sono dovuti alla mala gestione della pandemia"

Le associazioni hanno citato in giudizio la presidenza del Consiglio imputandole le conseguenze economiche della pandemia. Sanna: "I ristori coprono il 3,3% dei fatturati, servono voucher per sostituire il personale malato e certezza di aprire a pranzo e cena in zona gialla"

Oltre mille tra imprenditori, dipendenti e lavoratori autonomi del mondo Horeca che aderiscono alle associazioni Tni-Ristoratori Toscana stanno manifestando dallo scorso 22 febbraio davanti a Montecitorio per chiedere indennizzi immediati e certezza delle riaperture. Dopo nove giorni di presidio, e dopo aver ottenuto almeno una prima parziale vittoria con la concessione dei bonus filiera, la protesta non si è tuttavia fermata ed anzi si è concretizzata ulteriormente con l'esposto contro la presidenza del Consiglio dei ministri, depositato da un centinaio di iscritti alle associazioni, per denunciare i danni economici creati dalla gestione della pandemia

Non solo. La voce dei ristoratori è tornata a farsi sentire con un assordante minuto di silenzio per gli imprenditori che sono arrivati a uccidersi a causa del difficile periodo socio-economico legato al Covid-19. "Un altro imprenditore si è tolto la vita - ha detto il portavoce di Tni Italia e presidente di Ristoratori Toscana Pasquale Naccari ricordando il 68enne di Prato che si è suicidato a causa dei debiti - alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà. Siamo qui anche per lui. La nostra protesta andrà avanti finché non avremo portato a casa indennizzi adeguati alle perdite di fatturato. Siamo allo stremo. Siamo gli unici a non poter ancora lavorare. I nostri ristoranti sono sicuri, le persone stanno distanziate, abbiamo igienizzanti all'ingresso e prendiamo i nomi di chi entra. Non si comprende questo accanimento per la nostra categoria. Ridateci la nostra dignità". Naccari conclude con una promessa: "Aspettiamo la fine di questa settimana, poi, se i soldi degli indennizzi non arrivano, siamo pronti a nuove, clamorose, proteste".

Ristoratori in presidio a Montecitorio, in arrivo i soldi del bonus filiera: "Prima vittoria, ma la protesta non si ferma"

Ristoratori Toscana: "Draghi frugati, pagaci i ristori"

La data per questa nuova manifestazione è volutamente coincisa col giuramento di viceministri e sottosegretari che si è tenuto nel vicino Palazzo Chigi per mettere ulteriore pressione al nuovo Governo. "Stiamo incontrando politici e istituzioni per costruire una soluzione condivisa - afferma Fabio Sanna proprietario della Cantina Senese -. Devono ascoltarci perché conosciamo dall'interno i problemi che affrontano i ristoratori. È vergognoso che i nostri ristori raggiungano a mala pena il 3,3% del fatturato delle nostre attività quando in altri paesi europei arrivano al 70%. Servono indennizzi veri. Inoltre continuiamo ad anticipare i versamenti all'Inps per i nostri dipendenti in un momento in cui lavoriamo pochissimo e questo erode i fondi già scarsi di molti imprenditori" dice Sanna.

Sugli striscioni portati dai ristoratori di Toscana, Campania, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto, Umbria e Emilia Romagna sono comparsi slogan ironici come "Sanremo sì, Horeca no", "Se non ci pagate, noi non ce ne andiamo", "Draghi, frugati. Pagaci i ristori" accompagnati da palloncini bianchi, rossi e verdi.

La denuncia contro il Governo e gli incontri per aperture serali e voucher 

Come anticipato, la protesta dei ristoratori passerà anche per vie legali. Tni Italia-Ristoratori Toscana, tramite gli avvocati Gaetano Viciconte e Fabio Cappelletti, ha infatti citato in giudizio la presidenza del Consiglio per i danni economici subiti dalla categoria nel periodo di pandemia. "Al momento hanno aderito più di ottanta persone - afferma Sanna - altre stanno scegliendo di unirsi a questa denuncia e presto presenteremo un nuovo ricorso perché le chiusure sono state gestite male e i danni prodotti sul nostro settore sono enormi".

Intanto, ieri primo marzo, una delegazione di Tni Italia-Ristoratori Toscana è stata ricevuta dalla sottosegretaria del Lavoro Tiziana Nisini: nodo della discussione la reintroduzione di un voucher Covid per la sostituzione di lavoratori malati di Covid o in caso di dimissioni volontarie. "Se ho un cameriere malato e un lavapiatti in cassa integrazione non posso assumere - speiga ancora Sanna -. Servono quindi dei voucher che permettano di sostituire le professionalità che vengono a mancare e far lavorare le persone in regola. Il voucher serve per contrastare il lavoro nero"

La delegazione ha infine incontrato anche Stefano Fassina, in rappresentanza di Leu, al quale sono state presentate le proposte della categoria per la riapertura in zona gialla la sera. Fassina si è impegnato a portare le richieste al ministro della Salute Roberto Speranza. "Al ministro - conclude Sanna - chiediamo di stabilire che in zona bianca o gialla si possa lavorare a pranzo e cena. Altrimenti serve una zona rossa visto che con l'arancione vediamo crescere gli assembramenti e quindi i contagi".

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