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Cronaca

Rivellino, il depuratore lascia la Venezia e 'trasloca' in via Enriques. Salvetti: "Momento storico per la città"

I primi lavori, per oltre 40 milioni di euro, inizieranno nel 2023, il sindaco: "Abbiamo trovato la collocazione migliore per l'impianto"

"Un evento storico". Così il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha definito lo spostamento del Rivellino dalla Venezia in via Enriques (Picchianti). Oggi, martedì 22 febbraio, in Comune Asa ha infatti firmato un contratto con Eni per l'acquisto dell'area di 52mila mq da utilizzare per il nuovo depuratore. L'investimento complessivo sarà di 48,3 milioni di euro e il progetto prevede anche la riattivazione della piattaforma di Paduletta per il trattamento dei rifiuti liquidi e per la depurazione delle acque di bonifica, in coerenza con i piani strutturali del Comune e del Porto. I lavori saranno divisi in tre parti e dovrebbero vedere la conclusione nel 2029

L'area scelta dall'amministrazione non sarà quella che era stata presa in considerazione dalla giunta Nogarin (via Trasportatori, ndr) anche se la zona sarà sempre la stessa: "Era insufficiente  - sottolinea il sindaco - e non avrebbe permesso lo spostamento completo del depuratore. Tuttavia su quell'area stiamo portando avanti un discorso con l'Autorità portuatale per poterla acquisire e completare così anche la terza fase del progetto. Ribadisco che collocazione migliore non potevamo sceglierla".

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Nuova sede per il Rivellino, Salvetti: "Finalmente entriamo nella parte operativa"

Il sindaco sottolinea l'importanza di questo passaggio: "Finalmente diamo sostanza e concretezza all'intenzione, politica e amministrativa, di spostare appunto definitivamente il Rivellino. Da una 'suggestione', da una aspirazione, si passa oggi finalmente all'operatività vera e propria e questo è molto significativo per la città e per l'amministrazione comunale". 

L'intera spesa sarà ricoperta da Asa come sottolinea il presidente Stefano Taddia: "Nel dicembre del 2020 l'Autorità Idrica Toscana ha approvato infatti il nuovo piano degli investimenti proposto da Asa per un totale di 243 milioni di euro, 51 in più rispetto a quello del 2018. Nell'ambito di questo nuovo e più ampio piano economico finanziario della azienda hanno trovato spazio i 41 milioni di euro necessari per realizzare le prime due fasi del progetto, che garantiranno la costruzione di un nuovo impianto da 260mila abitanti e con esso la dismissione del vecchio". 

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"Con  la delocalizzazione del Rivellino – puntualizza Taddia - si raggiungeranno due importanti obiettivi: si metterà a disposizione della città un nuovo impianto di trattamento delle acque reflue urbane e industriali e si potrà restituire a LIvorno oltre 3 ettari di grande pregio urbanistico permettendone la riqualificazione". 

Rivellino in via Enriques, le tappe della delocalizzazione

Ecco come saranno divise le varie fasi di lavoro secondo quanto riportato dall'amministrazione comunale: 

  • La prima fase (10 milioni di investimento) prevede un primo nuovo depuratore da 30mila abitanti equivalenti totali nelle aree acquistate da Eni. La progettazione definitiva avverrà nel corso del 2022, l'avvio del cantiere nel 2023 e la messa in esercizio dal 2025. 
  • La seconda fase prevede un investimento di circa 31 milioni di euro con i quali verranno costruiti il nuovo impianto di trattamento delle acque reflue dell'intera città di Livorno e la realizzazione delle opere idrauliche di collegamento tra l'attuale punto di confluenza di tutta la rete fognaria cittadina e il nuovo impianto. L'avvio del cantiere è previsto nel 2025 e la messa in esercizio dell'impianto per la fine del 2029. 
  • La terza fase, per la quale si stimano necessari ulteriori 7,3 milioni di euro con finanziamento ancora da reperire, prevede lo spostamento anche dell'impianto di digestione anaerobica dei fanghi che è attualmente localizzato al Picchianti in via dell'Artigianato a fianco del termovalorizzatore cittadino gestito da aamps.  

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Il trasferimento anche di tutta la linea fanghi, meno prioritaria delle prime due fasi, permetterà di riunificare in un unico sito tutte le nuove linee di trattamento in un moderno impianto, ad alta efficienza e a basso impatto ambientale che si pone l'obiettivo anche di fornire tutta una serie di servizi integrati a livello locale in tema di trattamento delle acque e dei fanghi. 
Il nuovo impianto, a cui sarà collegata la riattivazione della piattaforma di trattamento dei rifiuti liquidi industriali di Paduletta anch'essa ubicata in via Enriques, permetterà infatti di fornire un ampio spettro di servizi alla città e alle industrie oltre ad avere le adeguate capacità anche per il trattamento dei reflui del Porto Industriale zona Nord e del futuro ampliamento a mare della Darsena Europa.  

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