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Addio a "il Mela" Roberto Bendinelli, scomparso a 66 anni. Il ricordo: "Sempre pronto a regalare sorrisi"

Personaggio conosciutissimo in Borgo e nel resto della città, amava raccontare barzellette e aneddoti. Fabio Sanna: "Una persona così è rara da incontrare"

Le sue barzellette erano diventate famosissime e quando lo si incontrava per strada era impossibile non chiedergli di raccontarne una. In Borgo era diventato un vero e proprio “idolo”, amato e benvoluto da tutti. Livorno piange la scomparsa a 66 anni di uno dei suoi personaggi più originali, Roberto Bendinelli, conosciuto da tutti come "Il Mela", soprannome che gli era stato dato da bambino per via di quella faccia tonda con le gote rosse. Ex calciatore delle giovanili Livorno negli anni Settanta e lavoratore Aamps, Bendinelli è morto ieri, sabato 22 agosto. Per chi volesse dargli l'ultimo saluto, oggi sarà allestita la camera ardente all'ospedale mentre domani ci sarà il funerale alle 16 alla camera mortuaria del nosocomio. Dopo il "Mela" sarà portato al cimitero dei Lupi dove sarà cremato. 

La sua comicità e il suo sorridere sempre alla vita rimarranno indelebili in chiunque ci abbia scambiato una parola anche solo una volta. Sempre in giro con il suo motorino elettrico, i quartieri di Borgo e piazza Mazzini erano diventati la sua seconda casa. Qui, tra una barzelletta e un aneddoto, ha intrattenuto centinaia di livornesi e l'anno scorso è finito anche in televisione nel documentario di Rai 5 sul porto di Livorno. Anche in quel caso la sua ironia non è mancata: "Il bar Sirena ha preso piede prendendosi i miei (a causa del diabete ha perso entrambe le gambe, ndr)".

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(A sinistra Roberto Bendinelli con Sergio Lenzi detto Manolesta e Paolo Vivaldi durante la trasmissione di Rai 5)

La Cantina Senese ricorda "Il Mela": "Ha sempre regalato sorrisi, un livornese nell'anima"

Chi lo conosceva benissimo erano i gestori della Cantina Senese, storico locale di Borgo Cappuccini. Qui Bendinelli era solito recarsi ogni giorno per raccontare una delle sue innumerevoli barzellette e con il tempo è diventato un vero e proprio membro della famiglia: "Abbiamo rilevato l'attività nel 1988 - racconta Fabio Sanna - e lui già prima del nostro avvento veniva sempre qui la mattina a fare colazione. Non c'è stato un giorno senza che ci siamo visti e insieme abbiamo condiviso intere giornate. Era una persona sempre allegra e sorridente e in 32 anni non gli ho mai sentito parlar male di qualcuno. La vita, nonostante tutte le difficoltà che gli aveva riservato, l'ha affrontata sempre con uno spitiro invidiabile e penso che persone come lui siano rare al giorno d'oggi. Era un livornese nell'anima, nel vero senso della parola. Il nostro locale da oggi in poi sarà un po' più triste senza la sua presenza". 

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