Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Rosignano, la denuncia di Berti (M5s): "Ecologismo di facciata, la Solvay continua a inquinare"

Il deputato pentastellato accusa la multinazionale: "Deve rispettare le norme ambientali e operare una bonifica di tutta l'area"

Ricatto occupazionale, lavoro contro salute e ambiente e greenwashing. Queste sono queste le accuse che Francesco Berti, deputato del Movimento 5 Stelle, ha mosso contro la Solvay, la multinazionale belga che ha uno dei suoi impianti storici a Rosignano Marittimo. "La sua attività - il commento dell'onorevole durante un sopralluogo effettuato ieri mercoledì 10 febbraio - totalmente incompatibile con le performance di sostenibilità ambientale comunicate ufficialmente a livello globale dall'azienda. C'è il fondato sospetto di trovarsi davanti a un'operazione di greenwashing. Si tratterebbe di un reato molto grave e per questo siamo pronti a inoltrare un esposto alla procura di Livorno, chiedendo di indagare in questa direzione".

Berti (M5s) sulla Solvay: "Uno dei siti più inquinanti del Mediterraneo"

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Il deputato continua nella sua denuncia: "I cittadini di Rosignano per anni sono stati vittima di un conflitto tra lavoro e salute. Il ricatto occupazionale esercitato da una multinazionale capace di dare il proprio nome a una frazione da 16mila abitanti in un Comune di 30mila persone ha permesso che quest'area diventasse uno dei siti più inquinati del Mediterraneo, con più di 500 tonnellate di mercurio sversate in mare e altre 340 tonnellate di metalli pesanti finiti sulla spiaggia. Il nostro obiettivo è fargli bonificare tutta l'area".

"Abbiamo chiesto alla Solvay di bonificare le spiagge bianche"

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Durante il sopralluogo il parlamentare è stato accompagnato da Mario Settino, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Rosignano, Roberto Repeti, di Rosignano nel cuore, Maurizio Marchi, medico di Medicina democratica, Angelo Ferrara di Legambiente e Vito Spallasso, l'avvocato che ha promosso con successo l'azione legale contro Solvay in Liguria. Insieme a loro Giuseppe Bivona, cofondatore del fondo internazionale di investimento Bluebell Capital Partners che a fine ottobre 2020 aveva accusato la multinazionale belga di trasgredire ai principi di tutela ambientale che lo stesso Consiglio di amministrazione della Solvay si era impegnato a rispettare.

"Abbiamo chiesto al Consiglio d'amministrazione di Solvay - le parole di Bivona - di adottare le stesse soluzioni tecniche già adottate in tutti i suoi altri impianti in Europa ovvero di realizzare bacini di decantazione nei quali far confluire gli scarichi, prima di sversare in mare. Così pure abbiamo chiesto alla società di accantonare i fondi necessari per bonificare la discarica a cielo aperto, meglio nota nel mondo come 'spiagge bianche', costituita da milioni di tonnellate di scarti industriali provenienti dal processo di fabbricazione della soda". 

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