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Martedì, 28 Giugno 2022
Cronaca

Sarni Oro, Usb: "Commesse sfruttate, condizioni di lavoro inaccettabili". La replica: "Accuse fantasiose"

Il sindacato: "Lavoratrici costrette a portarsi da casa saponi e carta igienica". L'azienda controribatte: "Affermazioni false che danneggiano il nostro buon nome"

È scontro tra l'Unione sindacale di base (Usb), settore commercio, e Sarni Oro. Il sindacato infatti in due post Facebook ha duramente attaccato l'azienda circa le condizioni di lavoro delle commesse nel punto vendita al Parco Levante: "Sono costrette a portarsi da casa saponi e carta igienica e recentemente hanno subito diverse pressioni e contestazioni disciplinari tanto da spingerle al licenziamento". A sostegno delle lavoratrici, oggi pomeriggio, venerdì 8 aprile, alle 18.30 è previsto un presidio di fronte al centro commerciale.

Le accuse lanciate da Usb sono state interamente rigettate dall'azienda: "Quanto denunciato è completamente fantasioso - sottolinea in un nota l'avvocato Fabio Di Crescenzo, legale della società -. Il sindacato dovrà dare conto di questa sua condotta aggressiva nelle sedi opportune". 

Usb: "Lavoratrici costrette a portarsi la carta igienica da casa" 

Il sindacato non utilizza molti giri di parole per descrivere la situazione che, a loro dire, si starebbe verificando all'interno del negozio di Livorno: "Le lavoratrici, tutte assunte con contratto di apprendistato professionalizzante senza che vi sia alcun 'tutor' aziendale presente in negozio, sono costrette a portarsi da casa saponi e carta igienica. Inoltre, recentemente, hanno subito diverse pressioni e contestazioni disciplinari per spingerle al licenziamento".

Ma non è tutto, secondo Usb infatti "negli ultimi mesi, senza che sia stata notificata una contestazione disciplinare dettagliata, le lavoratrici si sono viste decurtare in busta paga da 70 a 100 euro tutti i mesi. Sembra che essendo le commesse delle vere e proprie 'responsabili' dei vari settori all'interno del punto vendita debbano rispondere in prima persona di qualsiasi ammanco, danno, o irregolarità nell'esposizione della merce. Neanche di fronte alle nostre richieste  la società ha deciso di interrompere quella che potrebbe essere definita una appropriazione indebita". 

Usb conclude chiedendo un incontro ai rappresentati del Parco Levante: "Ci chiediamo se siano a conoscenza di questi comportamenti illegittimi e cosa intendano fare". 

La replica di Sarni Oro: "Usb risponderà della sua condotta aggressiva nelle sedi opportune"

L'azienda, che in un primo momento aveva replicato commentando direttamente il primo post scritto da Usb, in una nota ufficiale rispedisce al mittente tutte le accuse che le vengono lanciate contro: "Il sindacato continua nella sua condotta aggressiva di cui dovrà dar conto avanti alle sedi opportune. Non è certamente questa la sede per rispondere, nel merito, alle generiche e fantasiose accuse di Usb. Rileviamo tuttavia che i proclami diffamatori, ad oggi, non si sono tradotti in alcuna seria vertenza visto che nessuna contestazione ci è mai arrivata sulle presunte 'continue' trattenute in busta paga, sul presunto 'obbligo di utilizzo di mezzi propri' come la carta igienica e sapone e sul rapporto di apprendistato".

"Ad oggi - continua la nota di Sarni Oro -, l'unico contatto che l'azienda ha potuto avere con Usb è consistito in una richiesta di audizione personale pervenuta nell'interesse di alcune dipendenti del punto vendita del Parco Levante di Livorno, a seguito di richiami disciplinari per questioni del tutto estranee a quelle appena indicate. Ebbene, in occasione di tali audizioni, alcuna contestazione di sorta è stata avanzata dal sindacato, salvo poi ritrovare sui social le note dichiarazioni che danneggiano enormemente il buon nome dell'azienda. Le dipendenti interessate dal suddetto procedimento disciplinare, oltre a non aver subito alcuna sanzione alla luce delle giustificazioni espresse nel corso delle audizioni personali, hanno poi comunicato le proprie dimissioni volontarie".

"Protesta diffamante senza prima aver cercato un confronto"

Riguardante le presunte "pressioni" subite dalle commesse, Sarni Oro precisa che "quanto dichiarato dal sindacato costituisce un falso di una gravità inaudita a meno che Usb non ritenga che richiedere ad una dipendente apprendista la frequentazione di un corso di formazione espressamente richiesto dal contratto di assunzione costituisca una 'illegittima pressione'. È biasimevole giungere ad una manifestazione di protesta diffamante, senza prima aver percorso la corretta via del confronto, nel rispetto anche del diritto al contraddittorio". 

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