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Cronaca

Aamps, sciopero e presidio dei lavoratori: "No alla chiusura del termovalorizzatore"

"Un'iniziativa per difendere ambiente, città e lavoro e per chiedere al Comune e all'azienda di rispettare gli accordi sulla stabilizzazione dei precari"

L'obiettivo dichiarato dai sindacati appare chiaro: "Difendere ambiente, città e lavoro". Per questo motivo oggi lunedì 21 novembre i dipendenti di Aamps sciopereranno per l'intera giornata lavorativa e organizzeranno un presidio di fronte al Comune per chiedere all'amministrazione il rispetto degli accordi sulla stabilizzazione dei precari e ribadire il 'no' alla chiusura del termovalorizzatore. "La chiusura - spiegano Cgil, Cisl e Uil - causerà una maggior produzione di inquinamento, soprattutto nei quartieri nord. Ad aumentare sarà quello dovuto al trasporto su gomma: i rifiuti fino a oggi conferiti al Picchianti verranno infatti caricati ogni anno su centinaia di camion per essere trasportati altrove".

Aamps, lavoratori in stato di agitazione: "No alla chiusura del termovalorizzatore, Comune e azienda facciano un passo indietro"

Secondo Cgil, Cisl e Uil infatti gli impatti negativi "si registreranno anche sul clima". "Una parte dei rifiuti - spiegano -, dopo esser stata trattata, verrà infatti conferita in discarica e tutto ciò significherà un incremento di gas climalterante. Ad avviso dei sindacati lo spengimento del termovalorizzatore senza la contemporanea entrata in funzione di impianti alternativi per lo smaltimento di rifiuti potrebbe configurare una violazione di legge: la normativa europea e italiana prescrivono infatti la progressiva riduzione dei conferimenti in discarica".

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Solo l'ossicombustore di Peccioli può rappresentare un'alternativa al termovalorizzatore

Per le sigle sindacali l'impianto per la creazione di biometano dai fanghi del Rivellino e dagli scarti della tavola "non può essere considerato un'alternativa perché i rifiuti trattati sarebbero ben diversi. La vera alternativa - aggiungono - sarebbe l'ossicombustore di Peccioli che potrebbe entrare in funzione nel 2028". "Lo spengimento del termovalorizzatore - evidenziano inoltre -  produrrebbe dunque effetti negativi su ambiente e clima, ma anche sulle tasche dei cittadini a seguito dell'aumento della Tari. Lo smaltimento in altre città dei rifiuti fino ad oggi conferiti al Picchianti comporterà infatti un aumento dei costi di circa 1,5 milioni di euro all'anno. A ciò si devono aggiungere i costi che Aamps dovrà sostenere per il pagamento dell'energia elettrica: ricordiamo infatti che fino a oggi questo costo è stato pari a zero poichè l'azienda poteva sfruttare l'energia prodotta dallo stesso termovalorizzatore". 

I dipendenti di Aamps, con i sindacati, sciopereranno però anche a difesa dei livelli occupazionali e per la stabilizzazione dei precari. "La dismissione dell'impianto - aggiungono - produrrà infatti la perdita di 36 posti di lavoro. Gli addetti al termovalorizzatore verrebbero ricollocati nei servizi collegati alla tariffa puntuale, ma è bene sottolineare che l'entrata in funzione di tali servizi era stata prevista a prescindere dalla continuità impiantistica. Ciò significa che se il termovalorizzatore restasse operativo, si guadagnerebbero 36 posti di lavoro in più: un'opportunità importante per la città, e contemporaneamente è urgente dare risposta ai precari oggi presenti in azienda attraverso la stabilizzazione del posto di lavoro".

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