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Cronaca

"La strada che porta a Barbiana", al teatro Quattro Mori l'iniziativa del liceo Cecioni sull'esperienza educativa di Don Milani

La scuola del prete fiorentino, promotore dell'educazione dei giovani appartenenti ai ceti più disagiati, al centro della conferenza organizzata dall'istituto scolastico per martedì 30 aprile

Un'esperienza unica, promossa da un uomo che, prima di essere prete, fu innanzi tutto educatore, impegnandosi attivamente per l'uguaglianza e la giustizia sociale. Un'esperienza che si concretizzò a Barbiana dove, trasferito - per non dire esiliato - per le sue posizioni sul voto libero in contrasto con le direttive vaticane, fondò una scuola volta all'emancipazione delle classi subalterne. Quel sacerdote, docente, scrittore era Don Lorenzo Milani e, a poco più di cento anni dalla sua nascita (27 maggio 1923), il liceo Cecioni di Livorno ne ricorda la figura e l'insegnamento lasciato con una conferenza dal titolo "La strada che porta a Barbiana" in programma martedì 30 aprile al teatro Quattro Mori di Livorno (inizio alle 16, ingresso gratuito) con il patrocinio del Comune di Livorno.

L'incontro sarà aperto a tutti: studenti, docenti, educatori, genitori, cittadini. "Sarà l'occasione - dicono gli organizzatori - per riflettere e rileggere insieme quell'esperienza educativa che continua ancora oggi a parlarci, fondata su metodi didattici non convenzionali, focalizzata sull'esperienza diretta e caratterizzata da un impegno profondo per l'uguaglianza e la giustizia sociale. Grazie al successo di 'Lettera a una professoressa', la scuola di Barbiana è diventata un simbolo di speranza e di possibilità per coloro che altrimenti sarebbero stati trascurati dal sistema educativo". "È il contributo del liceo Cecioni nel centenario dalla nascita di Don Milani - aggiunge il dirigente scolastico, Rino Bucci - nella ferma convinzione che i valori sui quali si fondò l'esperienza di Barbiana rappresentino un messaggio universale di accoglienza ed inclusione da preservare".

"La strada che porta a Barbiana", chi sono i relatori della conferenza organizzata dal Liceo Cecioni

Mario Lancisi, giornalista e scrittore, a lungo inviato del Tirreno e collaboratore dell'Espresso, scrive per il Corriere Fiorentino. È autore di inchieste e biografie fra cui si ricordano Processo all'obbedienza. La vera storia di don Milani (Laterza 2016) e testi dedicati a Gino Strada, Adriano Sofri, Padre Alex Zanotelli. Con il magistrato Gian Carlo Caselli ha scritto Nient'altro che la verità, edito da Piemme nel 2015. Tra i più esperti biografi di don Lorenzo Milani, il suo ultimo libro è "Don Milani, vita di un profeta disubbidiente" (TS Edizioni).

Serena Ricciardulli, laureata in psicologia, specializzata in psicologia clinica, dottoressa di ricerca svolge attività libero professionale nell'ambito della psicopatologia dell'adulto e psicoterapia di coppia. Il suo universo emotivo è stato segnato, sin da bambina, dalla lettura di Piccole donne, poi nutrito dalla prosa lirica della scrittrice Margaret Mazzantini. Alla psicologia affianca la scrittura, il suo ultimo libro è "E prima che tutto cambi" (Bonfirraro).

Emanuele Rossi, docente ordinario di diritto costituzionale alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa. Si occupa in particolare di diritti e libertà fondamentali, di giustizia costituzionale, di diritto parlamentare. È membro dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti e dal 2015 al 2018 ha fatto parte del suo Consiglio direttivo. Oltre che di diritto costituzionale si occupa di diritto parlamentare, dei diritti sociali, della regolamentazione giuridica dei partiti politici e del Terzo settore. È Direttore del CISSC (Centro interuniversitario di studi sul servizio civile).

Don Armando Zappolini è presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) dal gennaio 2011.Nel 1990, ha fondato la comunità terapeutica per persone tossicodipendenti di Usigliano e nel 1993 è entrato nel CNCA. È attivo nell'impegno anti-mafia con l'associazione Libera, contro la diffusione delle mafie e per la promozione di una cultura della legalità. È portavoce nazionale della campagna contro il gioco d'azzardo "Mettiamoci in gioco".

Ingresso libero, gradita una pre-iscrizione collegandosi a questo link (telefono 342.5431247).

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