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Scuola d'infanzia Benetti, da oggi classe in quarantena per 48 ore. La denuncia dei genitori: "Ci hanno avvisato di una positività 12 giorni dopo"

All'asilo del circolo De Amicis alunni in isolamento per due giorni, ma le famiglie contestano una gestione errata dell'emergenza sanitaria accusando Asl e scuola: "Per 12 giorni nessuno ci ha detto niente e i bambini hanno frequentato regolarmente le lezioni"

Che un'intera classe sia messa in quarantena dopo un caso di positività riscontrato tra gli alunni o il personale docente, purtroppo, non è certo una novità. Che invece ci finisca soltanto 48 ore prima del previsto rientro in classe, è una storia inverosimile raccontata dai genitori dei bambini che frequentano la scuola d'infanzia Benetti, appartenente al circolo didattico "E. De Amicis". Piccoli che, in pratica, per dodici giorni sono andati all'asilo ignari della situazione, dal momento che le famiglie soltanto ieri 17 novembre hanno ricevuto una prima comunicazione dall'Asl. Una mail, in pratica, nella quale venivano date indicazioni soltanto per gestire la fine di un isolamento mai avvenuto e che inizierà giusto oggi protraendosi fino a domani giovedì 19 novembre compreso. Ma questa non sarebbe l'unica nota stonata in una vicenda dai contorni poco chiari.

La malattia sospetta e le mancate comunicazioni

Andiamo con ordine. Nella giornata di venerdì 6 novembre una maestra della scuola dell'infanzia "O.Benetti" va in malattia e viene predisposto il tampone che, qualche giorno dopo, si presume dia esito positivo. A questo punto, siamo intorno a martedì 10 novembre, tra i genitori comincia a girare voce di un soggetto positivo nella scuola, "voci che però - asseriscono le mamme - non hanno trovato conferma tra il personale scolastico nonostante numerose richieste di chiarimento". E dal momento che le voci lasciano il tempo che trovano e la scuola è rimasta regolarmente aperta "abbiamo pensato che si trattasse solo di chiacchiere di corridoio - proseguono i genitori dei bambini - anche perché davanti alle nostre richieste ben precise sullo stato di salute della maestra in malattia nessuno ci ha mai detto, neanche in via informale, di tenere i bambini a casa". 

La mail di fine quarantena e la rabbia dei genitori: "Nessuno ci aveva avvisato di isolare i bambini"

Tuttavia quando la questione sembrava risolta, dato che i giorni passavano senza che arrivasse comunicazione alcuna, ecco che alle famiglie viene recapitata dall'Asl una mail con le indicazioni per gestire la fine della quarantena. Quarantena, di fatto, mai cominciata. "Intorno alle 13 del 17 novembre abbiamo ricevuto tutti una mail dal Dipartimento di Prevenzione con le indicazioni per il rientro a scuola al termine della quarantena - continuano a raccontare i genitori -, ma i nostri figli erano regolarmente in classe. Di fatto staranno in isolamento solo due giorni perché giovedì 19 ne saranno passati 14 dall'ultimo contatto della presunta maestra positiva con i bambini, ammesso che il contatto sia lei perché nella mail ricevuta non si fa riferimento a nessuna data di inizio e fine né a un nominativo".

La questione viene sciolta solo in tarda serata quando prima la scuola comunica l'interruzione di frequenza della classe in questione fino al 19 novembre compreso, e poi la Asl invia finalmente l'atto di quarantena (datato solo 17 novembre, quindi posteriore alla famosa mail di "fine quarantena" inviata in mattinata). "È assurdo, inoltre - spiegano i genitori - che né le maestre, né la dirigente, o chiunque altro nella scuola fosse a conoscenza dello stato di positività dell'insegnante, abbia ritenuto opportuno dirlo alle famiglie anche solo in via ufficiosa. La Asl, poi, deve aver saltato un passaggio visto che l'atto di quarantena è stato recapitato solo dopo il documento che ne sanciva di fatto il termine". 

"Asl e scuola responsabili, non è con lo scaricabarile che si gestisce l'emergenza"

E alla rabbia comprensibile delle famiglie si unisce anche la preoccupazione per aver messo in pericolo lo stato di salute dei bambini in primis e, di conseguenza, di familiari e contatti diretti. "Alcuni di noi hanno familiari con patologie e contatti con anziani fragili - protestano i genitori - e non sapendo di un positivo in classe non abbiamo preso le dovute precauzioni. Speriamo soltanto che questa "leggerezza", che imputiamo sia alla Asl che alla scuola, non causi danni a nessuno. È una situazione che va chiarita e risolta immediatamente perché siamo soltanto a novembre e non ci illudiamo che sia finita qui. Fare a scaricabarile non serve a niente, non si gestisce così un'emergenza sanitaria".

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