Occupazione e sicurezza sul lavoro, Giusti (Cisl): "Livorno in crescita, ma serve più rispetto delle regole"

Il segretario della Confederazione italiana sindacato lavoratori fa il punto della situazione lavorativa in città

Sicurezza sul lavoro, questione occupazionale a Livorno, Esselunga e mostra di Modigliani. Filippo Giusti, segretario Cisl Livorno, ha voluto fare il punto della situazione su tanti punti riguardanti l'occupazione in città e nella provincia. I dati, secondo quanto mostrato dall'Istat, non sono preoccupanti e mostrano una crescita del territorio negli ultimi 15 anni.

Giusti, come è arrivato a ricoprire questo ruolo nella Cisl?
"Sono un quadro direttivo bancario. Sono stato assunto nella Cassa di risparmi di Livorno nel 1987 e successivamente ho vissuto vari accorpamenti e fusioni tra Casse Toscane, Casse del Tirreno, Banca popolare di Lodi, Banco popolare e ora Banco Bpm. Dal punto di vista sindacale, prima ho svolto il ruolo di Rsa all'interno della mia banca e, successivamente, sono stato segretario generale provinciale dei bancari. Sono entrato a far parte della Cisl dal 2018".

Parliamo di lavoro. Uno dei temi principali riguarda la sicurezza. Quale sarebbero le misure più importanti da prendere?
"I dati statistici di quest'anno non sono confortanti. Se da una parte gli infortuni sono stabili (-0,02% rispetto al 2018), lo stesso non si può dire di quelli mortali che sono aumentati del 2%. Le norme per evitare queste tragedie ci sono e credo che non risultino carenti. Credo che si tratti di un problema culturale: convincere imprese e lavoratori ad applicarle. Le ditte devono concepire la sicurezza non come fonte di erosione dei margini economici, ma come una tutela nel lungo periodo della redditività aziendale. I dipendenti invece devono avere la consapevolezza dei rischi insiti nei processi produttivi e devono capire l'importanza dell'applicazione delle norme di sicurezza".

In città si è molto discusso dell'arrivo di Esselunga. Lei cosa ne pensa?
"Insediamenti produttivi che favoriscono l'occupazione e i consumatori non possono che essere visti a favore. In questo caso si prevede un investimento di 40 milioni di euro e 140 nuovi posti di lavoro: non è poco".

Cosa pensa in generale della questione occupazionale a Livorno?
"Sulla scorta dei dati Istat, nella provincia di Livorno assistiamo a un quadro non drammatico. Negli ultimi  15 anni, facendo cioè il confronto con la situazione ante crisi, gli occupati sono cresciuti da 124 a 135 mila, i disoccupati sono rimasti stabili e gli inattivi diminuiti. Questo ci mostra come chi prima non cercava lavoro ora si è attivato. Passando ai valori assoluti, la provincia ha un tasso di occupazione superiore del 5,4% alla media italiana e un tasso di disoccupazione inferiore del 4,1%".

Dati che sembrerebbero incoraggianti.
"Certo, ma bisogna anche ricordare che sul territorio provinciale esistono due aree di crisi complessa: Livorno-Collesalvetti-Rosignano e Piombino. È superfluo dire che occorre attivare ogni sforzo per evitare che tali aree possano precipitare. In questo senso, gli accordi di programma hanno delineato i percorsi condivisi tra i principali attori istituzionali per il rilancio delle aree. In un'economia di mercato, i posti di lavoro privati sono generati dalle imprese: il problema fondamentale è rendere competitivo e attrattivo il nostro territorio. Gli investimenti sono il cardine della crescita occupazionale. Aggiungiamo innovazione, formazione, sostenibilità ambientale e corretta applicazione dei contratti collettivi e avremo la buona occupazione".

A novembre inizierà la Mostra di Modigliani. Sensazioni?
"È una grande occasione per ampliare la vita culturale della città e un giusto omaggio a un artista che non ha forse ricevuto dalla sua città natale la dovuta considerazione. Come in altri settori, gli investimenti in cultura possono dare anche significativi ritorni economici e occupazionali".

Cosa ne pensa di quanto accaduto all'Autorità Portuale?
"Questa vicenda è all'attenzione della magistratura e non spetta certo a me esprimere un giudizio con i procedimenti giudiziari ancora in corso. Quello che sta a cuore alla Cisl, per il porto come per gli altri settori produttivi, è che l'interesse generale del territorio e della popolazione non venga in secondo piano rispetto ai, pur legittimi, interessi particolari dei vari settori economici". 

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