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Cronaca

Senegalesi, la protesta continua in piazza. E Nogarin sbotta: "Inaccettabile"

Organizzata una manifestazione per il pomeriggio di sabato 2 febbraio. Il sindaco: "Qualcuno vuole creare un incidente diplomatico"

Non accenna a placarsi la protesta della comunità senegalese relativa alla morte del loro connazionale Serigne Modou Ngome, deceduto in ospedale il 15 gennaio scorso e seppellito al cimitero dei Lupi tre giorni più tardi, dopo che nessun familiare si era presentato a reclamarne il corpo. L'incidente sembrava essersi risolto con decisione di restituzione della salma del 59enne alla famiglia ma, a quanto pare, non è così. Stando a quanto comunicato dal sindaco Filippo Nogarin in una nota, l'ex presidente della comunità senegalese Diop Mbaye ha organizzato una manifestazione di protesta per sabato 2 febbraio. Un'azione, questa, che ha mandato su tutte le furie il primo cittadino: "Alcuni rappresentanti della comunità senegalese di Livorno stanno cercando di creare un incidente diplomatico, diffondendo falsità ai più alti livelli istituzionali in merito al decesso e alla sepoltura del loro concittadino morto in ospedale il 15 gennaio scorso. Tutto questo è inaccettabile e rappresenta una mancanza di fiducia nei confronti di una comunità, quella livornese, da sempre rispettosa, solidale e accogliente". 

Il presidente della comunità senegalese: "Mi dissocio dal comportamento di alcuni connazionali"

IL MINISTERO DEGLI ESTERI CHIEDE SPIEGAZIONI - "Due giorni fa - prosegue il sindaco - il ministero degli Esteri, sollecitato dall'ambasciata senegalese, ci ha scritto ufficialmente per chiederci chiarimenti sulla vicenda. Ho personalmente contattato la segretaria particolare del ministro per spiegare come sono andate le cose, dopodiché abbiamo inviato formalmente un resoconto, allegando la documentazione che testimonia come tutte le procedure stabilite per legge siano state rispettate sia dal personale dell'Asl che dal Comune di Livorno. Tra questi documenti ci sono i tabulati telefonici che hanno registrato otto chiamate ai numeri di riferimento dei parenti di Thiam Gora, quattro al momento del suo decesso e quattro nei giorni successivi. Chiamate rimaste sempre senza risposta. Così come senza risposta sono rimasti i due messaggi lasciati in segreteria".

LA MANIFESTAZIONE - "L'ex rappresentante della comunità senegalese di Livorno, Diop Mbaye - continua Nogarin-, ci ha comunicato di aver organizzato una manifestazione di protesta nel centro della città per sabato 2 febbraio. E questo nonostante la vicenda sia stata risolta positivamente meno di 48 ore dopo che ne siamo venuti a conoscenza, con il Comune e l'Asl che hanno disposto a tempo record l'esumazione del corpo e la restituzione ai familiari, dimostrando sensibilità e rispetto per il dolore di queste persone. Tutti hanno diritto di manifestare, ma questa volontà di alzare i toni denota un'inaccettabile mancanza di rispetto per l'intera città. Anche perché non ci troviamo davanti a un caso di discriminazione e nemmeno a una sepoltura effettuata senza avvisare i familiari. Siamo di fronte a un team di professionisti che ha fatto il suo lavoro come sempre, con dedizione e umanità, nel rispetto di regole e procedure".

"UN OSTACOLO INSORMONTABILE" - "Lo dico molto chiaramente - conclude Nogarin - se qualcuno intende scatenare un incidente diplomatico per riguadagnare credibilità personale all'interno della comunità senegalese, troverà in me un ostacolo insormontabile". 
 

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