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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Scontro Perini-Salvetti, l'onorevole Potenti: "Consigliere censurato, la querela un atto grave". La replica del sindaco

L'intervento congiunto del commissario provinciale della Lega e di quello regionale, Mario Lolini: "La giunta non accetta il fatto per cui a Livorno vi siano persone violente legate alla sinistra". Salvetti: "Le cose non stanno così"

È scontro aperto tra la Lega e il sindaco Luca Salvetti dopo che la giunta cittadina ha deliberato la proposta di una denuncia-querela per diffamazione nei confronti del consigliere Alessandro Perini. Quest'ultimo, infatti, durante la seduta del 14 ottobre scorso, ha ripetutamente affermato che "il sindaco si accompagna e si fa fotografare insieme a soggetti indagati per minacce ed aggressioni". Affermazioni che, nei "toni fortemente allusivi" tali da "sottendere una sorta di collusione tra i presunti soggetti indagati e il sindaco", sono state ritenute gravissime e offensive, tanto da "screditare la figura del sindaco" e da spingere infine la giunta a deliberare una proposta di denuncia-querela. 

Altrettanto grave, dai vertici provinciali e regionali del Carroccio, viene tuttavia ritenuta proprio l'azione della giunta comunale. A spiegarlo, in un comunicato congiunto, sono Mario Lolini e Manfredi Potenti, rispettivamente commissario regionale e provinciale della Lega: "Riteniamo essersi concretizzata una vera e propria censura in un contesto istituzionale da parte di un organo politico dell'Ente pubblico che non dovrebbe interferire nelle attività del consiglio comunale. Rileviamo che la giunta non accetti il dato di fatto per cui a Livorno vi siano figure violente legate alla Sinistra ancora circolanti e distintesi per aver aggredito o intimidito nostri esponenti".

Pronta la risposta di Salvetti: "Non è proprio così che stanno le cose. Il consigliere ha iniziato a proferire frasi offensive nei miei confronti accusandomi di farmi fotografare con soggetti indagati. Non potendo ravvisare alcun reato nel fatto di avere frequentazioni con persone indagate, in ossequio al principio costituzionale che garantisce la presunzione di innocenza, le frasi tendevano a sottendere una sorta di collusione tra i presunti soggetti indagati e me". 

L'onorevole Potenti sul caso Perini-Salvetti: "Il Pd non è non è abituato alle verità della dialettica politica"

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Di seguito riportiamo integralmente il comunicato a firma degli onorevoli Mario Lolini e Manfredi Potenti

"Apprendiamo dalla stampa che la giunta comunale di Livorno ha formalmente autorizzato la richiesta del sindaco a procedere con una querela contro un consigliere comunale della Lega reo, a detta dell'amministrazione, di aver proferito durante un consiglio comunale frasi offensive ed atte a screditare l'immagine del sindaco. Ancor prima di entrare nel merito della vicenda, stigmatizziamo l' uso dello strumento giudiziario da parte dell'ente, in persona del sindaco che, a spese di tutti i cittadini, si pone contro un consigliere di opposizione. Riteniamo essersi concretizzata una vera e propria censura in un contesto istituzionale da parte di un organo politico dell'ente pubblico che non dovrebbe interferire nelle attività del consiglio comunale. I fatti si sono svolti durante un momento di dialettica politica nel corso della discussione sui fatti di violenza recentemente avvenuti a Roma, per mano esponenti di Forza Nuova.

Rileviamo che la giunta del Comune di Livorno non accetti il dato di fatto, riferito dal consigliere leghista Perini, per cui a Livorno vi siano figure violente legate alla sinistra ancora circolanti e distintesi per aver aggredito od intimidito esponenti politici della Lega. Ritiene forse la maggioranza di Centro-Sinistra inopportuno segnalare tali circostanze all' attenzione del consiglio comunale? Ulteriormente gravissima è la circostanza per cui lo scontro politico sia sfociato alle denunce, ed altrettanto che il primo partito di opposizione debba apprendere dalla stampa di una simile determinazione del sindaco, mancando qualsiasi tatto nei rapporti istituzionali tra le forze politiche presenti in consiglio. A fronte di questi fatti, la Lega si attiverà per difendere la onorabilità dei membri del proprio gruppo consiliare e quella del partito rispetto alle continue e persistenti frapposizioni che l' attività di opposizione vede ergersi sul proprio percorso democratico.

Se non fossero bastate le azioni di soggetti che da tempo provocano e spaventano gli attivisti e gli eletti della Lega cercando lo scontro, oggi dobbiamo registrare, dispiacendocene, anche il salto di qualità, in campo giudiziario, dell'azione amministrativa della giunta livornese".

Salvetti replica a Potenti: "Gravi offese alla mia persona"

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Di seguito la risposta integrale del sindaco di Livorno, Luca Salvetti

"In seguito a quanto pubblicato dal parlamentare della Lega Manfredi Potenti il quale sostiene che ho querelato un consigliere della Lega 'perché ha osato ricordargli – sono le parole di Manfredi Potenti – durante un Consiglio Comunale, che i violenti non sono solo a Casa Pound, ma anche a sinistra' rispondo che non è proprio così che stanno le cose. Durante la seduta che si è svolta in modalità telematica del Consiglio Comunale del 14 ottobre, un consigliere comunale della Lega ha iniziato a proferire frasi offensive nei miei confronti, accusandomi di farmi accompagnare e fotografare con soggetti indagati e rifiutandosi di comunicarne i nominativi.

Non potendo ravvisare alcun reato nel fatto di avere frequentazioni con persone indagate (peraltro nel caso in esame assolutamente non provate), in ossequio al principio costituzionale che garantisce la presunzione di innocenza, le espressioni proferite dal Consigliere, la ripetizione dell'accusa per ben 7 volte nonché il tono fortemente allusivo, tendevano evidentemente a sottendere una sorta di collusione tra i presunti soggetti indagati di cui non è stato comunicato il nominativo (se non in successiva seduta riservata) ed il sindaco.

Considerato che la condotta del consigliere ha determinato un gravissimo danno alla mia onorabilità in quanto finalizzata a screditare la mia persona nonché l'istituzione che rappresento, la giunta, con una deliberazione (numero 566 del 19/19/2021) ha deciso di autorizzarmi a querelare il consigliere della lega in relazione alle espressioni diffamatorie da lui proferite durante la seduta del consiglio comunale del 14 ottobre 2021". 

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