Spari al minimarket e al circolo Arci Shangai, stesso calibro dei proiettili: le indagini della polizia

Analoga misura dei bossoli ritrovati e analizzati dalla scientifica, gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Solimano: "Di certo quando si impugna una pistola e si esplodono dei colpi non siamo di fronte a una bravata"

Saranno le indagini condotte dal reparto Squadra mobile della polizia di Stato, diretto dalla vicequestore Valentina Crispi, a stabilire se dietro agli spari di domenica 2 agosto al circolo Arci di Shangai ci sia o meno la stessa pistola - e magari la stessa mano - dei colpi esplosi lo scorso 19 luglio contro la saracinesca del minimarket in via Garibaldi. Di sicuro, però, i bossoli dei proiettili ritrovati e analizzati dalla scientifica sono identici: ovvero calibro 9x21, il più comune in commercio in Italia per armi a uso civile o in dotazione a forze di polizia, capaci di perforare saracinesche e vetrate di entrambi i locali. Al momento, però, è questo l'unico elemento che accomunerebbe i due episodi sui quali vige il massimo riserbo della questura. Per adesso, infatti, non si esclude alcuna ipotesi, così come non ci sarebbe una pista precisa da seguire.

Spari al circolo Arci di Shangai, Solimano: "Questa non è una bravata ma un atto intimidatorio"

marco solimano circolo shangay-2

Intanto, lunedì 3 agosto, gli agenti sono tornati alla ex Casa del Popolo. Qui, nello slargo tra via Poerio e via Fratelli Bandiera, un capannello di persone continuava a parlare del fatto senza riuscire a darsi una spiegazione, mostrando una comprensibile agitazione per quanto accaduto. Fuori dal circolo, anche il presidente provinciale dell'Arci Livorno, Marco Solimano, ascoltato ancora una volta dalla dirigente della questura, Valentina Crispi. "Un fulmine a ciel sereno - le parole di Solimano -, non avevamo percepito niente che potesse portare ad un fatto come questo. Un gesto grave, non un gioco. Guardate da dove hanno sparato, sono circa 50 metri e guardate che fori hanno fatto nella saracinesca, nel vetro e dove sono andati a finire. Queste sono armi pericolose, non possiamo certo definirla una bravata: quando si impugna una pistola e si sparano dei colpi non siamo di fronte a una bravata".

Via Garibaldi, tre colpi di pistola sparati contro il minimarket di un bengalese

"Sicuramente si tratta di un'intimidazione, una minaccia, anche se non riesco a comprendere le motivazioni di questo atto - ha sottolineato Solimano -. Ci stiamo riflettendo e ragionando sopra. Mi dicono che i bossoli sono dello stesso calibro di quelli rinvenuti al supermarket etnico in via Garibaldi: ecco, l'unico collegamento che vedo tra i due casi è che in entrambi i casi ci sono di mezzo persone straniere. In via Garibaldi si tratta di lavoratori che gestiscono un negozio, qui invece di persone che frequentano la zona. Shangai è un quartiere complesso e proprio per questo motivo da diversi mesi stiamo facendo delle attività per i bambini e le famiglie del quartiere che si svolgono nelle vicinanze del circolo. Penso che i cittadini debbano riappropriarsi degli spazi di questo quartiere, e non saranno certo questi spari a fermarci".

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