Campo scuola, rimosso lo striscione di incoraggiamento per gli atleti: "Una vigliaccata, calpestati i valori dello sport"

La denuncia dell'autore Robi Bottino: "Era un messaggio di speranza per i ragazzi, ma a qualcuno evidentemente ha dato fastidio"

"Dunque, dove eravamo rimasti...". Un messaggio di speranza, di incoraggiamento per tutti quei ragazzi che, dopo oltre due mesi di lockdown e di isolamento, potevano finalmente tornare a dedicarsi all'attività sportiva. E poi l'immagine di un abbraccio, circondata dalle figure degli atleti impegnati nelle loro discipline all'inseguimento dei propri sogni. Eppure quelle parole e quelle immagini, fissate su uno striscione lungo cinque metri e mezzo appeso all'esterno del campo scuola di via dei Pensieri, adesso non ci sono più. Sì, perché qualcuno, come denuncia l'autore Robi Bottino, già artefice del murale dedicato agli "infermieri supereroi" di via della Maddalena e padre di Chanda, giovane sportiva dell'Atletica Livorno, ha voluto presto strapparlo via. "È stata una vigliaccata", afferma amareggiato Robi, che a quel lenzuolo voleva soltanto affidare un messaggio di rinascita.

Bottino: "Buttato a terra come spazzattura, calpestati i veri valori dello sport"

"Terminata la quarantena e in vista della ripresa dell'attività sportiva - racconta Bottino -, mi è venuto a mente di realizzare uno striscione di incoraggiamento per i ragazzi. Tramite un'app telefonica ho iniziato a scegliere la base e poi a fare un collage. Ho inserito le foto di alcuni atleti con in prima linea un abbraccio e ho usato i colori sociali, ma senza inserire alcun logo, visto che voleva essere un messaggio per tutti, senza alcuna distinzione di società. In basso, poi, ho aggiunto alcuni pensieri dei genitori, leggibili a distanza ravvicinata. È stato un lavoro che ho portato avanti quasi tutto da solo e che mi ha portato via tre nottate, ma che ho fatto con passione: io non sono un artista, sono solamente un artigiano che voleva dare una spinta ai ragazzi. Si trattava - continua - di una cosa provvisoria: lo striscione sarebbe dovuto rimanere soltanto per un breve periodo, dopo di che sarebbe stato ridimensionato per permettere ai ragazzi di portarlo con loro in trasferta".

Poi, però, l'amara scoperta: "Dopo neanche venti ore che era stato fissato - racconta -, lo striscione è stato staccato e abbandonato per terra, come spazzatura. Sono rimasto molto amareggiato: probabilmente qualcuno è rimasto infastidito e ha fatto qualche telefonata di protesta affinché intervenissero i manutentori comunali a toglierlo. È stata una vigliaccata, un gesto emblematico che evidenzia come si siano persi di vista i veri valori dello sport: era infatti un messaggio di incoraggiamento per tutti i ragazzi, ideato con il solo scopo di unire, non di dividere. Avevo anche provato ad entrare in contatto con genitori di altre società per rendere più ampio il progetto, ma non ho riscontrato molta disponibilità: da alcuni è stata vista come una perdita di tempo, non tutti sono riusciti a coglierne il messaggio". Ma Robi, malgrado la delusione, non si arrende: "Vedere strappato lo striscione è una cosa che non ho digerito: ho già chiamato il sindaco e farò di tutto affinché possa essere rimesso al suo posto".

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