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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca Centro / Via Fiume

Tentato omicidio, la telefonata che ha salvato la giovane vittima: "Abbiamo capito subito che qualcosa non andava"

Parla Ornella, l'operatrice di polizia che ha risposto alla richiesta di aiuto: "All'inizio non voleva il nostro intervento, ho cercato di tranquillizzarla"

"Ho percepito subito che non si trattasse di una cosa 'leggera', che era necessario intervenire, mi ha colpito però la freddezza di questa donna". Così l'agente della sala operativa della polizia, Ornella, racconta la telefonata a cui ha risposto domenica scorsa, in seguito alla quale è poi scattata l'operazione che ha portato all'arresto di un uomo di 32 anni per tentato omicidio. Una telefonata durata 20 minuti, necessari per tranquillizzare la donna. Ascoltandola, con professionalità. Nell'attesa che una volante la raggiungesse a casa. 

Un colloquio fondamentale per donare a questa persona quella serenità di cui necessitava nel mentre che si trovava a chiedere aiuto. La donna, infatti, da tempo continuava a subire atteggiamenti persecutori, "limitanti - raccontano dalla questura di Livorno - le proprie libertà personali di movimento e di gestione della propria vita". Atti che in passato avevano già fatto scattare a carico dell'uomo l'applicazione della misura cautelare dell'arresto per stalking e divieto di avvicinamento alla ragazza. 

"Non voglio il vostro intervento", poi l'abilità nel tranquillizzarla. L'operatrice: "Sono cose che vengono spontanee"

"Riceviamo diverse telefonate, ogni turno, che riportano richieste di aiuto di queste genere - prosegue Ornella -. In questo caso la signora, forse perché sconvolta, appariva abbastanza tranquilla, una freddezza che mi ha colpito. Ho capito comunque subito che non era una situazione semplice come probabilmente voleva cercare di far apparire, sono cose che vengono spotanee, e così abbiamo seguito i protocolli previsti in questi casi. Ho cercato di farle capire che sarebbe stato opportuno parlare subito con qualcuno, anziché attendere".

Calma ed empatia necessarie per cercare di aiutare le persone in difficoltà, in particolar modo in queste situazioni. "Per sicurezza - aggiunge l'operatrice - in questi casi rimaniamo il più tranquilli possibile". La signora che ha contattato la centrale infatti 'non avrebbe voluto l'intervento', come spiegato dalla questura, ma la professionalità dell'operatrice è stata fondamentale. Nel frattempo l'aggressore si era portato a casa del fratello "che poco dopo contattava la nostra centrale - evidenziano ancora dalla questura -, stavolta un altro agente ha impiegato capacità di dialogo nel rafforzare l'intenzione dell'aggressore a costituirsi. Le operazioni che ne sono conseguite e gestite con professionalità dell'ispettore capo-turno Orlando hanno condotto direttamente l'uomo in carcere, contribuendo - concludono - a restituire alla ragazza un po' della sua serenità". 

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