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Coronavirus, la Toscana resta in zona gialla fino al 31 gennaio. Giani: "Impegniamoci per diminuire i contagi"

Ancora una settimana nella fascia con le misure restrittive più soft. L'indice Rt è a 0,98 e la regione è quella con la percentuale più bassa di ricoverati per Covid-19 rispetto ai posti letto disponibili

La Toscana rimane in zona gialla almeno fino al termine di gennaio. Lo hanno annunciato su Facebook il presidente Eugenio Giani e il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo. "Siamo una grande comunità - scrive il governatore -, consapevole e attenta al rispetto delle regole come abbiamo ampiamente dimostrato in queste settimane. Adesso continuiamo così, manteniamo la responsabilità che ci appartiene e impegniamoci per diminuire sempre più i contagi". La Toscana, secondo quanto riportato da Mazzeo, ha un indice Rt di 0,98 e, al momento, è la regione con la percentuale più bassa di ricoverati per Covid-19 rispetto ai posti letto disponibili (14%). 

La Toscana resta in zona gialla, le regole sugli spostamenti

Fino al 15 febbraio, non ci si potrà spostare tra regioni a prescindere dalla zona nella quale si trovano. Le uniche eccezioni, che andranno giustificate con l'autocertificazione, saranno per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sarà consentito tuttavia andare nelle seconde case che si trovano fuori regione mentre, come si legge nel testo del Dpcm, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra 5 e le 22 e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Riaprono musei e mostre, chiusi i cinema

I musei e tutti gli altri istituti e luoghi della cultura sono aperti dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata o comunque tale da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Niente da fare invece per i cinema che continueranno ad avere le saracinesche abbassate. 

Chiuse palestre e piscine

Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche. Spetterà poi al Cts approvare delle linee guide per far svolgere almeno le lezioni individuali. 

Divieto di asporto per bar e locali

Ristoranti, in zona gialla, potranno continuare a fare sia il servizio di asporto che domicilio e saranno aperti per i pranzi al tavolo. Bar e locali, invece, a partire dalle 18 potranno solamente effettuare servizio di domicilio. Una misura presa per evitare il ripetersi di scene come quella vista a Livorno con centinaia di giovani assembrati a bere un aperitivo fuori dalle attività. 

Prosegue la chiusura degli impianti sciistici

Nel nuovo Dpcm viene prolungata la chiusura degli impianti sciistici che, secondo quanto stabilito dal ministro Speranza, dovevano riaprire il 18 gennaio: "A partire dal 15 febbraio - si legge del  decreto -, gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali". Tuttavia prima dovranno essere stabilite "apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti". 

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