Trasporto pubblico, la denuncia di PaP: "Corse dimezzate e lavoratori a casa, ma Ctt continua a prendere gli stessi soldi"

L'accusa di Potere al Popolo e le richieste a governo e Regione: "Sanare subito la situazione, così è uno sperpero di denaro pubblico da 2 milioni di euro al mese"

Duro attacco di Potere al Popolo all'indirizzo di governo e Regione Toscana riguardo al trasporto pubblico cittadino. Al centro della polemica ci sarebbe il fatto che l'azienda Ctt Nord, al momento ancora gestore del trasporto pubblico cittadino pur avendo perso l'appalto, continua a incassare gli stessi soldi pubblici del periodo precedente all'emergenza coronavirus nonostante le corse siano state quasi dimezzate (in parte riprenderanno dal 4 maggio, ndr) e gran parte dei lavoratori sia in cassa integrazione. Un'invettiva che arriva a poche ore dalla Festa dei Lavoratori del Primo Maggio e assume connotati ancora più significativi.

Potere al Popolo: "Si regalano soldi pubblici a un'azienda privata che ha messo a casa i dipendenti e dimezzato il servizio"

"Per quale motivo si stanno regalando soldi a un'azienda privata che a causa del coronavirus ha diminuito di quasi il 40% le corse ma percepisce la stessa quantità di soldi pubblici?", si legge in una nota di Potere al Popolo. In cassa integrazione sarebbero finiti ben 504 lavoratori tra Livorno, Lucca, Massa e Pisa, ma "i soldi che guadagna dalla Regione sono rimasti inalterati", sostiene PaP. Inoltre gli stipendi dei lavoratori in questione oggi vengono pagati dal fondo di solidarietà bilaterale, una sorta di cassa integrazione. Fondo autofinanziato in gran parte dai lavoratori stessi che, se dovesse esaurirsi, verrà reintegrato - come da Dpcm del 17 marzo - dallo Stato. "E per finire, i lavoratori non prendono neanche lo stipendio pieno in questa fase in cui l'azienda li sta lasciando a casa", è l'accusa di Potere al popolo.

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"Ctt Nord ha ufficialmente perso l'appalto, come sta gestendo i trasporti?"

"L'azienda Ctt nord, che per anni ha gestito il servizio del Trasporto Pubblico Locale a Livorno, in data 19 marzo 2020 ha definitivamente perso l’appello che ha decretato che nella regione Toscana, il traporto pubblico locale sarà gestito da Autolinee Toscane (Ratp) come da aggiudicazione di gara d'appalto. Ma al momento c'è stata solo l'aggiudicazione e si sta procedendo, in mezzo a innumerevoli ricorsi, al passaggio di beni mobili, immobili e del personale. Ma la transizione definitiva è prevista per l'estate", fa sapere Pap chiedendosi come stia gestendo il servizio l'azienda. "Ctt Nord ha richiesto l'aiuto del fondo bilaterale di solidarietà per ridurre il servizio "prevedibilmente fino al 31 maggio". Ma a questo punto ci chiediamo: di quanto ha ridotto la Regione Toscana il contributo a Ctt per svolgere il servizio?"
Di niente, anzi si legge nell'ultimo decreto governativo (all’art. 92 comma 4 bis) "sui gestori di servizi di trasporto pubblico locale non possono essere applicate dai committenti dei predetti servizi, anche laddove negozialmente previste, decurtazioni di corrispettivo, né sanzioni e/o penali in ragione delle minori corse effettuate e/o delle minori percorrenze realizzate dal 23/2/2020 al 31/12/2020".

"Lavoratori a casa, l'azienda ha meno costi ma percepisce gli stessi soldi"

L'azienda quindi non paga più gli stipendi pieni dei lavoratori che tiene a casa, ha minori costi di carburante effettuando meno corse e, di conseguenza, minori costi di manutenzione, e costo zero sul salario di questi dipendenti. "In pratica il pubblico paga due volte lo stipendio di lavoratori che svolgono un lavoro per una ditta privata, e loro percepiscono anche un salario decurtato rispetto a quanto gli spetterebbe" accusano quelli di Pap. "Bisogna che Rossi e il Pd intervengano a sanare questa situazione perché un silenzio su questa cosa rischia di sembrare quasi una buonuscita per chi ha perso un appalto dopo che se lo è aggiudicato direttamente per molti anni e ha provato a tenerselo con le unghie e con i denti facendo continui ricorsi".

Potere al Popolo: "Rossi e Conte intervengano per evitare lo sperpero di soldi pubblici"

"Chiediamo che il governatore in carica Enrico Rossi e il presidente del consiglio Giuseppe Conte riportino il diritto e la giustizia sociale tra i lavoratori del trasporto pubblico evitando lo sperpero di risorse dello Stato, a danno di privati inadempienti che si sono anche rifiutati di compensare la perdita salariale dei lavoratori sospesi dal servizio".
Tra salari non pagati, decurtazioni di stipendio, bonus vari e contrattazione di secondo livello e risparmio di gasolio si potrebbe arrivare a una cifra di 2 milioni di euro al mese. "Parliamo di soldi pubblici ricevuti ugualmente a fronte di un risparmio di oltre il 35% sul costo del lavoro e di un altro 40% circa su carburante e manutenzioni, per non parlare del risparmio sui ricambi - conclude Pap -. Attendiamo anzi di vedere cosa succederà al passaggio di consegne all'azienda subentrante per la gestione del trasporto pubblico regionale per vedere i bilanci, l'ammontare dei Tfr da trasferire ai lavoratori, e tutte le altre spettanze che devono essere messe a bilancio con soldi alla mano. Pretendiamo che sia fatta chiarezza subito su tutti questi aspetti, perché mai come oggi i soldi pubblici servono a sostenere le persone in difficoltà economica e  per migliorare il servizio sanitario che ha enormi difficoltà".

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