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Cronaca

Rischiano la vita per salvare un uomo caduto nei fossi, il grande cuore di tre ragazzi gambiani: "Ora il permesso di soggiorno"

Protagonisti del gesto Lamin Manneh, Ahmed Baio e Musa Bah, giovani passati dall'Africa Academy Calcio di Franco Marrucci: "Sensibili e solidali, hanno dimostrato di avere un grande cuore"

Hanno visto un uomo perdere l'equilibrio, cadere dalla spalletta e, dopo aver sbattuto contro la passerella, precipitare in acqua e subito, senza pensarci due volte, si sono tuffati per portarlo in salvo. Protagonisti del gesto, domenica 20 novembre, tre gambiani, tutti passati, nella nostra città, dall'Africa Academy, la società di calcio amatoriale che mira a favorire l'inserimento di ragazzi provenienti dal continente africano. Sì, perché due di loro, Ahmed Baio e Musa Bah, rispettivamente attaccante e centrocampista, giocano attualmente nella formazione nata nel 2016 per impulso del presidente Franco Marrucci ed impegnata nel campionato provinciale amatori Uisp, mentre il terzo, Lamin Manneh, quella maglia l'ha indossata per tre stagioni, prima di abbandonare la squadra in seguito all'assunzione a tempo indeterminato in un forno di panificazione.

Un gesto, quello di cui si sono resi protagonisti i tre giovani, istintivo, di chi, proprio per il difficile vissuto alle spalle, conosce bene il valore della solidarietà: "Sono ragazzi di cuore, che sanno quanto sia importante essere solidali con gli altri", sottolinea il presidente di Africa Academy Franco Marrucci. Che adesso, per i tre giovani, chiede una medaglia ed il riconoscimento dell'atto di valore che dà permesso ad un soggiorno di due anni rinnovabile e trasformabile in permesso di lavoro. 

Marrucci: "Sensibilità e cuore, ragazzi speciali che conoscono bene l'importanza della solidarietà"

"Sono dei ragazzi favolosi, che si sono fatti subito apprezzare dai compagni e da tutto lo staff - racconta Marrucci -. Hanno fatto un gesto di cui sono orgoglioso, ma che non mi stupisce poi così tanto: sono persone che sanno cosa sia la solidarietà, probabilmente perché l'hanno sperimentata sulla loro pelle quando, caduti in mare dai barconi, sono stati salvati dalle Ong e dai pescherecci. Loro, come gli altri che abbiamo accolto nella nostra associazione, sono ragazzi pienamente integrati e che lavorano, ai quali noi cerchiamo di trasmettere i valori della solidarietà e della responsabilità. Mi preme sottolineare, però, che i valori ce li hanno già dentro di sé, noi cerchiamo solamente di dargli una mano per inserirli a pieno nella nostra società. L'Africa Academy non significa soltanto permettere a questi ragazzi di giocare a calcio, ma anche, e soprattutto, offrire loro un aiuto a 360 gradi, ad ogni livello. Se si vincesse un campionato saremmo ovviamente tutti contenti, ma il nostro obiettivo - sottolinea - è un altro".

Lo sport, quindi, come strumento di integrazione e, perché no, di rilancio delle ambizioni sportive personali. Perché tra questi ragazzi, talvolta, c'è anche chi a quel pallone sa dare davvero del tu, come nel caso di Hamed Traoré, oggi in serie A al Sassuolo, e proprio di Musa Bah, talento, in passato, ad un passo dal Bayern Monaco: "Giocava in Germania in una società che può essere paragonata, per importanza, al Livorno - svela Marrucci - ed era in odore di passare al Bayern. Poi però, proprio ad inizio pandemia, è dovuto tornare qui in quanto dipendeva dall'ufficio immigrazione di Livorno. Gi uffici erano chiusi, le pratiche ferme ed è stato costretto a perdere due anni. Noi, nel frattempo, abbiamo dovuto aiutarlo in tutti i modi, a partire dal trovargli un luogo per dormire: non aveva infatti più nessun documento. Pensate - aggiunge -, recentemente lo ha cercato anche il Ponsacco, che milita nel campionato di Promozione, ma non hanno potuto tesserarlo perché al momento, in attesa del permesso di soggiorno, è provvisto soltanto di un cedolino speciale".

E proprio il gesto di cui Musa Bah, Lamin Manneh e Ahmed Baio si sono resi protagonisti potrebbe, secondo Marrucci, dare una svolta al loro futuro: "Chiedo al sindaco Luca Salvetti e all'assessore al Sociale Andrea Raspanti di ricevere e premiare questi ragazzi con una medaglia, ricordando che il salvataggio di una persona comporta l'acquisizione di un permesso di soggiorno a due anni rinnovabile e trasformabile in permesso di lavoro. Si sono resi protagonisti di un'azione bellissima, che ne denota sensibilità e cuore. Questi ragazzi - conclude - hanno il desiderio di sentirsi uguale agli altri: e noi ci stiamo battendo per questo". 

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