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Cronaca

Vaiolo delle scimmie, primo caso a Livorno. L'Asl: "Virus contratto con un rapporto sessuale non protetto"

Un giovane è ricoverato in buone condizioni nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale: "Contagiosità limitata"

All'ospedale di Livorno è stato diagnosticato il primo caso di vaiolo delle scimmie. Si tratta di un giovane che, attualmente, si trova ricoverato reparto di Malattie infettive diretto dal dottor Spartaco Sani. La positività alla malattia, che si trasmette principalmente per via sessuale, è stata diagnosticata sui campioni inviati al laboratorio dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana: "È già il secondo paziente ricoverato da noi - le parole di Sani -, le sue condizioni sono stabili ed è sottoposto ad un monitoraggio costante e, al momento, non ci sono elementi di particolare allarme". 

Il primario invita tutta la cittadinanza a mantenere la calma perché "la contagiosità, esclusion fatta per i rapporti sessuali, è alquanto limitata e pertanto non rappresenta ad oggi un pericolo per la popolazione generale, anche se i casi in Italia sono più di 500. Nell'area livornese siamo al paziente 1 mentre a giugno  ne abbiamo ricoverato uno proveniente da altra provincia toscana, attualmente già guarito dopo circa un mese di isolamento ospedaliero e poi domiciliare. Entrambi sono persone giovani, con una storia di rapporti sessuali non protetti".

Vaiolo delle scimmie, quali sono i sintomi

Il vaiolo della scimmia è una patologia infettiva causata da un virus simile a quello che causa il vaiolo (eradicato nel 1980) da cui però si differenzia per minore diffusività e gravità: Nell'uomo  - sottolinea Sani - la malattia si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea,aumento di volume dei linfonodi, manifestazioni cutanee sottoforma di vescicole, pustole, piccole croste, lesioni ulcerative del cavo orale e degli organi genitali. Generalmente si risolve spontaneamente in 2-4 settimane". 

Vaiolo delle scimmie, cosa fare se si presentano i sintomi

È importante, in caso di comparsa di sintomi associati a lesioni della cute e dei genitali in soggetti che abbiano avuto rapporti sessuali di tipo occasionale e con persone non conosciute, rivolgersi al proprio medico o consultare i reparti di malattie infettive per ottenere rapida diagnosi ed evitare di trasmettete l'infezione a familiari e conviventi. Fino alla guarigione è necessario l'isolamento domiciliare o ospedaliero. "Soltanto attraverso comportamenti adeguati - raccomanda il primario – sarà possibile arginare il fenomeno che rischia di diffondersi creando ulteriore impegno sul sistema sanitario già provato dal Covid". 

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