Via Cambini, aperitivi solo al tavolo. Gli esercenti: "Clienti responsabili, ma presenze dimezzate"

Primo fine settimana con le nuove regole imposte dal Dpcm. I proprietari dei vari locali: "Tutto si è svolto senza problemi, ma gli incassi sono in calo. Un nuovo lockdown o il coprifuoco ci metterebbero in ginocchio"

Stop alla consumazione al banco a partire dalle 18. Questa una delle principali novità contenute nel Dpcm dello scorso 18 ottobre firmato dal premier Giuseppe Conte per contenere la propagazione del Covid-19 sul territorio nazionale. Un provvedimento che ha inevitabilmente costretto bar e locali a riorganizzare il proprio lavoro, in particolar modo per quelli che offrono alla propria clientela l'aperitivo. Un servizio nel quale, nella nostra città, sono specializzati gli esercenti di via Cambini, uno dei luoghi in della movida livornese. 

E quello appena passato, per loro, è stato il primo venerdì sera con l'entrata in vigore delle nuove regole tra cui l'obbligo di prenotazione al tavolo come voluto dal sindaco Luca Salvetti: "Tutto si è svolto senza problemi, anche se chiaramente la clientela è sensibilmente diminuita", hanno detto in coro i gestori. Per offrire un servizio migliore, e garantire maggior sicurezza ai clienti, i titolari di bar e ristoranti hanno ingaggiato di tasca propria due vigilanti per sorvegliare gli ingressi alla via. "Ce la stiamo mettendo tutta - sostiene Massimo Stagno della Cantina Nardi - e i livornesi si sono meritati un bel 10". Tuttavia quello appena passato potrebbe essere stato l'ultimo weekne di aperitivi dopo le 18: il nuovo Dpcm infatti potrebbe prevedere la chiusura per tutti i locali a partire dalle 18. 

Andrea Buonanni (Botanic): "Qualche cliente in meno, ma l'importante è poter continuare a lavorare"

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"È andato tutto bene, c'è stato movimento, anche se un po' meno del solito - racconta Andrea Buonanni, titolare del Botanic -. In tanti avevano già prenotato al tavolino e durante la serata è passato anche il sindaco a fare un saluto: si è mostrato molto disponibile ed è rimasto estremamente soddisfatto delle misure applicate. Abbiamo messo anche del personale di sicurezza che ha il compito di sensibilizzare su quelle che sono le norme da rispettare, come utilizzo di mascherine e gel disinfettanti. Ovviamente questo tipo di provvedimento ci penalizza - prosegue -, gli incassi non possono essere i soliti: noi lavoriamo molto con la bevuta al bancone ed abbiamo dimezzato di un terzo le consumazioni, anche perché abbiamo solamente 20 posti a sedere. L'importante comunque è non arrivare alla chiusura totale, in modo da poter quanto meno riprendere le spese". 

Francesco Ceccarini (Danko): "Affluenza in calo, speriamo non arrivino misure ancor più restrittive"

"Visto che il tempo era un po' ballerino - afferma Francesco Ceccarini, gestore del Danko - non c'è stata molta affluenza, ma immagino sarebbe stato così anche con condizioni meteo migliori, dato che anche nei giorni scorsi abbiamo avuto meno clientela. Siamo quindi riusciti a tenere tutto sotto controllo. Noi comunque alle 21 chiudiamo e lavoriamo soprattutto con colazioni, pranzi e merende, di conseguenza questi nuovi provvedimenti ci toccano un po' meno. Certo che se poi dovessero arrivare misure ancora più restrittive - aggiunge - sarebbe davvero complicato: noi siamo attrezzati per il delivery, ma questo dovrebbe rappresentare solamente una piccola parte del nostro lavoro quotidiano".

Massimo Stagno (Cantina Nardi): "Livornesi responsabili, un nuovo lockdown ci metterebbe in ginocchio"

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"Questo è stato il primo weekend con le nuove regole - dichiara Massimo Stagno della Cantina Nardi - ed è andato abbastanza bene, anche se come era prevedibile non c'è stata tantissima gente. Non ci sono stati assembramenti né problemi alcun tipo. Noi abbiamo allestito entrambi i locali con tavolini e posti a sedere distanziati, abbiamo messo in menù anche la cena oltre all'aperitivo e in via Cambini è entrato soltanto chi aveva la prenotazione. Noi negozianti della strada abbiamo ingaggiato di tasca nostra due vigilanti ai due accessi della via per controllare la situazione e aiutarci a mantenere l'ordine".  

"L'atmosfera generale? La gente sembra un po' rassegnata - continua Stagno -, ha accettato le nuove modalità, ma ha ancora voglia di uscire, vivere la città e stare in compagnia seguendo le regole. Non è la situazione ideale, ovvio, e da un punto di vista economico è una tragedia: il calo di entrate è enorme e i numeri parlano chiaro, lavoriamo meno della metà di prima, ma meglio così che un nuovo lockdown o un coprifuoco che ci metterebbe in ginocchio. Alle 23 non abbiamo neanche dovuto dire niente ai clienti, erano tutti consapevoli dei nuovi orari e hanno lasciato i locali autonomamente. Ai livornesi do un bel 10". 

Giulio La Rosa (La Casina di Alice): "Presenze ridotte della metà, si respira un clima di terrorismo psicologico"

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"Il primo venerdì con le nuove restrizioni è andato bene da un punto di vista della gestione dell'ordine - spiega Giulio La Rosa de La Casina di Alice -, molto meno se si guarda alle presenze. Abbiamo registrato un calo almeno del 50% rispetto a prima. Si respira un clima di terrorismo psicologico che porta le persone ad avere paura di uscire: nella maggior parte dei locali però la situazione è sicura: abbiamo fatto importanti investimenti per garantire sicurezza, igiene, distanziamento. Le notizie che arrivano da più parti non fanno ben sperare - aggiunge -. L'Istituto superiore di sanità sta spingendo verso la chiusura totale, noi per adesso continuiamo a lavorare a testa bassa accogliendo i nostri clienti con la cura di sempre".

Giovanni Sambaldi (Mad Sushi): "Massima sicurezza per i clienti"

"Direi che è andata direi bene - afferma Giovanni Sambaldi del Mad Sushi, aperto solamente lo scorso mercoledì -. Per quanto riguarda il nostro lavoro abbiamo fare delle modifiche: non abbiamo potuto ad esempio servire i cocktail ed i calici di vino al bancone e questo ovviamente riduce i clienti. Abbiamo comunque offerto il servizio al tavolo, con i clienti che hanno unito l'aperitivo alla cena. Un ulteriore inasprimento delle restrizioni colpirebbe soprattutto quelli che fanno soltanto aperitivi: noi che facciamo il delivery, da questo punto di vista, saremmo più fortunati". 

Simone Quercioli (Sketch): "Si lavora meno ma l'importante è restare aperti"

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"Non ci possiamo lamentare, la gente si è già abituata a prenotare e rispettare le regole - racconta Simone Quercioli, titolare dello Sketch -, non c'è stato l'afflusso a cui eravamo abituati ma abbiamo comunque lavorato. La nostra proposta è stata ampliata aggiungendo piatti e taglieri così da poter offrire anche un menu per la cena. Stiamo facendo il possibile per continuare a lavorare in sicurezza, non c'è paragone rispetto prima ma adesso l'importante è riuscire a tenere aperti i locali". 

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