Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Centro / Via della Posta

Occupazione simbolica di un palazzo sfitto, Asia-Usb: "Le case ci sono, usiamole per l'emergenza abitativa"

Associazioni inquilini e sindacato hanno occupato per qualche ora un edificio vuoto di proprietà dell'Inps in via della Posta: "Non diciamo no ai prefabbricati del Comune, ma prima si faccia un censimento degli immobili sfitti per dare un'abitazione definitiva a chi ne ha diritto"

Un'occupazione simbolica, dimostrativa. Per ribadire il concetto che, a Livorno, "abitazioni sfitte per fronteggiare l'emergenza abitativa ce ne sono eccome". Oltre 200 soltanto di Casalp, sostengono le associazioni degli inquilini, e dal censimento di queste, piuttosto che dalla soluzione temporanea dei prefabbricati individuata dal Comune (comunque di concerto con sindacati e associazioni, ndr), bisogna partire per dare una casa definitiva a chi ne ha diritto, ovvero a quelle famiglie attualmente in graduatoria e in attesa di un alloggio Erp. Famiglie che, sostenute dal sindacato Asia-Usb, ieri 6 febbraio hanno appunto dato vita a un'azione dimostrativa in via della Posta, occupando per qualche ora un palazzo semi abbandonato di proprietà dell'Inps.

occupazione stabile inps via della posta1-2

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Il piano dell'amministrazione per fronteggiare l'imminente emergenza sfratti (il 30 giugno verrà meno il blocco indicato nel decreto Milleproroghe) prevede infatti l'acquisto di una ventina di moduli abitativi come soluzione temporanea."Ma sappiamo tutti che poi diventa una soluzione definitiva - hanno protestato i manifestanti -. Prima bisogna censire tutti gli alloggi di proprietà del Comune, di Casalp e di altri enti che sono sfitti, perché da una prima stima soltanto quelli di Casalp sono 220".

Ceraolo:"Censire gli alloggi sfitti di Casalp e di tutti gli enti prima di arrivare ai prefabbricati"

"È vero che come Asia abbiamo dato il nostro ok alla soluzione dei prefabbricati - ha quindi spiegato Giovanni Ceraolo, rappresentante del collettivo Asia -, ma vogliamo chiarire la nostra posizione. Prima dobbiamo fare un censimento di tutti gli alloggi pubblici sfitti, a partire dalle case popolari, perché 220 alloggi di Casalp sono vuoti e a questi vanno aggiunti tutti gli appartamenti dei vari enti come questo palazzo di proprietà dell'Inps".

"L'azione dimostrativa di stamani (ieri, ndr) - ha concluso Ceraolo - è proprio per ribadire questo concetto. La soluzione delle baracche è la via più semplice: il Comune trova un terreno e ci mette i prefabbricati, ma questa non può essere la prima scelta perché sappiamo tutti che queste soluzioni diventano presto definitive. Prima di arrivare a tanto, dunque, l'amministrazione comunale deve fare uno sforzo con gli enti e reperire tutti gli alloggi sfitti: se non dovessero bastare, allora si penserà ai prefabbricati. Ma non prima". 

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