Cronaca

Focolaio a Villa Serena, Usb: "Denunciata la lentezza nell'effettuare tamponi ad anziani e operatori"

Lo sfogo del sindacato dopo che nella struttura sono risultati positivi 35 ospiti: "Un plauso comunque ai dipendenti che lavorano sempre in condizioni difficili"

L'Unione sindacale di base ha espresso tutto il suo rammarico per il recente focolaio a Villa Serena dove 35 anziani e 6 operatori sono risultati positivi al Coronvirus dopo lo screening effettuato all'interno della struttura. Il sindacato punta il dito, prima di tutto, sulla prevenzione: "Avevamo già denunciato la lentezza nell'effettuare i tamponi sia agli ospiti sia agli operatori. In quest'ultimo caso sono stati effettuati i cosiddetti test rapidi e non quelli molecolari e ci chiediamo come mai per ospiti e operatori non siano state messe in campo dall'Asl delle procedure ad hoc per velocizzare l'effettuazione dei tamponi".  

Usb, tuttavia, difende l'operato di chi lavora nell'Rsa: "La loro esperienza, serietà e competenza non è mai stata messa in dubbio da nessuno e con questa frase vorremmo solo far presente la disparità di trattamento economico rispetto ai loro colleghi assunti direttamente dalla Asl. Lavorare in questi luoghi vuol dire indossare per 7 ore (10 di seguito per i turni notturni) pesanti Dpi assolutamente necessari, ma che ovviamente rendono difficoltoso e più faticoso il lavoro che viene svolto. Vuol dire stare a contatto con centinaia di pazienti, molto spesso non autosufficienti, che praticamente non vedono da mesi i propri cari che hanno dovuto ovviamente cambiare tutte le proprie abitudini. Vuol dire affrontare una situazione straordinaria mettendo tutta la determinazione e la serietà possibile affinché si possa tornare a casa senza aver contratto il virus, ma soprattutto con la responsabilità di aver svolto il proprio lavoro senza mettere a rischio la vita di centinaia di persone".

Il sindacato, infine, prova a spiegare come, secondo la sua opinione, si sarebbe diffuso il Covid all'interno di Villa Serena: "I dispositivi indossati non danno mai una copertura al 100% e spesso i pazienti sono accompagnati per visite mediche in ospedale dove entrano in contatto necessariamente con persone esterne in luoghi sempre a rischio. Senza contare che  all'interno delle strutture ci sono pazienti con svariate patologie, alcune di essi sono difficilmente 'controllabili' in ogni momento". 

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