rotate-mobile
Cronaca

Violenza sulle donne | Un arresto ogni 15 giorni e quattro denunce a settimana in provincia di Livorno: i dati dei carabinieri

Più di venti le persone arrestate, 188 quelle denunciate soltanto quest'anno. L'impegno dei militari dell'arma per contrastare ii fenomeno della violenza di genere

La caserma del comando provinciale colorata di arancione, ovvero il colore della campagna dedicata alla promozione dell'uguaglianza di genere e dell'emancipazione della donna. Le iniziative e gli incontri allo scopo di diffondere informazioni utili per chi ha bisogno di aiuto. E, ancora, la partecipazione sentita a numerosi eventi in programma sabato 25 novembre. È questo l'impegno messo in campo dai carabinieri in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Un impegno che, tuttavia, meglio spiegano i numeri emersi dall'attività quotidiana dei militari dell'Arma in provincia di Livorno dove, solo quest'anno, si registrano 23 arresti (uno ogni quindici giorni) di cui undici in flagranza di reato e dodici in esecuzione di provvedimenti dell'autorità giudiziaria, 188 denunce in stato di libertà (più di quattro a settimana, sei allontanamenti dalla casa familiare e 20 provvedimenti di divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi da lei abitualmente frequentati.

"Tutti i militari dell'Arma di Livorno - dicono dal comando provinciale di viale Fabbricotti -, in maniera empatica e grazie agli strumenti in loro possesso, sono quotidianamente impegnati a fornire aiuto e supporto a tutte quelle donne che si trovano in difficoltà, cercando di trasmettere loro la consapevolezza che insieme si può uscire da situazioni di violenza". Tema quanto mai attuale alla luce dei continui femminicidi. "Ma ci sono anche altre situazioni -precisano dall'Arma - solo in apparenza meno gravi che insidiano quotidianamente le donne: tra questi troviamo il fenomeno comunemente denominato stalking, che corrisponde al reato di 'atti persecutori' (art. 612-bis c.p.), ma anche i casi di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) e percosse (art. 581c.p.)".

L'invito dell'Arma è da sempre quello di rivolgersi alla caserma più vicina non solo per denunciare tutti quei fenomeni che possono avere i connotati della violenza, in qualunque forma venga espressa, senza attendere che questa divenga fonte di disagio, paura o addirittura pericolo, ma anche per un confronto su come gestire una situazione che si sta vivendo ma che non si riesce a comprendere a pieno. La funzione sociale del carabiniere è anche quella di offrire un consiglio ma, se necessario, un aiuto concreto, senza esitare né rimandare, ogni qualvolta si venga aggrediti o minacciati di aggressione fisica, a maggior ragione con l'uso concreto o potenziale di armi, quando si subisca violenza psicologica e quando si sta fuggendo con i propri figli da un contesto di pericolo per la propria e la loro incolumità.

Violenza sulle donne, in Toscana 138 femminicidi dal 2006 a oggi: i numeri 

Violenza di genere, gli strumenti dei carabinieri per combattere il fenomeno

Da sempre in prima linea contro ogni forma di violenza, i Carabinieri si sono dotati di diversi e specifici strumenti a partire dalla Sezione Atti Persecutori – collocata nell'ambito del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche – che da oltre un decennio svolge attività di studio ed analisi del fenomeno, elaborando valutazioni sui fattori di rischio in favore dei reparti distribuiti su tutto il territorio nazionale e programmi di formazione del personale. Uno dei supporti concreti forniti dal Reparto è il "prontuario operativo", un importante documento contenente le migliori pratiche per la gestione dei casi, nonché corsi basici e specialistici per i militari. A questo si aggiunge, sin dal 2014, la "Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere", strutturata su marescialli e brigadieri delle articolazioni investigative territoriali e formati presso l'Istituto Superiore di Tecniche Investigative attraverso specifici corsi.

Tra gli ulteriori protocolli ricordiamo l'accordo operativo sottoscritto lo scorso 17 novembre 2021 con il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (CNOP), che ha l'obiettivo di fornire specifici elementi di psicologia comportamentale per migliorare le capacità di interazione con le vittime vulnerabili, sia nel primo contatto in situazioni di emergenza, sia nel successivo percorso di formalizzazione della denuncia.

Non da ultimo l'Arma ha partecipato alla realizzazione ed utilizza attivamente il sistema "Scudo", una banca dati dedicata, volta a fornire ai militari, nell'immediatezza degli interventi, un quadro informativo completo su eventi pregressi e soggetti coinvolti e quindi, anche alla luce del "Codice Rosso", adottare sin da subito provvedimenti a tutale delle vittime vulnerabili – donne e minori.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Violenza sulle donne | Un arresto ogni 15 giorni e quattro denunce a settimana in provincia di Livorno: i dati dei carabinieri

LivornoToday è in caricamento