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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Cultura

Pellegrini, quando la musica è di casa: padre e figlio insieme nel Duo Magenta

"Babbo ha un orecchio assoluto", dice Maestro Francesco. "E io da lui ho imparato a stare sul palco". Presto ci saliranno insieme, con il duo che omaggia la 'loro' piazza

Andrea Pellegrini, 55 anni,  è un musicista, jazzista per la precisione, così come musicisti erano e sono praticamente tutti i componenti della sua famiglia. Francesco Pellegrini (classe 1984), suo figlio, è un pezzo di questo puzzle musicale. Un musicista dalla doppia identità artistica: fagottista classico allievo di Paolo Carlini, tra i più grandi al mondo, e chitarrista della rock band "The Zen Circus", reduce da Sanremo e attesa da migliaia di fan al Paladozza di Bologna il prossimo 12 aprile. Insieme, Andrea e Francesco (nella foto di Valentina Cipriani), sono il Duo Magenta, formazione appena nata che unisce le anime di questi due artisti e restituisce una cosa completamente nuova. Un'altra ancora. Un nome che deriva da un colore che nasce dall'unione del blu, rassicurante come l'autorità paterna, e del rosso che rappresenta la passione giovanile. E poi è un omaggio a una piazza di Livorno dove hanno vissuto tanti anni.

"Suoniamo brani che ho appositamente scritto o riarrangiato – racconta Andrea – è un jazz che riprende gli stili degli anni Ottanta e Novanta, un jazz aperto che mantiene però un profondo rispetto per il linguaggio della tradizione. Non c’è una fusione fasulla, quella si sente, è una fusione di stili onesta fatta di profonda conoscenza e ricerca". Andrea e Francesco avevano già suonato insieme nell'album dedicato a Piero Ciampi "Fino all'ultimo minuto" in cui c’è una ghost track bellissima che si scopre soltanto ascoltando tutto, appunto, fino all'ultimo minuto, interpretata proprio da Pellegrini junior.

"Ci è piaciuto suonare insieme e mi ha sorpreso, e anche lusingato, che Francesco in questo nuovo progetto abbia scelto di suonare brani soltanto miei". "Aveva composto la Suite Tolkeniana, ispirata alla mitologia di Tolkien, e mi sembrava che il fagotto fosse adatto a quelle sonorità – fa eco 'Maestro Francesco' – è stato un esperimento e da lì siamo partiti con questo progetto".

Suonare insieme per due artisti vuole dire anche, e soprattutto, mettersi a nudo e scoprire una parte di sé, e tra genitori e figli non è certo cosa facile. "Non mi aspettavo a 55 anni di imparare così tanto, proprio da un punto di vista musicale, da Francesco che ne ha 33 – prosegue Andrea –. Ho capito che i musicisti rock hanno tantissimo da insegnare, hanno un senso 'drammatico' della scena che manca a molti musicisti jazz, per esempio. Un rocker sa sempre cosa fare sul palco. E questo l'ho imparato da mio figlio".

"Sono io che apprendo continuamente da mio padre - assicura Franceso -, ho iniziato a suonare con i miei genitori da piccolissimo e dopo un periodo di allontanamento musicale ci siamo ritrovati, al momento giusto. Mio padre è un musicista incredibile, ha l'orecchio assoluto. E mi sta insegnando ad andare verso l'improvvisazione, a buttarmi quando io invece sono molto restìo e più legato alla partitura". Insieme hanno vissuto anche la recente esperienza sanremese: "Sono stato lì con lui una settimana, è stata un'esperienza folle, molto forte e istruttiva - dice ancora Andrea - e ho capito che, anche lì, la disciplina che Francesco ha acquisito nei tanti anni di studio e di live è servita ad affrontare situazioni piene di contraddizioni".

Resta solo che aspettare il debutto del Duo Magenta? "Quando? Presto. Appena avremo tutto il repertorio incideremo anche un disco e testeremo i brani davanti al pubblico", conclude Francesco.

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