Il senso del ridicolo, Ascanio Celestini e Matteo Caccia tra gli ospiti in programma domenica 29 settembre

Ultimo giorno di eventi per il festival dell'umorismo. In scena anche Marco Belpoliti con un reading su Primo Levi dal titolo "Direi che era un umorista. Ridere con Primo Levi"

Terza e ultima giornata della quarta edizione "Il senso del ridicolo", il festival dell'umorismo diretto da Stefano Bartezzaghi che da venerdì scorso anima la Venezia con incontri sempre sold out e una partecipazione andata oltre le migliori previsioni. Dopo il successo di sabato 27 settembre per Paolo Virzì, Bobo Rondelli e, in serata, Silvio Orlando, domenica 28 sarà Ascanio Celestini (nella foto di Najjar88, licensa Creative Commons) l'ospite più atteso della manifestazione promossa da Fondazione Livorno e gestito e organizzata da Fondazione Livorno - Arte e Cultura.

Il Senso del Ridicolo, il programma della giornata conclusiva

Questo il programma dettagliato della giornata:
Alle 10, ai Bottini dell'Olio, la giornalista Sofia Gnoli mette in ridicolo le stravaganze più esilaranti della moda nell'incontro "Stravaganze di moda. Da Maria Antonietta a Lady Gaga".
Dalle oniriche parrucche realizzate nel Settecento dal parrucchiere parigino Leonard, pare in stato di ebbrezza, passando per le folli creazioni di Elsa Schiaparelli, per arrivare ai travestimenti di Anna Piaggi e all'abito di carne di Lady Gaga, questo incontro è un piccolo viaggio al confine tra moda e ridicolo.
Ingresso 3 euro

In Piazza del Luogo Pio, alle 11.30, Ascanio Celestini si interroga sul genere della barzelletta, convinto come è che esse possano rivelare a noi stessi il fondo oscuro della nostra mentalità collettiva, nell'incontro "Storielle-telling".
Nel mondo delle barzellette tutti i bambini sono pestiferi, tutti gli scozzesi sono avari, tutti i tedeschi sono efficienti e stolidi, tutte le suocere sono insopportabili e tutti i carabinieri… Beh, lo sappiamo. Un attore che è anche un ricercatore nel campo della cultura popolare, dopo le fiabe, le storie di guerra, le storie di manicomio, le canzoni, esplora il genere della barzelletta. Chi le inventa, cosa ci dicono, perché ci fanno ridere, cosa sono, alla fine, le barzellette?
Ingresso 3 euro

il senso del ridicolo virzì rondelli giovannini (8)-2

Alle 15, ai Bottini dell'Olio, nell'incontro "Direi che era un umorista. Ridere con Primo Levi" il giornalista Marco Belpoliti ha scelto per noi pagine ironiche e umoristiche dell'autore di "Se questo è un uomo" nel centenario della sua nascita, pagine che verranno lette da una delle voci teatrali più forti e affermate dei nostri anni, quella dell'attrice Federica Fracassi. 
Il "Direi che era un umorista" lo scrisse il musicologo Massimo Mila nel giorno in cui Primo Levi, suo amico personale, morì tragicamente. A più di trent'anni da quel giorno e a cento dalla nascita, il più grande esperto di Primo Levi ha raccolto pagine che dimostrano come Mila non si sbagliasse in merito all'autore che tra le sue fonti di ispirazioni dichiarò il "Libro di Giobbe" ma anche "Gargantua e Pantagruel". Federica Fracassi nell'ultima parte dell'incontro parlerà con Sara Chiappori della propria vocazione comica, nascosta in una carriera a dominante drammatica.
Ingresso 3 euro

Alle 17.30, in Piazza del Luogo Pio, le sapienti digressioni di Bruno Gambarotta con Stefano Bartezzaghi sulle nostre infinite attenzioni al cibo, fra la squisitezza e la ghiottoneria, nel "Bruno Brunch". 
Programmato inizialmente in un'ora perfettamente intermedia fra la prima colazione e la seconda, detta anche pranzo, poi spostato per ragioni logistiche all'ora della merenda, l'incontro con Bruno Gambarotta ci ricorderà il vantaggio che egli ha preso su tutti noi. Quando nessuno lo faceva ancora è stato infatti lui il primo a parlare di cibo, raccontando le avventure del fagiano Jonathan Livingston e svelando i misteri del Codice Gianduiotto. Il riso è anche cibo, del resto; riso e cibo passano entrambi dalla lingua e condividono la stessa sede: la pancia.
Ingresso 3 euro

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E per chiudere in bellezza, prima della proiezione del film di Woody Allen "Harry a pezzi" (Teatro Vertigo alle 21, ingresso 3 euro), alle 18.45 a Piazza del Luogo Pio una serata di storie livornesi e di livornesità, condotta e ideata da un habitué del festival, l'attore, conduttore radiofonico e animatore di narrazioni collettive Matteo Caccia: "E non dite che non sono di Livorno".
Le storie raccontano meglio di ogni spiegazione, dicono chi siamo senza indicare. Un manipolo di livornesi salirà sul palco per raccontare davanti ad un microfono e ai propri concittadini un pezzo della loro vita, una storia accaduta loro in città o fuori. Un insieme di racconti che disegnerà una piccola mappa di chi sono i Livornesi attraverso una serata di racconti dal vivo in prima persona condotta e ideata da Matteo Caccia.
Ingresso 3 euro

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