Primo anno da sindaco, il bilancio di Salvetti: "Fatto molto, in ritardo sui rifiuti. Il futuro? Guardiamo oltre la Variante"

L'analisi del primo cittadino: "In 12 mesi abbiamo dato il via al 70% del nostro programma, mi auguro di vedere le ruspe per la Darsena Europa. Aree produttive non ce ne sono, per rendere il territorio attrattivo e creare lavoro dobbiamo espanderci, ma serve una riflessione seria"

Facile elencare le cose belle, dalla mostra di Modigliani alla firma sull'accordo di programma per il nuovo ospedale, passando per il lavoro sui quartieri nord, la riorganizzazione della macchina comunale, quella per la nuova governance di Aamps e infine l'intesa con Tirrenica per i parcheggi, con l'eliminazione di oltre 6mila stalli blu. Più difficile, invece, parlare delle problematiche relative all'intera gestione dei rifiuti, alla quale al momento non si può dare più di un "5 in pagella", pensare a ridisegnare la città, coinciliando ambiente e sviluppo economico in modo tale da non stravolgere il territorio ma, al tempo stesso, creando opportunità di lavoro, e, più di ogni altra cosa, trovarsi a gestire un'emergenza sanitaria mai vista. 

Luca Salvetti, eletto nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2019, non si tira però indietro nel giorno in cui, martedì 16 giugno, presenta alla stampa il bilancio del primo anno di mandato da sindaco di Livorno. Lo fa onestamente, passando velocemente in rassegna i momenti esaltanti di questo inizio di avventura per lasciare ampio spazio alle domande dei giornalisti presenti. Al suo fianco, i segretari della coalizione che lo ha sostenuto durante e dopo la campagna elettorale (Federico Mirabelli, Pd; Marco Talini, Futuro; Gabriele Benucci, Casa Livorno; Marco Chimenti, Articolo Uno), e la ginuta al completo, fatta eccezione della nuova vicesindaco fresca di nomina, Libera Camici.

Il modello Livorno: impegno e ascolto per ripartire

"Dicono che per cambiare una città servano dieci anni - attacca Salvetti -, ma il nostro orizzonte temporale è più breve ed è fissato in cinque anni. Del primo, in cui abbiamo fatto molto, sono molto soddisfatto. Ne restano altri quattro per completare un programma che abbiamo già avviato per il 70% e che dovrà prevedere sviluppo e una rivoluzione nella gestione dei rifiuti". "Sono stati mesi intensi, a partire dalla campagna elettorale - dice il sindaco - fino all'elezione, uno dei momenti più emozionanti della mia vita. E poi nove mesi bellissimi, in cui la gente credo si sia resa conto di avere a che fare con persone perbene che vogliono dare un contributo a questa città, ed altri tre durissimi, che sono però serviti come banco di prova e in cui si è vista la dedizione di questa squadra. Adesso viene il difficile, la ripartenza, perché la gente, anche giustamente, vuole tutto e subito, attanagliata com'è dalla crisi. Ma noi dovremo essere un punto di riferimento, seguendo il 'modello Livorno' che fin qui ha funzionato, quello dell'impegno e dell'ascolto".  

Rifiuti, una rivoluzione da compiere in 4 anni

"Cosa non siamo riusciti a fare? Sicuramente migliorare la gestione dei rifiuti - ammette Salvetti -. Onestamente, a guardare la città non possiamo dare un voto più alto di 5. L'impatto è stato limitato, ma al di là del Covid è impensabile stravolgere un sistema senza intervenire con scelte che ricadrebbero sull'occupazione e sui bilanci. Intanto è stato importante riorganizzare la governance di Aamps con la nomina di un amministratore unico e quella imminente di un direttore generale. Entro la fine dell'estate, poi, usciremo dal concordato e spero che già da novembre ci sia un approccio differente al cassonetto e al mastello. Nei prossimi 4 anni, infine, completeremo la rivoluzione della gestione dei rifiuti". 

Sanità, dal nuovo ospedale alle case della salute

Un flash ancora sulle cose belle (la visita del presidente della Repubblica e lo sgombero della Chiccaia, dove "tutto è avvenuto regolarmente grazie al dialogo con le famiglie"), prima di parlare di sanità, porto e sviluppo economico. "La firma sull'accordo di programma per il nuovo ospedale mi riempie d'orgoglio - dice Salvetti - ma intorno deve continuare a muoversi tutto il discorso sulle case della salute, come quella che stiamo realizzando in Corea, e guardare non solo al contenitore ma al contenuto, mantenendo qua le eccellenze che abbiamo e attirandone altre". 

Porto, l'attesa per le ruspe nella Darsena Europa

"Il porto? Oggi (ieri, ndr) il presidente dell'Autorità di sistema portuale era a Genova per fare ulteriori prove legate al progetto della Darsena Europa - dice Salvetti -: siamo fiduciosi che queste prove vadano nella miglior maniera possibile e che quindi quel progetto possa rappresentare il punto di inizio. Vorrei vedere le ruspe in quell'area lì, ce le aveva promesse sette mesi fa e le stiamo aspettando". "Contemporaneamente - continua il sindaco - c'è tutto un lavoro di contatti e rapporti che puntano a a cancellare i 12-13 ricorsi al momento pendenti nell'area portuale. Spero di poter dare un contributo e più che altro di mettere insieme le varie volontà, poi è l'Autorità di Sistema che naturalmente deve gestire tutto".

Siti produttivi, lavoro e sviluppo: andare oltre la Variante si può

L'ultimo "cruccio" arriva in chiusura di conferenza, quando al sindaco si chiede un aggiornamento sui siti produttivi, o potenzialmente tali, che possano attirare investitori e creare quindi opportunità di lavoro. "La questione è complessa, serve una riflessione seria. Di zone che noi possiamo adibire a nuovi insediamenti produttivi ce ne sono poche - dice Salvetti -. Con l'assessore Simoncini avevamo avuto l'idea di fare un censimento dei vari siti, provato anche a chiedere quanto costassero i capannoni della Trw ma è improponibile per una amministrazione comunale. E questo mi dispiace perché ci sono dei proprietari che preferiscono tenerla in quelle condizioni piuttosto che restituirla alla città per farci qualcosa".

"Al di là di questo - prosegue il sindaco - se noi guardiamo la cartina di Livorno emerge che fino ad oggi abbiamo voluto rimanere all'interno di una cintura che è molto chiara, ed è quella della Variante Aurelia. Se noi continuiamo a voler rimanere lì e solo lì, di aree a disposizione per nuovi insediamenti produttivi ce ne saranno veramente poche. Però poi dovremmo lamentarci un po' meno se il lavoro a Livorno non arriva. Quindi in maniera seria dobbiamo ragionare su questo, dicendo naturalmente che l'espansione non potrà essere scriteriata, perché c'è tutta la parte ambientale a cui noi teniamo tantissimo, ma basta guardare la cartina per capire che siamo stretti in una cintura".

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E questa amministrazione è disposta ad andare oltre? "È il titolo del nostro programma, quindi dico sicuramente di sì. Però dobbiamo pensarci con tutte le componenti della città e tutte le forze politiche - conclude Salvetti - perché quella può essere la strada. Ripeto, non senza criterio ma con la consapevolezza che questo territorio è attrattivo se ha delle aree da poter mettere a disposizione anche in rapporto col comune di Collesalvetti. Il fatto di poter fare un piano strutturale insieme potrebbe essere una soluzione. Ma se vogliamo dei nuovi insediamenti produttivi, considerato che da una parte c'è il mare, a nord la raffineria e lo scolmatore e dall'altra parte Montenero, dobbiamo ragionare su dove vogliamo andare".

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