Il monito di Bottai (Partito Comunista): "Il fascismo di Amadio? Grave il silenzio di destra e sinistra"

Il segretario provinciale del PC: "Fino a quando esisteranno certi personaggi, l'antifascismo non sarà mai anacronistico. E non si cambino poi le carte in tavola o non ci si riscopra partigiani all'occorrenza"

Lenny Bottai (Pc) e Marcella Amadio (Fdi)

Lo scontro, una settimana fa, davanti alle telecamere di Telecentro2. Quando, dal confronto politico sulla sicurezza, si è arrivati a parlare di fascismo e neofascismo. Protagonisti della discussione, il segretario provinciale del Partito Comunista, Lenny Bottai, e la ex consigliera di Alleanza Nazionale, oggi in odore di candidatura alle elezioni regionali in quota Fratelli d'Italia, Marcella Amadio. Che, provocata da Bottai, non ha nascosto la propria simpatia verso il fascismo e i suoi simboli rappresentativi. Un'ammissione che, se nei contenuti non ha sorpreso il segretario comunista ("inclinazioni che conoscevamo benissimo"), scandalizza invece lo stesso Bottai per la mancata reazione da parte del mondo politico "cosiddetto democratico, istituzionale e non". Mondo che Bottai, con una nota, richiama a un'assunzione di responsabilità.

Bottai: "Fratelli d'Italia non voleva essere accostato al fascismo, ma..."

"Ho aspettato alcuni giorni per inviare questa nota - scrive Bottai -, forse perché un po' mi aspettavo (ed avrei desiderato) una reazione del mondo politico, istituzionale e non, quello cosiddetto democratico; lo stesso che il 25 aprile magari ci vorrebbe parlare dell'importanza della resistenza, da cui nasce la nostra Repubblica, evidentemente solo per prassi consolidata". 

"Mercoledì scorso ero ospite in tv a parlare di sicurezza insieme ad un noto rappresentante del partito di Fratelli d'Italia - prosegue Bottai -, quella forza politica che alle ultime amministrative ha raggiunto il ballottaggio con il suo candidato Romiti, e che, più volte, per tentare di convincere gli elettori livornesi ha sottolineato quanto sbagliato sia l'accostamento di questo partito di destra al fascismo. Quella forza che a più riprese ha chiesto di poter avere l'agibilità politica in questo territorio e di non essere contestata dagli antifascisti, definiti pretestuosi e fuori tempo massimo".

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Bottai: "Superato il limite della decenza, non solo a sinistra dovrebbero indignarsi"

"Preciso subito che io non sono mai stato e non sarò mai uno che utilizza questo termine come spauracchio, perché quando usato in maniera strumentale risulta deleterio perché normalizza una cosa che deve invece essere sempre ritenuta grave - spiega Bottai -. Il sacrosanto concetto di conservare l'antifascismo come principio, non solo costituzionale ma di vita, per me, deve essere esercitato solo quando serve veramente, ma quando serve, serve, e non ci sono sconti".  "Quindi, quando Marcella Amadio, ex consigliera comunale e prossima candidata regionale per FdI, anni fa bersagliata dalla curva proprio per inclinazioni che si conoscevano benissimo, mentre buona parte della cosiddetta sinistra di allora si indignava per uno striscione dedicatogli che la raffigurava appesa a testa in giù (non a caso...) e che costò anche diverse diffide, si è permessa di dire pubblicamente in diretta che a lei il neofascismo piace tanto, che ha una bella celtica, che la porta con orgoglio e che se fosse necessario avrebbe fatto anche il saluto romano, ho ritenuto quel limite di decenza superato e tutti glielo avrebbero fatto notare, non solo a sinistra, ma anche nel suo stesso partito".

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"Nessuno spazio al fascismo, vecchio o nuovo che sia"

"Sia chiaro, per me niente di nuovo - prosegue Bottai - , l'ho provocata volutamente perché nell'ultima trasmissione negava questa inclinazione (risaputa) ad un ragazzo del Fronte della Gioventù comunista, il quale la incalzava tra le giustificazioni che lei trovava per dribblare le sue contraddizioni. Ma presa d'orgoglio da me Marcella, impulsiva e molto limitata, ha vomitato un pensiero (peraltro apologia di fascismo) che non deve ora passare in secondo piano. Sono solo parole, certo, ma se passano in sordina, visto che ha un ruolo non secondario, allora non si dica più ai ragazzi che rivendicano che certi partiti non debbono avere nessuna agibilità in città che sbagliano. Perché al fascismo, nuovo o vecchio, non si concede nessuno spazio, e non si combatte cantando 'bella ciao' in piazza con le sardine oppure dalla scalinata del Comune dopo aver vinto le amministrative".

"Destra e sinistra si assumano la responsabilità di certi scempi"

"Invece a quanto pare oggi si è abbassato tanto la guardia da permettere certi scempi senza nessuno scandalo -sottolinea il segretario del Partito comunista -. E sia chiaro che non è un lamento, un piagnisteo, ma un monito politico, un'intimazione di prendersi tutti le proprie responsabilità, al mondo politico e agli organismi di controllo, di prendere atto che fino a che esisteranno personaggi che si definiscono pubblicamente e liberamente neofascisti, ci saranno tanti che avranno pieno diritto di definirsi antifascisti. Inutile scandalizzarsi poi se quando organizzano i comizi vengono assediati da contestazioni ed allora fanno le vittime appellandosi alla democrazia".

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"La destra locale - conclude Bottai - si ricordi quindi che dopo non ci sarà tempo per cambiare le carte in tavola, così come la sinistra non si riscopra 'partigiana' quando converrà, altrimenti la coppa Barontini diventa davvero solo una gara remiera, e non lo è! Concludo dicendo e rivendicando che la curva allora, la mia curva sottolineo, come vale per tante altre cose di quel periodo e percorso che è chiuso ma che io porto sulla pelle orgogliosamente, aveva pienamente ragione". 

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