Scuola

"Benci, la scuola che cammina": ecco il progetto di didattica itinerante alla scoperta della città

Tre giorni a settimana di lezione nei luoghi simbolo di Livorno e due in classe: "Facciamo conoscere la storia e formiamo i cittadini di domani"

Pensate a una scuola senza muri, banchi, sedie, lezioni soltanto frontali, lavagne. Una scuola in cui bambini e insegnanti dialogano con Madre Natura e attraversano la città guardandosi intorno e osservando nel profondo tutto ciò che ci circonda. Sembra un sogno, ma se ci crede e si mettono insieme fiducia e forza di volontà i sogni, a volte, diventano realtà. Ed è il caso del progetto "Benci, la scuola che cammina", nato in seno a una delle scuole elementari più complesse della città, con un alto tasso di immigrazione e classi in cui si incontrano bambini di tante nazionalità diverse. Storie diverse, lingue diverse, caratteristiche che invece di creare un muro, come spesso purtroppo avviene, fanno da ponte per costruire i cittadini del futuro. Il progetto "Benci, la scuola che cammina", che coinvolge per il momento cinque classi (due prime, due seconde e una quinta) prevede tre uscite a settimana in luoghi simbolo della città - Fortezza Nuova, piazza XX settembre, Parterre, Scoglio della Regina e Parco dell'Odeon - raggiungibili a piedi dalla scuola. 

Un progetto nato durante l'emergenza e destinato a durare nel tempo. "Sarà pratica comune della nostra scuola"

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"Già negli anni scorsi avevamo iniziato progetti di didattica integrata con alcune uscite d'istruzione - racconta Marta Reda, insegnante delle Benci - ma quest'anno ci è sembrato che fosse arrivato il momento di fare un passo in più e abbiamo strutturato il progetto in maniera che entrasse a pieno titolo nell'offerta didattica dell'istituto. La nostra struttura non ha purtroppo un giardino o spazi all'aperto e, quest'anno più che mai, è importante avere uno sbocco che permetta ai ragazzi di respirare". Un progetto, quindi, nato per far fronte ai limiti imposti dall'emergenza sanitaria ma destinato a diventare una pratica comune della scuola anche negli anni a venire. 

Una lunga lezione di educazione civica dal vivo. "Così formiamo i cittadini del futuro"

"È importante che i bambini, e nella nostra scuola ci sono tanti figli di immigrati, conoscano la città per riuscire a sentirla come la propria casa - continua Reda -; è necessario che vivano il territorio come parte integrante della quotidianità, e andare a studiare nei luoghi simbolo della città è un processo importante". Una lunga lezione di educazione civica che si trasforma in lezione multidisciplinare. "Nelle giornate di lezione all'aperto si fa italiano, storia, geografia - continua Marta Reda - ed è bellissimo vedere come la risposta dei bambini sia entusiastica, gli iperattivi smettono di esserlo, i disabili vivono una lezione realmente inclusiva". E anche le famiglie sembrano felici di mandare i bimbi in una scuola diversa dal solito. "Una scuola che sta cambiando faccia grazie alla fiducia della dirigente Simona Michel  - continua Reda -, è arrivata da poco e nonostante le difficoltà di quest'anno così complicato ci ha dato un supporto totale".

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