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Sabato, 26 Novembre 2022
Scuola

Sciopero servizi educativi, scuole a rischio chiusura martedì 2 aprile

Assunzioni, sostituzioni, formazione e carichi di lavoro eccessivi le questioni irrisolte che hanno portato allo stato di agitazione

Scuole a rischio chiusura martedì 2 aprile per lo sciopero indetto dalle lavoratrici dei servizi educativi del comune di Livorno. Una decisione presa e stottoscritta da diverse rappresentanze sindacali (Letizia Carmignani, rsu aziendale Cgil; Giovanni Golino, segretario generale Fp-Cgil provincia di Livorno; Rosa Distaso, rsu aziendale Uil; Emilio Chierchia, segretario provinciale Uil Fpl) che hanno motivato le ragioni della protesta in un lungo documento.

Assunzioni insufficienti

"Le assunzioni del personale in ruolo sono insufficienti - dicono le organizzazioni sindacali -. Nonostante la possibilità di attingere a due graduatorie di concorso sia per la scuola dell'infanzia che per il nido la controparte non provvede a fare le necessarie assunzioni: su 140 posti di lavoro esistenti, di fatto, abbiamo 120 insegnanti e educatrici di ruolo. La sostituzione del personale avviene tramite il ricorso al lavoro in somministrazione: il budget risulta però ormai gravemente insufficiente".

Sostituzioni del personale

"Chiediamo inoltre sostituzioni del personale in malattia anche al di sotto dei trenta giorni di certificazione - si legge nel documento - e denunciamo il mancato rispetto della clausola di monitoraggio dei “pacchetti orari” relativa all'accordo stipulato precedentemente sulle sostituzioni brevi".

Formazione non organizzata

"Evidenziamo inoltre la non corretta organizzazione della formazione in servizio - dicono ancora i sindacati - con il tentativo di addossare oneri di spesa a carico delle lavoratrici (richiesta di effettuare ore aggiuntive non dichiarate). Sottolineiamo anche come la registrazione degli incontri generi la violazione della privacy. Siamo inoltre in disaccordo con la somministrazione di test individuali di chiaro impianto valutativo".

"Non è poi più rinviabile il bando di concorso per coordinatrice - tra gli altri motivi della protesta -. In considerazione della quantità tuttora presente di posti vacanti e in considerazione delle prossime numerose uscite (anche a causa della cosiddetta "Quota 100") chiediamo inoltre che siano programmate e messe a bilancio nuove assunzioni per garantire che il settore mantenga un adeguato rapporto tra dipendenti e personale precario. In tal senso chiediamo l'aggiornamento puntuale e costante dei profili professionali per le persone dichiarate inidonee al lavoro nei servizi educativi in modo da non falsare il quadro dell'organico vacante".

Carichi di lavoro eccessivi

Chiediamo anche di portare il limite massimo del monte ore del servizio non frontale da 190 a 150 ore. Auspicabile inoltre una maggiore possibilità di progressioni sia orizzontali che verticali. Da correggere poi l'impropria e arbitraria attribuzione di ferie effettuata nel periodo di chiusura dei servizi per le festività natalizie.

Ad aggravare pesantemente i carichi di lavoro delle lavoratrici e il loro livello di stress le sempre più frequenti richieste di tipo gestionale e amministrativo: chiediamo dunque che tali mansioni non si sommino nel tempo in modo indefinito ma che restino contingentate al minimo necessario. La qualità del benessere lavorativo risulta infatti fortemente compromessa, facendo apparire sempre più imminenti le possibili denunce di stress da lavoro correlato. Si chiede infine che venga discusso un sistema di pause all'interno dell'orario di lavoro affinch? in qualsiasi turno il personale possa fruire del pasto.

 

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