29 febbraio: origini, leggende e curiosità del "giorno in più"

Introdotto per la prima volta da Giulio Cesare, l'anno bisestile serve per riallineare correttamente il calendario al moto intorno al sole compiuto dalla Terra

Foto Instagram @elisabetta_salmaso

Una data particolare, quella odierna. Oggi è infatti il 29 febbraio, una giornata che in calendario, come noto, si trova solamente una volta ogni quattro anni durante i cosidetti anni bisestili. Il motivo risiede nel fatto che la Terra, per girare intorno al sole, non impiega 365 giorni esatti, ma, per la precisione, 365,2422: di conseguenza, ogni anno avanzano circa 6 ore, che vengono recuperate attraverso un giorno in più ogni quattro anni.

Calcolo

Un anno, per essere bisestile, deve essere divisibile per quattro, ma non solo: gli anni secolari, ovvero quelli che terminano per "00", devono essere divisibili anche per 400. Per questo, ad esempio, il 1900 non fu un anno bisestile, così come non lo sarà il 2100.

Introduzione

L'introduzione dell'anno bisestile si ebbe per la prima volta nel 46 a.c. per opera di Giulio Cesare, che inserì il giorno in più dopo il 24 febbraio, che, in latino, era il "sexto die ante Calendas Martias", ovvero "sei giorni prima delle Calende di Marzo". Il giorno aggiunto venne così chiamato il "bis sexto die", "per la seconda volta il sesto giorno": da questo è derivato il nome "bisestile", rimasto ancora oggi. Successivamente il sistema venne perfezionato nel 1582 da papa Gregorio XII con l'introduzione del calendario gregoriano

Tradizioni e leggende

Gli antichi Romani coniarono il detto "anno bisesto, anno funesto": questo in quanto febbraio, da tradizione, era il mese dedicato ai riti funebri. Nel Rinascimento si credeva invece che gli anni bisestili fossero nefasti per le greggi e la campagna, portando continue epidemie. Si diffusero così detti come "anno bisesto, tutte le cose van di traverso" o "anno bisestile, chi piange e chi stride".

Secondo una leggenda irlandese, invece, il 29 febbraio è il giorno in cui re ragazze possono chiedere al proprio fidanzato di sposarlo: se lui rifiuta, sarà obbligato a comprarle dodici paia di guanti (uno per ogni mese dell'anno), così che lei possa nascondere le mani ed evitare l'imbarazzo di mostrarle senza l'anello di fidanzamento.

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