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Martedì, 28 Giugno 2022
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Acqua di San Giovanni: leggenda, proprietà e come prepararla

Da preparare nella notte tra il 23 ed il 24 giugno utilizzando fiori ed erbe aromatiche, sarebbe dotata di virtù curative e purificatrici

La notte tra il 23 ed il 24 giugno, secondo la leggenda, viene considerata "magica". Legata al solstizio d'estate, la Notte di San Giovanni, se celebrata con particolari riti, sarebbe infatti in grado di portare fortuna e prosperità, oltre ad agire come buon auspicio per i raccolti. Una ricorrenza cristiana, che trae origine però da una precedente festa pagana risalente probabilmente alla ritualità celtica e volta, in origine, a celebrare la natura, che, proprio in questo periodo dell'anno, raggiunge il suo massimo splendore. Nella stessa data, in seguito, la Chiesa ha voluto festeggiare la nascita di San Giovanni Battista, il precursore di Cristo.

Come si fa l'acqua di San Giovanni

Rito propiziatorio immancabile in questa notte "magica" è quello legato alla celebre acqua di San Giovanni, la cui preparazione deve iniziare al momento del tramonto del 23 giugno. Per realizzarla bisogna raccogliere diverse varietà di fiori ed erbe aromatiche, come ad esempio artemisia, lavanda, malva, rosmarino, fiori di iperico, menta e salvia, ma anche camomilla, papaveri, fiordalisi e, perché no, rose. 

Rametti e fiori raccolti vanno poi immersi all'interno di un recipiente con dell'acqua, da porre all'esterno dell'abitazione per l'intera durata della notte così da assorbire la rugiada del mattino, che, secondo la tradizione, riuscirebbe a dare all'acqua poteri purificatori e curativi proteggendo da malattie, sfortuna ed invidia. Poteri che andrebbero poi sfruttati la mattina del 24 giugno utilizzando l'acqua per lavare viso e mani. Solo leggenda e superstizione? Nel dubbio, non resta che provare!

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