Bagni Pancaldi, origini e curiosità dello stabilimento balneare amato da Mascagni

Frequentati a cavallo tra l'800 e il '900 da personaggi di spicco della vita politica e culturale del Paese, conservano ancora oggi intatta la loro vitalità

Una mareggiata violenta, che ha distrutto e spazzato via numerose cabine in legno. I Bagni Pancaldi, tra i più noti della città, devono fare i conti con gli ingenti danni provocati dal maltempo tra il 25 e il 26 settembre, quando la furia del mare ha letteralmente devastato parte della struttura. Un evento che costringerà i gestori a ingenti lavori per rimettere a nuovo lo storico, celebre stabilimento balneare.

Bagni Pancaldi, le origini

Sì, perche i Pancaldi Acquaviva sono stati tra i primi bagni in assoluto a sorgere nella nostra città e nel nostro Paese. A prendere vita per primi, nella zona tra il largo Bellavista e l'Ardenza, furono gli Acquaviva, edificati da Giuseppe Santi Palmieri nel 1840. Un nome che deve la sua origine alle sorgenti naturali, note come Fonti dello Scalo, presenti in questo tratto di scogliera. Sei anni più tardi, per opera di Vincenzo Pancaldi, furono costruiti invece i Bagni Pancaldi, siti poco distanti sulla punta estrema dell'antica cala dei Cavalleggeri, dove il granduca Leopoldo II di Lorena, detto Canapone per la sua barba bionda, si era fatto costruire un baldacchino in ferro per le bagnature estive.

Frequantati, come gli Acquaviva, da un turismo di élite, i Pancaldi, nel 1870, ottenero il titolo di Bagni Regi. Qui era infatti solito recarsi il principe Amedeo di Savoia insieme alla consorte Maria Vittoria, con lo stabilimento che in breve tempo, grazie ai suoi impianti moderni e raffinati, divenne simbolo di comodità e conforto. Al suo interno vi erano infatti camerini, bagni idroterapici, sale di pattinaggio, di lettura e da ballo, oltre a servizi di gelateria, pasticceria e birreria. 

Ai Pancaldi, all'interno del famoso Caffè Concerto Olympia, si tenevano inoltre spettacoli musicali e teatrali particolarmente amati dall'alta società e da personaggi di spicco della politica e della cultura, come Pietro Coccoluto Ferrigni, Giosuè Carducci, Pietro Mascagni e Giovanni Pascoli. Nel 1924, i Pancaldi e gli Acquaviva furono poi accorpati in un unico stabilimento balneare unendo le due strutture, originariamente separate da un canale, attraverso un grande arenile.

Bagni Pancaldi, ricostruzione post-bellica e attualità

Durante la seconda guerra mondiale lo stabilimento, colpito dai bombardamenti, riportò alcuni danni che ne resero necessaria una parziale ricostruzione con opere in muratura, come, ad esempio, la passerella in cemento realizzata sul vecchio arenile di congiunzione tra i Pancaldi e gli Acquaviva.

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Al termine del conflitto i Pancaldi Acquaviva, ai quali oggi si accede attraverso due ingressi distinti lungo il viale Italia tra la Terrazza Mascagni e la Chiesa di San Jacopo, hanno subito riconquistato la loro centralità e la loro vitalità, rimanendo ancora uno degli stabilimenti balneari più amati e frequentati non solo dai livornesi, ma anche dai turisti di passaggio nella nostra città.

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