Il gabbione, un'invenzione tutta livornese che ha fatto la storia

Voluto da Armando Picchi già negli anni '50, ha visto sfidarsi al suo interno alcuni dei maggiori protagonisti del calcio italiano. E oggi la sua fama è stata rinnovata grazie a Massimiliano Allegri e Leonardo Pavoletti

Bagni Lido

Sole, mare e…gabbionate. Questa è l'estate a Livorno, dove mentre migliaia di persone si riversano su spiagge e scogli della città stese al solleone come lucertole, altre decidono di trascorrere qualche ora all'interno dell'infuocato gabbione, non abbandonando neanche nei mesi più caldi la passione per il pallone. D'altra parte si sa, quella per il calcio, nella nostra città, è una malattia: piace seguirlo, ma piace soprattutto praticarlo, in ogni stagione dell'anno. E se d'inverno si gioca muniti di guanti, cappellini e scaldacollo, d'estate si scende in campo in cannottierina e pantolincini arrotolati fino a coprire solamente le parti intime, oppure, se il gabbione si trova in uno stabilimento balneare, direttamente in costume.

La nascita

Un connubio, quello tra mare e pallone, che fu voluto niente di meno che dal livornesissimo Armando Picchi, leggenda dell'Inter degli anni '60 che si impose all'attenzione degli addetti lavori proprio con la maglia amaranto, indossata con orgoglio per cinque stagioni prima di tornare da allenatore nell'annata 1969/1970. Il celebre difensore, ancor prima di affermarsi nel grande calcio, era infatti un abituale frequentatore dei bagni Fiume e nel 1953, sul campo di basket dello stabilimento balneare, fece costruire un gabbione, ovvero un campo recintato da rete metallica alta circa cinque metri, per evitare che il pallone finisse in mare durante le sfide con i suoi amici Enrico Capecchi, Enrico Falorni e Mauro Lessi. E fu una rivoluzione: gabbioni si diffusero ben presto in altri bagni di Livorno, seguiti a ruota dagli stabilimenti del litorale pisano, per poi approdare anche presso le strutture sportive della città. Fra i fattori di successo la struttura stessa del campo, che, priva di linee laterali e di fondo, evita la fuoriuscita del pallone, che rimane così sempre in movimento, in partite dai ritmi frenetici.
Picchi, con il trascorrere degli anni, divenne una stella dell'Inter e fu così che, negli anni '60, nel gabbione si ritrovarono a giocare famosi calciatori nerazzurri come Giacinto Facchetti, Luis Suarez, Mario Corso e Tarcisio Burgnich, in Toscana per trascorrere le vacanze estive. 

In tempi più recenti, è stato invece l'ex tecnico di Milan e Juventus Massimiliano Allegri a riportare alla ribalta nazionale le gabbionate, ricordandole più volte nel corso delle sue interviste e delle sue conferenze stampa, compresa quella, celebre, in cui ha dato l'addio ai bianconeri. Senza dimenticare Leonardo Pavoletti, centravanti del Cagliari che proprio nel gabbione dei bagni Lido è stato protagonista di centinaia di sfide.

Le influenze

Questo particolare tipo di calcio, precursore del calcetto, ha poi avuto notevoli influenze a livello mondiale: sport come lo showbol e l'indoor soccer statunitense hanno infatti tratto ispirazione proprio dal gabbione voluto da Picchi, che ha stimolato anche la nascita del metodo di allenamento chiamato "gabbia", utilizzato da famosi tecnici quali Arrigo Sacchi, Luigi Maifredi, Corrado Orrico e Roberto Donadoni. Insomma, un'innovazione tutta livornese che ha fatto la storia.

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