Napoleone e l'Elba, curiosità di un esilio passato alla storia

Il generale e imperatore francese soggiornò sull'isola dal 4 maggio 1814 al 26 febbraio 1815. Dieci mesi che stravolsero la vita della comunità elbana

(Palazzina dei Mulini - Foto facebook Musei Italiani)

Non un'estate qualunque per gli amanti della storia. Il prossimo 15 agosto si celebreranno infatti i 250 anni dalla nascita di Napoleone Bonaparte, il celebre generale fondatore del primo impero francese, nonché presidente della Repubblica Italiana dal 1802 al 1805 e Re d'Italia dal 1805 al 1814. Una figura che è indissolubilmente legata anche all'Isola d'Elba: è qui infatti che Napoleone, dopo la sconfitta subita nella battaglia di Lipsia contro la coalizione formata da Austria, Russia, Prussia e Svezia, scelse di trascorrere l'esilio impostogli dai nemici.

L'arrivo sull'isola

Il suo arrivo sull'isola avvenne a Portoferraio il 3 maggio 1814 a bordo della fregata inglese Undaunted, ma Napoleone, timoroso dell'accoglienza dei cittadini, decise di sbarcare solamente il giorno seguente, rifugandosi prima ai Magazzini e poi, in maniera ufficiale, al Molo Elbano. All'Elba l'imperatore, che ricevette la carica di principe, fu protagonista di un episodio curioso: il maire Traditi gli consegnò infatti le chiavi della città, che tuttavia, secondo quanto si narra, pare fossero solamente quelle della sua cantina rese dorate con la porporina. Successivamente Bonaparte si diresse alla chiesa parrocchiale (l'attuale Duomo) dove fu celebrato l'inno liturgico Te Deum, prima di trascorrere qualche ora di riposo al Palazzo Municipale, accuratamente preparato per ospitarlo.

La prima notte insonne e la Villa dei Mulini

Napoleone, tuttavia, fu tutt'altro che soddisfatto della residenza affidatagli: troppo il rumore proveniente dalle strade sottostanti, che gli impeivano un adeguato sonno. Ecco così che subito dopo la prima notte si mise alla ricerca di un nuovo alloggio e, otto giorni dopo il suo arrivo, individuò la residenza perfetta: la Palazzina dei Mulini (in apertura foto facebook  Musei Italiani, sopra foto facebook Mibac), collocata tra il Forte Falcone e il Forte della Stella e così chiamata per la presenza nel luogo di quattro mulini a vento. Qui però, secondo quanto si racconta, Napoleone trascorse le sue notti non all'interno della camera da letto, ma nel giardino, nel quale trascorreva ore ed ore meditando una nuova rivincita.

La riorganizzazione dell'isola e l'attenzione per l'igiene pubblica

La vita tranquilla e monotona dell'Elba fu sconvolta dall'arrivo del generale francese: Napoleone, in breve tempo, diede il via a numerosi lavori, ordinando la costruzione di un condotto sotterraneo per evitare allagamenti e l'allargamento delle strade per farvi passare la carrozza imperiale. Attuò inoltre una vera e propria rivoluzione nell'organizzazione militare, economica e sociale, con una grande attenzione al miglioramento del sistema viario per collegare tra loro i vari paesi dell'isola e all'igiene pubblica, obbligando i proprietari di case prive di latrine a porre rimedio entro due mesi.

palazzina mulini-2

La residenza estiva: la Villa di San Martino e l'amante Maria

Napoleone individuò ben presto anche il luogo ideale nel quale trascorrere i caldi mesi estivi: la Villa di San Martino, acquistata attraverso un prestito concessogli dalla sorella Paolina, che, pur di soddisfare il desiderio del fratello, vendette alcuni dei suoi gioielli più preziosi. La dimora, nella volontà di Napoleone, avrebbe dovuto essere il nido d'amore da condividere con Maria Luisa, che però non lo raggiunse mai sull'isola. La sua assenza venne colmata per qualche ora da Maria Walewska, l'amante polacca del generale. La donna, arrivata con Alessandro, figlio dell'imperatore, venne condotta a Madonna del Monte, prima di essere costretta da Napoleone a ripartire per la Francia in tutta fretta e con il mare in tempesta appena due giorni dopo, per evitare che la notizia giungesse fino alla moglie.

La madre e la sorella all'Elba

L'Elba ospitò anche altre figure illustri legate a Napoleone, a partire dalla madre dell'imperatore, Madame Mère, che arrivò sull'isola il 2 agosto per poi ripartire solamente quattro settimane dopo la fuga del figlio. La donna, catturata dai colori e della bellezza del luogo, soggiornò in Via Ferrandini, dove ancora oggi una lapide ne ricorda la presenza.
All'Elba arrivò poi anche la sorella Paolina, che portò con sé numerose damigelle, animando la vita dell'isola con numerosi balli organizzati al Vigilanti, un piccolo teatro ricavato da Napoleone da una chiesa sconsacrata. Paolina organizzò inoltre una festa per la buona società la sera del 25 febbraio 1815, permettendo a Napoleone e ai suoi uomini di preparare la partenza del giorno dopo senza dare troppo nell'occhio. 

La partenza in segreto, ma non troppo...

La partenza dall'isola dell'imperatore, al contrario di quanto si crede, non fu preparata in maniera così furtiva. I preparativi si stavano infatti organizzando già da giorni ed erano assai vistosi, con l'Inconstant, l'imbarcazione utilizzata da Napoleone, che si trovava già tempo in rada risistemato, riarmato e riempito di viveri. Il commissario inglese Sir Neil Campbell chiese spiegazioni per queste manovre, con il generale che, si dice, gli rispose che mai avrebbe abbandonato l'isola, visto come vi viveva bene.
L'occasione per lasciare l'Elba fu rappresentata dalla partenza per Firenze di Campbell, con Napoleone che si mise in mare il 26 febbraio, salutato da una numerosa folla. Il suo destino, però, fu ancora in esilio. Dopo la battaglia di Waterloo del 18 giugno 1815, l'ormai ex imperatore fu trasferito all'isola di Sant'Elena, dove trovò la morte il 5 maggio 1821 a causa di un tumore allo stomaco.

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