menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Salvata per due volte dalle reti dei pescatori, la tartaruga Eleonora torna libera in mare

L'animale, liberato nel giugno 2019 dopo le cure dell'acquario di Livorno, era rimasto nuovamente intrappolato al largo di Salerno

È di nuovo in mare Eleonora, la tartaruga Caretta caretta salvata per due volte dalle reti dei pescatori. L'animale, rimasto impigliato lo scorso 7 gennaio nel tratto di costa davanti al comune di Salerno, è stato liberato nella giornata di venerdì 21 febbraio sulla costiera amalfitana dallo staff del Turtle Point della stazione zoologica Anton Dohrn di Portici e dell'Area marina protetta di Punta Campanella. Per la tartaruga si tratta di un nuovo ritorno alla libertà dopo quello dell'11 giugno 2019, quando, dopo essere rimasta intrappolata nelle reti nel dicembre 2018 al largo del porto di Livorno ed aver poi ricevuto le cure necessarie nel centro di recupero dell'acquario di Livorno, fu rimessa in mare al largo delle Secche della Meloria. Allora, a ritrovarla, fu un pescatore professionista, con l'animale che, grazie al supporto della Capitaneria di Porto e al coordinamento di Arpat, venne immediatamente trasferito al centro di recupero dell'Acquario.

Tartaruga Eleonora, la riabilitazione all'Acquario di Livorno: cure e radiotrasmettitore satellitare per seguirne gli spostamenti

Eleonora arrivò all'acquario di Livorno il 2 dicembre 2018 in pessime condizioni di salute: la tartaruga era infatti gravemente deperita, disidridata ed anoressica e nelle feci furono rinvenuti pezzi di materiale plastico. Durante la degenza e grazie alle cure dello staff acquariologico l'esemplare era poi aumentato di dimensioni e, al momento del rilascio in mare, il suo carapace era arrivato a misurare 54 cm e a pesare 23 kg.

La tartaruga, prima di essere rimessa in libertà, era stata dotata di una targhetta mettalica con codice identificativo applicata alla pinna anteriore sinistra, fondamentale per riconoscera quando, lo scorso 7 gennaio, è stata ripescata in una rete da strascico a tre miglia dalla costa del comune di Salerno. Sul suo carapace, inoltre, era stato applicato un radiotrasmettitore satellitare Argos a cura del prof. Paolo Luschi del Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Pisa, che ha consentito di poterla seguire per 25 giorni nel suo viaggio verso il sud d'Italia: in poco meno di un mese, dall'11 giugno all'8 luglio 2019, data in cui ha smesso di trasmettere la sua posizione, la tartaruga Eleonora ha percorso 584 km ad una velocità media di 1.6 km/h.

spostamenti tartaruga-2

Tartaruga Eleonora, le condizioni di salute al secondo ritrovamento

Al momento del ritrovamento dello scorso 7 gennaio la tartaruga non si presentava particolarmente debilitata, ma era poco attiva. Le sue dimensioni, comunque, erano cresciute, con il carapace arrivato a misurare 61 cm di lunghezza per un peso di 26,7 kg. La tartaruga, al momento della liberazione, è stata nuovamente dotata di tag satellitare in collaborazione con l'università di Pisa ed è già possibile osservare i suoi primi spostamenti dall giorno del rilascio al 22 febbraio.

spostamenti tartaruga 2-2-2

I ricercatori: "Monitorare gli spostamenti per comprendere il comportamento di questi animali"

"È importante monitorare via satellite gli spostamenti delle tartarughe - riferiscono i ricercatori dell'università di Pisa -, in quanto la telemetria fornisce un'ampia gamma di informazioni sui loro movimenti che sta cambiando radicalmente la nostra visione del comportamento spaziale di questi animali. Inoltre, la telemetria è un valido strumento per raccogliere informazioni dirette sulle aree effettivamente frequentate dalle tartarughe marine per poter pianificare efficaci misure di conservazione in zone dove le attività di pesca e il traffico marittimo costituiscono le principali minacce per questi animali".

"Al momento - aggiungono - non siamo in grado di dare spiegazioni scientifiche sul motivo che spinge le tartarughe che abbiamo rilasciato in Toscana a muoversi preferenzialmente verso sud dopo il rilascio. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma è un argomento che è nostra intenzione prendere in considerazione quando avremo un numero congruo di animali seguiti via satellite a partire dalle coste toscane. In questo caso - concludono - l'opportunità di poter seguire una tartaruga proveniente dalle coste toscane quando si trova a sud ci offre un'occasione unica per ampliare le nostre conoscenze su questo argomento".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Ctt Nord, "Pensiero di Natale", premiate 120 classi livornesi. Foto

Giardino

Piante d'appartamento antimuffa: come eliminare l'umidità in casa

Attualità

Polizia, il nuovo questore si presenta alla città: "Comprensione e umanità, il territorio non si controlla militarizzandolo"

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LivornoToday è in caricamento