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Dalle isole Lotofen a Capo Nord: Giuseppe Gaimari sfida il freddo artico in sella alla sua bici

Nuova avventura per l'ultracyclist livornese, che percorrerà mille chilometri con temperature che toccheranno i -20°

Mille chilometri da percorrere in bici nel freddo artico della Norvegia. Questa l'impresa che tenterà Giuseppe Gaimari, ultracyclist livornese vincitore della Tuscany Trail nel 2019 non nuovo a iniziative di questo genere. Il 39enne, a partire dal prossimo 6 febbraio (7 in caso di condizioni di climatiche avverse), sfiderà infatti le temperie ambientali ed il freddo glaciale per coprire il tragitto che separa le isole Lofoten a Capo Nord. Qui Gaimari, che sarà seguito nella sua avventura da un team che si occuperà del supporto fisioterapico e del marketing, con l'impresa presentata da Maldavventura, Garsport, BikeTrotter e Mume Sport di Luca Zanotti, isserà una bandiera della città donatagli dal sindaco Luca Salvetti. "Livorno sa fare cose straordinarie e i livornesi sanno essere protagonisti di imprese prodigiose: Giuseppe è una di queste persone", ha detto il primo cittadino.

Mille chilimetri nel freddo artico, Gaimari: "Una sfida contro me stesso"

"Lofoten e Capo Nord sono divise da 1000 km in totale - ha detto Gaimari - , ma il confine fisico è dettato anche dalle temperature che affronterò, che toccheranno i -20°. Cercherò di coprire questa distanza in otto giorni, affrontando i dislivelli maggiori nella parte continentale: in totale saranno circa dodicimila metri di dislivello positivo. Troverò il ghiaccio sulla strada e sarò costretto a montare una particolare struttura per la bici: dovrò alleggerirla ed applicare dei copertoni chiodati. La motivazione - ha proseguito - è duplice: da un lato è rappresentata dalla ricerca di un senso di pace data dalla quiete della neve, lo scenario artico genera conciliazione dentro di me; allo stesso tempo la neve rende tutto tecnicamente più difficile, in quanto modifica le caratteristiche del terreno: da qui prende forma lo volontà di sfidare me stesso. Questo tipo di viaggio in condizioni estreme è un atto di ricerca individuale, dove ogni pedalata rappresenta il contrasto fra ricerca interiore e di sfida con me stesso".

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