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Disastro Livorno, gli amaranto restano in Eccellenza: il pagellone di fine campionato

Vantaggiato e compagni, dopo aver chiuso al primo posto la regular season, hanno clamorosamente mancato la promozione in D

Un disastro. Il Livorno, dopo aver chiuso al primo posto la stagione regolare, ha steccato nella post season mancando il pass per la serie D prima nella poule promozione, chiusa al terzo e ultimo posto, e poi nei playoff nazionali, dove è stato superato in finale dal Pomezia. Un fallimento che, in attesa di conoscere l'esito della giustizia sportiva per quanto accaduto in Tau-Figline, condanna gli amaranto ad un altro anno di Eccellenza.

Portieri

Fontanelli sv: titolare al debutto sul campo del Castelfiorentino, dove fra l'altro non sfigura salvando il risultato sullo 0-0, viene poi scavalcato nelle gerarchie da Mazzoni e Pulidori. 

Mazzoni 5: costantemente nervoso. In campo, malgrado la ruggine per la lunga inattività, fa il suo, ma a destare più di qualche perplessità è il suo atteggiamento sempre polemico nei confronti non solo dei direttori di gara, ma anche dei compagni di squadra. Un errore da troppo attaccamento? Probabilmente, ma, forse, sarebbe servito trasmettere maggior serenità.

Pulidori 6: titolare nella prima parte di stagione in attesa del rientro a pieno regime di Mazzoni e nuovamente titolare nel finale, quando Luca è costretto ad alzare bandiera bianca per un infortunio, conferma di avere quelle buone qualità già viste nella sua precedente avventura livornese. Clamorosi, però, gli errori nelle trasferte sui campi di Perignano, quando si becca anche il rosso per cercare di rimediare alla papera, e W3 Maccarese, quando, in complicità con i suoi compagni, regala due reti ai laziali. Nella finale con il Pomezia, almeno lui, prova a tenere a galla la barca fino all'ultimo.

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Difensori

Franzoni 5,5: parte forte, divenendo, a sorpresa, uno dei punti fermi nella prima parte della stagione. La sua duttilità gli permette di ricoprire senza sostanziali differenze di rendimento le due corsie, dote sfruttata da Buglio prima e Angelini poi. Il suo gol in rovesciata nel pantano di Ponsacco rimarrà una delle immagini più belle di un'annata nefasta, ma anche lui, nel finale, cala vistosamente, trovando meno spazio nelle partite più importanti.

Ghinassi 5: l'avvio di stagione è da incubo, con numerosi errori che lo vedono suo malgrado protagonista, poi, con il passare delle settimane, ritrova qualche sicurezza. Suo, purtroppo, il pesante errore dal dischetto che, salvo eventuali sviluppi sulla vicenda Figline, condanna gli amaranto ad un altro anno in Eccellenza.

Giampà 5,5: per l'ex Prato vale in buona parte lo stesso discorso fatto per Ghinassi. Inizia in maniera disastrosa il campionato, ha poi il merito di rimboccarsi le maniche e ritrovare un rendimento ampiamente sufficiente ma, alla fine, torna a sbandare proprio negli appuntamenti chiave.

Giuliani 6: il regolamento sulle quote, nella regular season, gli toglie un po' di quello spazio che meriterebbe, ma l'ex Pontedera riesce comunque a dimostrare di possedere qualità tecniche superiori alla categoria. Forse uno di quei (pochi) giocatori su cui poter puntare anche il prossimo anno. 

Milianti 5: inizia la stagione da titolare, poi un infortunio lo mette ko e, al rientro, le gerarchie sono ormai cambiate. La sensazione è che gli anni, inevitabilmente, si stiano iniziando a far sentire.

Palmiero 4,5: un'involuzione pazzesca, quella che ha accusato questo giocatore. In avvio di stagione è forse uno dei più positivi, tanto da trovare spazio con continuità nella formazione iniziale, poi una lunga serie di infortuni lo costringe ai box per mesi e quando torna a disposizione sembra un altro: lento, impacciato, asfaltato continuamente dai diretti avversari. L'errore, forse, è stato quello di rigettarlo nella mischia quando non era ancora pronto.

Panebianco 5: anonimo. Mai una giocata che riempia l'occhio, mai una volta che riesca a proporsi in avanti con continuità. Si limita al compitino in fase di copertura, ma chi aveva deciso di puntare su di lui nel mercato invernale, probabilmente, si aspettava ben altro.

Russo 5,5: arrivato a gennaio dalla Ternana di Lucarelli, ha il merito di calarsi subito nella categoria, divenendo fin da subito il punto di riferimento per tutti i suoi colleghi di reparto. Peccato per le sbavature commesse all'andata con la Maccarese e al ritorno con il Pomezia, che vanificano, almeno in parte, quanto di buono fatto vedere in precedenza.

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Centrocampisti

Apolloni 6,5: un rendimento sempre elevato, malgrado, soprattutto nella prima fase della gestione Angelini, non sempre riesca a trovare spazio dal primo minuto. In campo, a volte, può risultare confusionario, ma è uno dei pochi ad aver capito che in queste categorie, più che il fioretto, serve la sciabola.

Bellazzini 4,5: una delle delusioni maggiori. Nella prima parte di stagione, complice anche un fastidioso infortunio che lo costringe ai box per settimane, non brilla e sembra non trovarsi a suo agio in una categoria fatta di agonismo e corsa e poca qualità. Con il cambio di guida tecnica, almeno inizialmente, ritrova certezze e lascia intravedere qualche sprazzo della sua classe, salvo poi risprofondare nell'anonimato nelle ultime settimane. La sua esperienza in amaranto, non certo indimenticabile, si chiude prima della finale playoff, quando rescinde il contratto per motivi personali

Gargiulo 4,5: inizia la stagione a spron battuto trovando la via del gol per due volte nelle prime due gare, poi, gradualmente, il suo rendimento va appiattendosi. Sparisce quando c'è da tirare fuori la clava.

Gelsi 6: una stagione tra alti e bassi, quella del centrocampista figlio d'arte. In mezzo al campo dimostra di avere qualità e gamba, ma anche qualche lacuna dal punto di vista tattico. Angelini, allora, lo sposta esterno alto, lasciandolo più libero da compiti difensivi: posizione in cui il numero 23 sembra trovarsi più a suo agio.

Luci 5: ha fortemente voluto tornare a vestire quella maglia amaranto che mai, fosse stato per lui, avrebbe lasciato, accettando anche di scendere in un campionato, come quello di Eccellenza, in cui prima mai aveva giocato. Il suo impatto, inizialmente, è positivo, ma anche lui risente di quello sbandamento collettivo al termine della regular season che costringe gli amaranto a passare dai playoff nazionali, dove la sua stagione si chiude prematuramente in semifinale a causa di un problema alla caviglia. 

Nunzi sv: la concorrenza, nel suo ruolo, è alta, e lui, giocoforza, fatica a trovare spazio.

Marinai sv: oggetto anonimo nella prima parte della stagione, quando, anche a causa di un infortunio, non vede mai campo, riesce a ritagliarsi qualche scampolo di gioco in più nel girone di ritorno della regular season. Troppo poco, però, per essere giudicato.

Pecchia 6,5: una delle poche luci in un'annata disgraziata. Nelle prime giornate parte spesso dalla panchina, ma la sua corsa, la sua abnegazione e la sua cattiveria agonistica convincono presto Buglio a puntare sempre più spesso su di lui. Una fiducia ribaditagli da Angelini, che lo schiera terzino, centrocampista, esterno alto e addirittura, in un'occasione, sottopunta, a testimonianza della sua preziosa duttilità tattica. Termina la stagione in riserva dopo aver dato tutto quello che aveva.

Pulina 5: poco lo spazio trovato dal centrocampista classe 2001, costretto ad una stagione trascorsa in buona parte in panchina. Quando chiamato in causa mostra di essere ancora acerbo.

Attaccanti

Durante 6: là davanti la concorrenza è folta ed il giovane attaccante cresciuto nella Lucchese deve accontentarsi soltanto di qualche spezzone. Nonostante questo riesce a trovare la gioia del gol per due volte: prima in Coppa Italia contro il Cenaia, poi in campionato con la Cuoiopelli nel rocambolesco 3-3 della sfida di andata. Sei politico sulla fiducia.

Ferretti 6: difficile dare una valutazione alla sua annata. Nella prima parte di torneo, quando il Livorno non brilla sotto il piano del gioco, è lui a tenere a galla gli amaranto a suon di gol, poi però un fastidioso infortunio lo mette ai box per settimane e, quando rientra in campo, non è più lo stesso. Prima parte di stagione da 8 in pagella, seconda da 4.

Frati 6: la concorrenza là davanti è agguerrita e lui deve sgomitare per conquistarsi quello spazio che, alla fine, riesce a ritagliarsi. Sul tramonto della stagione, quando è tra gli ultimi ad arrendersi nel naufragio amaranto, è uno dei pochi ad avere ancora birra in corpo.

Petronelli 5,5: arrivato durante il mercato invernale, fatica inizialmente a trovare spazio, conquistandosi la vetrina solamente nel finale della stagione regolare con le reti segnate al Piombino (doppietta) e Ponsacco. Un fastidioso infortunio lo costringe ai box nella poule promozione tornando a disposizione nei playoff nazionali, dove, a sprazzi, mostra di possedere buone qualità. Tradisce dal dischetto nella finalissima di Pomezia.

Torromino 5: doveva fare la differenza, ma non l'ha fatta. Certo, le sue doti tecniche e fisiche, a tratti, si confermano fuori categoria, ma il problema è proprio questo: la mancanza di continuità. Non basta qualche sprazzo quando sei uno di quelli chiamati a prenderti sulle spalle un'intera squadra. Per non parlare, poi, di quel brutto gesto di cui si è reso protagonista nella gara di andata della poule promozione con il Figline: una sciocchezza forse determinante nell'esito finale della stagione.

Vantaggiato 5,5: peccato. Peccato perché il Toro, per buona parte della stagione, ha trovato la via della rete con continuità. Sul giudizio finale, tuttavia, pesano inevitabilmente la lunga squalifica ricevuta dopo l'espulsione con il Perignano ed i rigori falliti con Tau e Pomezia. Dopo aver trascinato a lungo gli amaranto, ha tradito le aspettative proprio sul più bello.

Allenatori

Buglio 6: è lui a guidare gli amaranto nella prima parte della stagione ed è a lui che tocca assemblare una squadra con oltre 20 giocatori provenienti da realtà diverse. I risultati gli danno ragione, visto che il suo Livorno naviga costantemente al primo posto, ma la sensazione di un gioco mai sbocciato, il momento difficile attraversato ad 2022 e, forse, qualche malumore all'interno del gruppo lo spingono alle dimissioni dopo il ko interno con il Perignano. Un gesto che, a prescindere da tutto, ne dimostra l'integrità morale. 

Angelini 4: ha toppato clamorosamente, mancando quella promozione in D quasi obbligata per blasone ed organico a disposizione. Eppure la sua avventura sulla panchina amaranto era iniziata al meglio, con quattro vittorie consecutive e la sensazione di un gioco finalmente pronto a decollare. Poi, invece, i nuovi passi indietro, culminati nella duplice disfatta nella poule promozione prima e nei playoff nazionali dopo. Un disastro.

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