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Disfatta Livorno con l'Arezzo, il presidente Toccafondi: "Esonerare l'allenatore? Non prendo decisioni a caldo"

Il numero uno amaranto prende la parola dopo il poker incassato con la capolista: "Avremmo voluto dare noia fino alla fine, non ci siamo riusciti. Ad ogni modo ho preparato una società in ordine, se c'è qualcuno che può fare meglio di noi..."

+++ LIVORNO, DIMESSIONI DI ESPOSITO: L'ALLENATORE LASCIA LA PANCHINA AMARANTO +++

La pagina più nera dell'intera stagione. Il Livorno, nella 27esima giornata del campionato di serie D girone E, è stato travolto per 4-0 al Picchi dall'Arezzo nel sentito derby toscano al termine di una sfida senza storia, messa in ghiaccio dagli uomini di Indiani già nel corso dei primi quarantacinque minuti di gara, chiusi dagli aretini in vantaggio di due reti e di due uomini. Una debacle che, nel post gara, ha spinto il presidente Paolo Toccafondi ad intervenire in prima persona in conferenza stampa: "Sono rammaricato, non abbiamo mantenuto la promessa di lottare per la vittoria del campionato", ha affermato il patron amaranto.

Toccafondi: "Non mantenute le promesse. Il futuro? Se viene qualcuno che può fare meglio di noi..."

"Come già successo in altri momenti di difficoltà, è giusto che l'unico responsabile della società ci metta sempre la faccia - ha dichiarato Toccafondi -. Sono innanzitutto dispiaciuto. Senza entrare nel merito tecnico, quando si perde 4-0 in casa in uno scontro così sentito fa male. Sono dispiaciuto per i tifosi e per la città che anche oggi aveva risposto alla grande. I ragazzi ci tenevano e non posso imputare loro niente dal punto di vista dell'impegno. Della partita c'è poco da dire: nella prima mezz'ora abbiamo fatto bene, poi abbiamo fatto delle cavolate che hanno indirizzato la sfida. Abbiamo regalato la gara ad una squadra che è obiettivamente più forte di noi".

+++ Livorno-Arezzo, le pagelle +++

"Io quest'annno non avevo promesso la vittoria del campionato, ma di dare fastidio - ha proseguito il presidente -. Questa promessa, tuttavia, non sono riuscita a mantenerla: non siamo mai stati in competizione con l'Arezzo. A gennaio abbiamo provato a ribaltare la squadra, ma non siamo stati in grado di creare un gruppo capace di fare una rimonta importante. Siamo comunque quinti in classifica, i ragazzi devono continuare a lottare per ottenere il miglior risultato possibile da qui alla fine, che speriamo possa essere la vittoria dei playoff. I campionati non finiscono neppure dopo l'ultima giornata, dobbiamo quindi dare tutto anche per rispetto dei tifosi e dell'intero ambiente. Abbiamo speso diversi soldi per allestire la squadra, a fine anno anche io dovrò fare il mio esame di coscienza: mi sono innamorato di questo posto ed ho l'obbligo di fare il meglio per Livorno".

"So che in Eccellenza dovevamo vincere e speravo di fare un campionato di serie D migliore di questo e degno della piazza livornese, che è sì esigente, ma che dà anche molto - ha aggiunto Toccafondi -. Per giocare qui servono valori importanti e personalità: in queste ultime partite i giocatori devono dimostrare chi può far parte del progetto anche il prossimo anno. Sicuramente sono state fatte delle scelte sbagliate, come nel reparto offensivo: una squadra che vuole vincere il campionato non può avere i numeri che abbiamo noi. Questa una stagione di transizione? Lo è diventata, ma abbiamo anche scoperto calciatori importanti come Fancelli e Giampà. Non è tutto da buttare". 

Il patron si è poi così espresso sul futuro del tecnico Vincenzo Esposito e della società: "Nell'ultimo periodo la squadra ha fatto un numero di punti accettabile, la partita di oggi non fa testo - ha affermato -. I cori nei suoi confronti? Esposito ha il difetto di non essere un buon comunicatore. Non c'è stata la scossa, ma questo non è il momento di parlare dell'allenatore: non prendo decisioni a caldo (il tecnico si è poi dimesso nella mattina di lunedì 13 marzo, ndr). Cambio di proprietà nel futuro? Ad ora non c'è niente di particolare, noi abbiamo dato un ordine alla società inserendo persone importanti. Sicuramente non lascio a personaggi come quelli che hanno provocato il fallimento, ci vuole qualcuno che abbia le potenzialità per fare meglio di noi. Da parte mia - ha concluso - spero soltanto di aver dato il mio piccolo contributo quando il Livorno sarà tornato nelle categorie importanti".

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