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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Calcio

Us Livorno, Locatelli dopo il 'no' di Esciua: "Non siamo sorpresi, non c'è stata disponibilità a trattare. Ma il nostro progetto va avanti"

Il promotore de 'Il Livorno siamo noi' parla dopo il rifiuto del patron amaranto a cedere la società: "Risposta prevedibile. Ma il nostro è solo un rinvio, non una bocciatura"

La risposta di Joel Esciua all'offerta di Andrea Locatelli, dopo giorni di attesa, è arrivata. E, come prevedibile, è stata negativa, con il finanziere brasiliano che ha declinato la proposta dell'ex uomo di riferimento di Infront esprimendo la volontà di proseguire nella sua avventura alla guida del Livorno. Una decisione che non ha colto di sorpresa neanche lo stesso Locatelli: "Già la difficoltà nello stabilire un contatto faceva presagire questo esito", ha dichiarato a LivornoToday il promotore de "Il Livorno siamo noi", il progetto ispirato al modello tedesco che prevede che il 51% delle quote societarie siano in mano ai tifosi riuniti in un'associazione.

Buonasera, Locatelli. Dopo giorni di attesa è finalmente arrivata la risposta di Esciua alla sua offerta: si aspettava il rifiuto?
"Diciamo che non è una sorpresa e prendiamo atto della volontà della proprietà. Si tratta da un certo punto di vista di una scelta comprensibile, dato che aveva manifestato la volontà di perseguire un piano quinquennale: in questo modo avrà l'opportunità di riprendere il proprio percorso. La difficoltà nello stabilire un contatto la diceva lunga su quello che sarebbe potuto essere l'esito, ma da parte nostra c'era la speranza di convincere con la nostra idea: che potesse scegliere di andare avanti con il suo piano, tuttavia, era la cosa effettivamente più probabile. In ogni caso faccio i miei migliori auguri al Livorno ed al suo progetto: noi e l'attuale proprietà non siamo antagonisti, abbiamo soltanto un modo diverso di vedere il calcio. Spero inoltre che abbia avuto modo di fare una valutazione sul suo percorso negli ultimi mesi, dato che in città ho percepito una certa distanza tra lui e le altre componenti. Mi auspico che da questa esperienza abbia tratto degli insegnamenti".

Esciua, nella nota ufficiale con cui ha declinato l'offerta, ha detto di aver "fatto fatica a capire i termini e le modalità della proposta"...
"Non ho capito a cosa si riferisse e, di conseguenza, faccio fatica a dare valutazioni. Sono rimasto perplesso. Io a più riprese ho cercato un contatto, ma non ho mai ricevuto alcuna risposta: semmai, quindi, sono io che potrei lamentare modalità discutibili. Capisco che l'aver dato una manifestazione d'interesse attraverso i media possa aver disturbato, ma ho dovuto agire così data la mancanza di risposte. Io, con questo progetto, ho cercato di proporre un'alternativa profonda a quello che considero un mecenatismo becero ed ho provato ad esporla alla città e agli imprenditori. Ovviamente era impossibile essere esaustivi in una sola serata, ma chiariremo meglio tutto dando una risposta ai quesiti rimasti in sospeso".

Ma ci sarà una nuova offerta oppure il discorso, almeno per il momento, è chiuso?
"Il tema non è di natura economica. Da parte nostra, di fronte ad un'apertura, c'era la disponibilità di sederci a parlare per approfondire e cercare un punto d'incontro attuando qualche modifica, ma a sederci non ci siamo neanche arrivati".

Quale sarà il futuro del progetto "Il Livorno siamo noi"? Si ferma qui o andrà avanti?
"Nei prossimi giorni valuteremo quale possa essere il modo più efficace per tenere viva questa impostazione. Si tratta di un modello che Livorno avrebbe avuto la fortuna di sperimentare per prima e che, come detto durante la serata di presentazione al Goldoni, si sarebbe mosso in anticipo su un filo conduttore oggi oggetto di attenzione anche a livello legislativo. Metteremo sempre più a fuoco il progetto perfezionando i diversi aspetti: per adesso abbiamo buttato giù un'idea che deve essere affinata per essere resa più solida. Vogliamo trasferire tutto ciò che serve sapere sia alla parte "popolare", che nelle nostre intenzioni avrebbe il 51% delle quote della società e che vogliamo rendere più numerosa, sia alla parte imprenditoriale, che dovrà essere incrementata e resa più forte: l'ideale sarebbe avere 49 imprenditori detentori ciascuno dell'1% delle quote. Faremo quindi il possibile per diffondere e mantenere vivo il progetto. Mi permetta, infine, di aggiungere una cosa".

Prego.
"Voglio ringraziare tutte le persone che hanno aderito e che hanno manifestato interesse, ma anche tutti coloro che non lo hanno fatto e che hanno posto all'attenzione quesiti legittimi. Ci sono domande a cui vogliamo dare risposta. La società non ha accettato, ma la città non ha espresso un rifiuto: si tratta solamente di un rinvio, non di una bocciatura".

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