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Martedì, 18 Giugno 2024
Calcio

Us Livorno, stagione fallimentare e futuro da scrivere: dai silenzi di Esciua alle liti sul marchio fino al nuovo progetto Locatelli

Il patron amaranto non sembra intenzionato a cedere la società, ma l'ex uomo di riferimento di Infront, che svelerà il suo programma nella serata del 22 maggio al Goldoni, è pronto all'affondo

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Un presente nebuloso, con la stagione fallimentare chiusa con una mesta eliminazione nella semifinale playoff dopo il deludente quarto posto ottenuto in campionato, e un futuro ancora tutto da scrivere. Da una parte la volontà di Esciua di non lasciare il timone del club, dall'altra il progetto guidato da Andrea Locatelli, professionista livornese ex uomo di riferimento di Infront, la società che, per anni, si è occupata della vendita dei diritti tv del campionato di serie A. Nel mezzo, giusto per non farsi mancare niente, la querelle relativa al marchio, con il club Magnozzi ormai spaccato al suo interno. Insomma, un calderone quanto mai infuocato.

Us Livorno, Esciua rompe il silenzio e rilancia: "Clima ostile, ma io vado avanti.

Il silenzio di Esciua

Partiamo dalla posizione di Joel Esciua, in silenzio ormai da settimane. Il patron amaranto, contestato da una parte consistente della tifoseria (emblematiche le manifestazioni e gli striscioni di protesta esposti dalla curva Nord in occasione delle ultime partite della stagione), non parla da oltre un mese, quando, anche in diretta tv, ribadì la sua volontà di non vendere. Da lì in poi, malgrado le indiscrezioni di una conferenza stampa ad impegni agonistici terminati, neanche una parola. Un silenzio, come si dice in questi casi, assordante. Da quanto trapela, tuttavia, il finanziere brasiliano non avrebbe affatto intenzione di cedere, anzi: nella sua testa, infatti, ci sarebbe la voglia di andare alla ricerca del riscatto nella prossima stagione, in modo da mettere a tacere critiche e contestazioni. Una posizione dalla quale Esciua non si sarebbe smosso neanche di fronte all’ultima manifestazione di dissenso della scorsa notte, con lanci di petardi e lo striscione “Esciua via da Livorno” esposto dai tifosi fuori dalla residenza livornese del presidente. Irremovibile, almeno sembrerebbe, davanti al malcontento generale ed all'ipotesi di iniziare la nuova stagione con uno stadio deserto, proprio come avvenuto nelle ultime gare del campionato andato in archivio poche settimane fa. 

esciua vattene

Il progetto Locatelli

Se da una parte Esciua non parla, dall'altra c'è chi lo ha già fatto e lo farà ancor più compiutamente a breve. Andrea Locatelli, dopo aver rilasciato giorni fa un'intervista al quotidiano Il Tirreno, è pronto ad esporre più nel dettaglio il proprio progetto al Goldoni il 22 maggio. Una serata attesissima dalla tifoseria, curiosa di conoscere l'idea di una società gestita e finanziata in parte da imprenditori privati ed in parte dai cittadini. Un modello "misto" che prende ispirazione da alcuni club tedeschi e che ha già riscontrato il parere benevolo, tra gli altri, di due bandiere del calcio livornese, Cristiano Lucarelli e Igor Protti. Entrambi, in occasione della serata al Goldoni (in cui sono già state preannunciate sorprese), faranno sentire la loro voce (da capire se in presenza o tramite video). "Il Livorno siamo noi", così come è stato denominato il progetto Locatelli, è quindi pronto a mettersi a nudo, con la curva Nord che fa sapere: "Parteciperemo senza prendere posizione in merito, prima dobbiamo ascoltare e capire, e lo facciamo soprattutto perché riteniamo la fase di Esciua in città ampiamente terminata, fallita, non solo calcisticamente".

La querelle sul marchio

C'è poi, come detto, la vicenda che ruota attorno al marchio. Enrico Fernandez Affricano, presidente del club Magnozzi nonché presidente onorario dell'Us Livorno, afferma di averne rinnovato la concessione a Joel Esciua dietro regolare delibera del direttivo del Magnozzi, tesi, questa, tuttavia smentita da alcuni membri del club stesso. In particolare a scontrarsi con questa versione è il vicepresidente Pasquale Lamberti, pronto a dare vita ad una battaglia legale per cercare di stoppare il passaggio del marchio a Esciua. Una spaccatura interna quindi violenta e inattesa considerando la storia del Magnozzi, da sempre uno dei club più "moderati" attorno al panorama Livorno calcio.

Il futuro

Fin qui, in estrema sintesi, tutto quello che è successo fino ad oggi, che rende anche difficile immaginare cosa accadrà in futuro. Ciò che è chiaro è che Locatelli le tenterà tutte per cercare di convincere Esciua a cedere la società così da far partire il proprio programma subito dalla serie D, ma non è da escludere che il progetto possa andare avanti anche di fronte ad un rifiuto del brasiliano. Un piano B, insomma, che prevederebbe l'avvio di una nuova società, magari ripartendo dall'Eccellenza con l'acquisto del titolo sportivo della Pro Livorno Sorgenti, ma che non troverebbe al momento conferma. Anzi, a smentirne l'ipotesi è la curva Nord che, attraverso un comunicato, precisa: "Abbiamo già avuto riscontro e certezza del fatto che sta circolando una voce falsa, ossia che, in caso di fallimento dell'operazione "Livorno siamo noi" perchè Esciua blinda una cosa non sua (l'US Livorno Calcio), vengano a crearsi due squadre cittadine. Nessuno vuole vedere ciò. Nessuno vuole replicare la dinamica del basket dove si vedono livornesi contro, magari con colori e nomi che non riguardano la tradizione cittadina".

La matassa andrà inevitabilmente sbrogliata nel giro di poco tempo così da poter iniziare a programmare la prossima stagione. Locatelli, nella serata del Goldoni, svelerà le sue carte, vedremo se Esciua, a breve, farà altrettanto o proseguirà a trincerarsi ancora nel suo silenzio.


 

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