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Serie D | Livorno, Mazzoni dopo le sei giornate di squalifica: "Mai offeso l'arbitro, non andrò più in panchina"

Così il portiere amaranto dopo quanto stabilito dal giudice sportivo: "Dopo lo stop di 5 turni ho riso, ora invece mi sono stancato". E annuncia querele: "Infastidito da quanto scritto sui social da alcune persone"

Mazzoni non ci sta. Dopo le sei giornate di squalifica che gli sono state inflitte dal giudice sportivo per "espressioni irriguardose e offensive verso arbitro e assistente" alza la voce giurando che "nessuno è mai stato aggredito verbalmente" visto che "con l'arbitro non ci siamo mai incrociati". Poi l'annuncio: "Non andrò più in panchina così si eviterà ogni tipo di problema". E su quanto è stato scritto sul suo conto sui social annuncia battaglia: "Mi sono stancato di leggere certe cose che vanno anche sul personale. Dalla prossima volta partiranno le querele contro questi fenomeni". Infine una battuta su quanto sta avvenendo in società con lo scontro tra tifosi ed Esciua: "Non sta facendo bene all'ambiente. Sicuramente sono stati commessi degli errori ma bisogna provare a stare tutti uniti per il bene del Livorno". 

Mazzoni respinge le accuse dopo la maxi squalifica: "Ho solo chiesto chi fosse stato espulso" 

Riavvolgiamo il nastro. Il Livorno sta vincendo 1-0 con il Figline ma al 90' arriva un calcio di rigore per i fiorentini che sancirà il pareggio finale. Prima della battuta del penalty Mazzoni viene espulso e dopo due giorni ecco la stangata da parte del giudice sportivo: "Il direttore di gara non l'ho mai offeso anche perché non ci siamo mai incrociati - sottolinea l'attuale preparatore dei portieri - mentre al guardialinee ho solo chiesto chi fosse stato buttato fuori perché temevo fosse il portiere e noi avevamo esaurito i cambi. Visto però quanto è stato deciso allora penso che si possa scrivere tutto e che questi signori avranno sempre ragione". 

Purtroppo questa squalifica segue il recente stop di 5 giornate: "In quell'occasione mi sono fatto una risata perché è stato scritto che avrei minacciato l'intera panchina del Real Forte Querceta. In quella società conosco praticamente tutti e mai mi sarei permesso di tenere un atteggiamento del genere. Siccome mi sto stufando del comportamento tenuto da questi signori (arbitri, assistente e giudice sportivo, ndr) ho deciso che dalla prossima partita non andrò più in panchina. Ricorso? Non servirebbe a nulla e farebbe spendere solo soldi alla società". 

"Querelerò chi offende me o la mia famiglia sui social"

Dopo la squalifica, sui social qualcuno avrebbe offeso pesantemente l'ex portiere livornese: "Se nei 18 anni di professionismo che ho fatto mi fossi fermato a leggere cosa scrivevano i leoni da tastiera mi sarei impiccato. Purtroppo però oltre a loro ci sono anche dei coglioni che vanno sul personale creando dei problemi anche all'interno della mia famiglia e questo non lo accetto. Non sono mai stato uno che denuncia ma vedo che alla fine non resta altro da fare. Se qualcuno invece mi volesse affrontare di persona io sono qua". 

"I rapporti tra curva e società? Ambiente non sereno, ma dobbiamo remare tutti dalla stessa parte per il bene del Livorno"

Mazzoni, poi, si è soffermato sul clima non certo sereno tra società e tifosi: "Noi avvertiamo e sappiamo di ciò che c'è intorno all'ambiente Livorno in questo momento - ha affermato -. Noi quest'anno abbiamo la possibilità di riportare il Livorno nei professionisti, che è la cosa che mi interessa di più. Da qui in avanti, per raggiungere l'obiettivo, dobbiamo parlare solo di quello, altrimenti rischiamo di perdere un'occasione importante. Quello che c'è intorno alla squadra in questo momento non è piacevole, senza stare a vedere chi ha ragione e chi ha torto, anche perché le ragioni non sono mai tutte da una parte o dall'altra. I risultati, a Livorno, li abbiamo sempre fatti quando l'ambiente si è compattato, come ad esempio nell'anno di Davide Nicola dopo la tragedia di Piermario Morosini".

"Quella che stiamo vivendo - ha aggiunto - è una situazione difficile: in curva ci sono tanti ragazzi che conosco e dei quali condivido anche il pensiero, dall'altra parte c'è una società che, dal punto di vista calcistico, sta cercando di fare un salto di qualità. Ci sono stati degli errori grossi, soprattutto a livello di comunicazione. Mi auguro che ci sia la possibilità di collaborare o, quanto meno, di remare tutti nella stessa direzione, magari pur ignorandosi. Ci deve essere rispetto sia da una parte dell'altra. Al di là delle questioni extracalcio, devo comunque dire che ho avvertito una certa diffidenza fin dall'inizio. Abbiamo però tutti un un denominatore che ci unisce: il bene del Livorno. E a fine anno - ha concluso - mi piacerebbe fare una bella festa".

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