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Livorno, il solito mercato spuntato e deludente: ora sì che serve un miracolo per salvarsi. E intanto arrivano gli indiani

Dal Canto e i giocatori la sola speranza per raggiungere la salvezza dopo la chiusura di un calciomercato che ha portato rinforzi a centrocampo ma non in attacco, anzi indebolito. Intanto in società proseguono le trattative per trovare nuovi soci e, soprattutto, soldi

Dopo gli argentini, il libano-olandese Majid Yousif e lo spagnolo Fernandez, è il turno di un indiano, rappresentato da un emissario avvocato italiano ma residente a New York, a chiedere informazioni sul Livorno calcio. Lo attende, tra oggi e domani 3 febbraio, il sindaco di Livorno Luca Salvetti, che riceverà a palazzo civico i "piemontesi" per ascoltare le intenzioni di quest'ultimo imprenditore il quale, da quanto risulta, sarebbe disposto a prelevare il 17% di Sicrea (Umberto Casella) e forse qualcosa in più.

Cessione Livorno, Favilla dal sindaco con il presidente Heller: "L'interesse c'è, stiamo analizzando i conti" 

Nel frattempo, però, si attendono anche le mosse di Franco Favilla, il milanese CEO di Seasif Holding Group fortemente caldeggiato dal presidente Giorgio Heller, che tuttavia avrebbe dovuto presentare già ieri un'offerta per entrare in posizione di forza nella società, rilevando tutte le quote fatta eccezione di quel 10% di Spinelli e del 18% di Aimo. Al momento, però, Favilla starebbe ancora analizzando i conti e non avrebbe chiamato nessuno dei “proprietari” del Livorno.

Numeri che, ad ogni modo, sono piuttosto indicativi, perché capire chi detenga quanto del Livorno è missione impossibile anche per il più bravo dei commercialisti. Di fatto, al momento, chi comanda è ancora Aldo Spinelli, il solo ad avere liquidità immediata da mettere nelle casse della società e, dunque, quello con più voce in capitolo in qualsiasi tipo di operazioni.

Calciomercato Livorno, manca un attaccante. Il ds Rubino: "Complicato fare in poche ore il lavoro di un mese"

A partire dal mercato, chiuso in perfetto stile Aldo Spinelli degli ultimi anni, con il ds Rubino costretto ad operare con pochissimi soldi a disposizione e ancor meno tempo, a causa di una fideiussione colpevolmente depositata a 5 giorni dalla fine delle trattative. Risultato: il direttore sportivo è pure riuscito a rinforzare il centrocampo e mettere una pezza in difesa dopo le molte partenze, ma in attacco non è arrivato nessuno a parte una scommessa e, forse, una seconda. La prima, il lituano Dubickas, in prestito dal Lecce, l'altra, non ancora ufficializzata, l'uruguagio Martin Bueno, svincolato dal Bellinzona (serie C Svizzera). Troppo poco per un reparto in cui erano rimasti i soli Canessa e Brachen, per altro infortunato (non rientrerà prima di un mese e mezzo). A questo punto non resta che affidarsi a Dal Canto e ai giocatori per sperare in una salvezza che avrebbe del miracoloso, mentre a proposito della situazione societaria la sola certezza è che così non si possa andare avanti.

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