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Livorno, Amelia nuovo allenatore: "Qui per amore di questa maglia. Possiamo fare l'impresa"

L'ex portiere amaranto ha preso il posto dell'esonerato Dal Canto: "Uniti possiamo raggiungere la salvezza, ma serve coesione tra tutte le componenti: società, squadra, tifosi e media"

Via Alessandro Dal Canto, dentro Marco Amelia. Questa l'ultima, disperata mossa della società per cercare di dare una sterzata ad una stagione da incubo, con il Livorno, complici i cinque punti di penalizzazione ai quali se ne potrebbero presto aggiungere altri in seguito al nuovo deferimento, precipitato all'ultimo posto della classifica. All'ex portiere, che la maglia amaranto l'ha indossata per sei stagioni prima dal 2001 al 2003 e poi dal 2004 al 2008, il compito di evitare una sanguinosa doppia retrocessione dopo quella dello scorso anno. "Sono qui per amore di questa maglia", ha detto Amelia, presentato alla stampa nel pomeriggio di lunedì 1 marzo allo stadio Armando Picchi. Al suo fianco il direttore generale Alessandro Bini ed il direttore sportivo Raffaele Rubino.

Bini, Amelia e Rubino-2

Rubino: "Fatti degli errori, Amelia qui per dare un segnale forte"

"Oggi è un giorno particolare, nel bene o nel male - ha dichiarato il direttore sportivo Raffaele Rubino -. Quando c'è un cambiamento tecnico significa sempre che c'è qualcosa che non va. Sono stati fatti degli errori, dobbiamo prenderci tutti le nostre responsabilità. Saluto Dal Canto con dispiacere, ha sempre dato il massimo malgrado tutte le difficoltà, ma adesso dobbiamo fare di tutto per cambiare rotta. Dobbiamo alzare il livello di attenzione e di responsabilità, cercando di fare il maggior numero di punti possibili in questo finale di stagione. La scelta di Amelia? Vogliamo dare un segnale forte al gruppo tramite il senso di appartenenza, la passione e la determinazione che ha Marco. Dobbiamo fare quadrato per dare tutto e raggiungere l'obiettivo".

Rubino-4

Amelia: "Possiamo fare l'impresa. Qui per amore di questa piazza"

"Quello che ho fatto da giocatore resta e ne vado orgoglioso, ma questo per me è un inizio - ha detto Amelia -. Voglio scrivere qualcosa di importante in altre vesti e in un altro ruolo. Non sarà facile, ma possiamo fare l'impresa. Tre sono le parole chiave: rispetto, coesione e lavoro. Ci vuole rispetto per la maglia ed i tifosi, serve coesione tra società, giocatori, tifoseria e media e senza il duro lavoro non si ottiene niente. Chi me lo ha fatto fare di venire in una situazione così difficile? Il cuore ed il senso di appartenenza. Voglio dare il mio contributo per fare un'impresa. In questi mesi dopo l'intervento - ha aggiunto - ho ricevuto numerose chiamate, ma volevo aspettare luglio per riprendere: ho accettato solamente Livorno. So di avere la stima della gente e proverò ad essere profeta in patria".

Amelia-3

"Sono stato contattato dalla società nella serata di ieri, ero a casa mia a Frascati - ha continuato Amelia -. Sono arrivato in città stanotte. La chiamata mi ha reso orgoglioso: ho già parlato con Aimo, Presta e Rubino, non ancora con Spinelli. Le questioni societarie, in ogni caso, devono restare fuori dal campo. Dal 16 dicembre in poi non ci sono più stati problemi. Modulo? Nel calcio di oggi conta relativamente, ciò che è fondamentale è l'interpretazione della partita. La squadra - ha proseguito - ha buone qualità, ritengo che sia stata rafforzata durante il mercato di gennaio, ma quando si inseriscono dei nuovi ci vuole un po' di tempo per trovare i giusti equilibri". 

Livorno, esonerato Dal Canto: il tecnico paga i disastri di una società allo sbando. E ora il miracolo salvezza passa da Amelia

"Quando si è diffusa la notizia del mio arrivo a Livorno ho ricevuto numerosi messaggi, compresi quelli di Jaconi, che per me è stato più di un padre, e di tutti i ragazzi che hanno condiviso con me l'esperienza in amaranto - ha raccontato il nuovo allenatore del Livorno -. Mi ha scritto anche Mourinho, al quale sono molto legato. Adesso voglio guidare la squadra verso la salvezza: dobbiamo pensare di gara in gara, sapendo che abbiamo da giocare degli scontri diretti. Queste partite, rispetto alle altre, hanno un'incidenza maggiore. Ripeto, possiamo fare l'impresa".

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